‘‘Solo al Signore Dio tuo ti
prostrerai, Lui solo adorerai’’
(Mt. 4,8)
- La Signoria di Cristo -
La santa Quaresima è un dono prezioso di fiducia che Dio ci dona per
ricominciare, per tornare sui passi di Dio, per cambiare il cuore e la
mente, per scegliere Gesù come Signore.
Come
- La proclamazione. Scegliere Gesù come Signore significa accogliere che
qualcuno ce lo ha annunciato come tale e noi aderiamo a questo annuncio con
vincolo del cuore. La Chiesa, la Chiesa cattolica è protagonista di questa
meraviglia. E' Lei che ci dona Gesù, che ci dona la Parola di Dio come
custode e amministratrice fedele. Non ci siamo dati la fede da soli.
L'abbiamo ricevuta gratuitamente. Proclamare Gesù Signore è, prima ancora che
un atto emotivo, un atto ecclesiale di adesione nella comunità al Cristo
storico morto e Risorto annunciato dalla Chiesa.
Proclamare Gesù Signore non
è un atto intimistico, né solamente privato.
E' un atto pubblico che viene dato da una
comunità vivente nello Spirito a te che gratuitamente lo ricevi.
Questo non significa che la comunità
che te lo dona nell'annuncio sia pura o esente dal peccato.
Semplicemente significa che lei ha avuto il mandato di annunciarlo e di
donartelo gratuitamente così come lo ha ricevuto.
Significa che tu riconosci, proprio attraverso il limite della comunità
che lo porta, la Signoria potente di Cristo.
Credere nella Chiesa significa
questo: vedere la Chiesa con gli occhi di Gesù che l'ha scelta povera,
peccatrice, fatta di uomini imperfetti ma garante, infallibilmente, grazie
allo Spirito Santo, del patrimonio che ha ricevuto.
Pertanto riconoscere
Cristo come Signore senza riconoscere la guida della Chiesa (e della Chiesa
Cattolica, nello specifico) è follia ed è disprezzo di Cristo stesso.
Non si
può proclamare Cristo Signore e avere come termine ultimo la propria
coscienza.
Il termine ultimo decisionale è si la propria coscienza ma il
termine ultimo oggettivo, che conferma e trasmette la fede, è la Chiesa, il
suo magistero infallibile che ti dona di proclamare, in seno ad essa, Gesù
come Signore.
Chi crede che proclamare Gesù Signore sia un atto privato, un atto di
sola coscienza, un atto che non c'entra nulla con la Chiesa, si inganna e
inganna gli altri.
Sta tentando Dio e disprezzando il volere di Cristo che
ha posto in seno alla comunità e nella conferma infallibile di Pietro il
proprio giudizio e il proprio vangelo.
In definitiva è un perfetto adoratore di se stesso, e, dunque del nemico
dell'uomo, di satana.
- L'adesione del cuore: Scegliere Gesù come Signore non è un atto
emotivo è un atto del cuore. Un atto che impegna il centro ed il nucleo
essenziale della nostra persona.
Vuol dire restituirsi completamente a
Cristo non mettendolo al centro della propria vita (come talvolta
affrettatamente e tutto sommato narcisisticamente si dice) ma ovunque Egli
voglia stare.
Se scegli di restituirti totalmente a Cristo Egli deciderà di
te e della tua vita cosa fare e dove condurti.
Anche qui non esistono vie
grigie. O scegli o non scegli. La via grigia è data solo dal nostro limite
e dal peccato non dalla scelta. O ti affidi o trattieni qualcosa per te. Ma
qui è l'illusione.
Tutto ciò che trattieni per te non va realmente a te ma al nemico della
tua vita, alla scimmia di Dio.
Pensi di servire il tuo egoismo ma servi solo
satana.
- Il tempo per la preghiera. Il tempo per la preghiera è una
affermazione vera e pericolosa al contempo.
Vera perché non si può
proclamare Gesù Signore senza dare respiro al "respiro di Dio" in noi, allo
Spirito Santo, che è la preghiera.
E' un'affermazione pericolosa perchè un
tempo non basta. Può bastare se quel tempo è un accento di tutta la giornata
vissuta nella preghiera. Colui che sceglie al Signoria di Gesù non può non
appartenergli intimamente sempre, ovunque, in qualunque istante, in ogni
pensiero in ogni respiro.. il cristiano è mistico per natura ed essenza;
cioè ripete, per quanto possibile, ogni istante la presenza di Cristo nella
storia con la propria vita, la propria storia.
La preghiera è dunque
certamente un "fatto" privato ma non intimistico.
Perché non c'è preghiera
che non sia ecclesiale e in comunione con il papa, i pastori e tutti i
fedeli della Chiesa.
Perché non c'è preghiera che non desideri di essere
storia e vissuto.
Perchè non c'è preghiera nella Signoria di Cristo che non
desideri con forza: "venga il Tuo regno, come in cielo così in terra!".
Accanto alla preghiera si pone il digiuno. Una pratica significativa che
ci ricorda che solo "Dio basta!". Ecco perché il digiuno porta alla
preghiera e la preghiera al digiuno. "Dio solo basta!"
- La confessione e l'Eucarestia: La confessione è un dono sublime. Un
luogo dove la misericordia di Dio si fa storia.
Un luogo dove la fiducia di
Dio nell'uomo si fa speranza e concretezza. E' il luogo in cui ci si
santifica meglio e in cui ci si umilia più perfettamente davanti a Cristo
nella persona del ministro.
Più la confessione è profonda, accurata, non
scrupolosa ma consapevole e più si sceglie Gesù come Signore.
Più è retta
nelle intenzioni e talvolta umiliante e più ci conformiamo a coLui che tutto
può.
L'Eucarestia è il luogo della sponsalità dove il perdono dato nella
confessione richiama una "intimità trasformante". Carne chiama carne, sangue
chiama sangue, dono chiama dono, vita chiama vita.
L'Eucarestia è il dono dei doni. E' il luogo in cui la scelta del cuore
diventa impegno sponsale.
Dove il sussurro dell'anima che dice "si!" è
talmente vero e uno col "si" di Gesù che insieme si va verso il Padre.
Anche questo è un gesto straordinariamente intimo, ma essenzialmente
ecclesiale.
Nessuno va al Padre da solo ma sempre nel "noi" della comunione
comunitaria, con amici e soprattutto i "nemici".
Se così non fosse ci si sta illudendo grandemente.
Dove
- La scelta è adesso. Quando e dove fare la scelta di Gesù come Signore?
Fra un attimo è già tardi.
Scegli ora, senza paura e senza riserve. Non
cadere nell'inganno dei tuoi fantasmi, della mentalità comune, del
politicamente corretto. La scelta è ora.
Se vuoi, però..
Lui non impone ma
bussa al tuo cuore. Esige solo quando tu hai scelto perché ti sostiene nella
tua debolezza e ti richiama alla bellezza della fedeltà degli impegni
liberamente presi.
Ma tu dici: la scelta io l'ho già fatta. Bene, dunque,
non mancare di rinnovarla. Ora è il momento giusto, adesso è la risposta.
- La scelta nella famiglia. La Signoria di Cristo risplende anzitutto
nella famiglia. Non è un fatto acquisito; non è un segno edulcorato da
credere,; è lo sforzo costante nella grazia in cui ognuno degli "attori"
Padre, Madre e Figli sottolinea a suo modo e con ruoli diversi che Gesù è
Signore e che Dio regna. La famiglia è il luogo dell'incarnazione. E' la
prima cellula societaria che chiede, nel proprio limite e nelle proprie
ferite che "venga il Suo Regno". Ecco perché la famiglia trova spazio per la
preghiera e per l'ascolto della Parola. Ecco perché la famiglia si ritrova
nella famiglia "più grande" della domenica. Ecco perché la famiglia è aperta
alla vita e alla rettitudine. Ecco perché la famiglia benedice la croce come
atto di fiducia del Padre. Ecco perché la famiglia vive "pellegrina e
forestiera in questo mondo". Ecco perché la famiglia non ha casa se
non Dio stesso. E tutto questo più che un traguardo è una scelta dell'ora,
di adesso. Dove il papà, la mamma e i figli scelgono Gesù come unico Signore
e scelgono di vivere nel "suo giogo". Nell'amore sponsale di Gesù,; nel
"coniugio di Cristo" la famiglia si regge e si alimenta con l'amore, il
perdono, la fatica e le scelte.
- La scelta nel lavoro. Il lavoro è terreno speciale di
conversione. Un luogo prezioso per ribadire Gesù come Signore. Un luogo in
cui non vergognarsi di appartenere a Cristo e di annunciare con il silenzio
e la parola il suo amoroso annuncio. Un luogo che attende la Parola di Dio
come risposta alla dignità stessa del lavoro. Un luogo che attende la
rivoluzione di proposte umane che vengono dal vangelo e che rispondano ad
istanze che vanno ben oltre il mondano. Un luogo dove il servo di Cristo
continua la missione di Gesù lavoratore, con onestà e senso del dovere. Un
luogo dove lo Spirito Santo può realmente fornire scelte innovative per il
bene dell'uomo. Un luogo dove lo Spirito Santo può chiedere di fare scelte
radicali e di amare i nemici. Un luogo dove lo spirito del Signore crea il
bello ed il nuovo avendo sempre sull'altro piatto della bilancia la vita
eterna e non il profitto.
- La scelta nelle scelte. Ogni scelta dunque è terreno di scelte nella
Signoria di Cristo. Ogni istante è il momento, il tempo della salvezza che
attende di compiersi. Non ci sono compartimenti stagni in cui non si è
nella Signoria di Cristo. Questi compartimenti stagni che la modernità vuole
imporre al servo di Cristo sono la rovina dell'uomo e del credente. Sono il
segno di quanto l'uomo cerca ostinatamente di danneggiare se stesso.
Non ci si stupisca dunque di scelte etiche contro l'uomo; di scelte in
politica che distruggono o danneggiano la famiglia; non ci si stupisca di
derive eugenetiche e faustiane. La deriva di morte non è tanto
responsabilità dell'uomo che non "ascolta" più né Dio né la sua retta
coscienza e segue il cammino (ora si dell'evoluzione) verso la sua deriva
scimmiesca.
La responsabilità è di noi cattolici che non abbiamo scelto la Signoria
di Gesù con radicalità e passione e ci siamo "seduti" nella via comoda della
perdizione. Abbiamo smesso di essere sale nella terra e non siamo capaci si
"salare" più nulla, non siamo capaci di trovare vie nuove e alternative di
manifestazione storiche del regno di Dio.
Semplicemente perché non abbiamo detto sì a Cristo ma solo al "porco
comodo proprio".
Pensavamo di esser progressisti e invece ci stavamo allontanando da
Cristo.
Pensavamo di essere liberali e invece eravamo schiavi del peccato e di
satana.
Se solo decidessimo ora, adesso, di riconoscere la Signoria di Cristo ci
si aprirebbero gli occhi, la mente e tutti i sensi del cuore. Potremmo
finalmente essere laici, proprio perché diventiamo umani alla luce di Cristo
e quindi fecondi per il luogo storico dove il Signore ci ha posto per
servirlo e servirlo nell'uomo. Eppure Cristo continua a bussare.. "se vuoi"
Egli dice, sta a noi sceglierlo e riconoscerlo come Signore e cominciare a
servirlo; anzi.. a riconoscere che Egli non smette di essere a nostro
servizio nell'Amore del Padre. Questo è il tempo propizio.