Consigliamo la lettura di questo testo sia per la forma agile sia perché, immergendo il lettore nel senso profondo della malattia, aiuta a recuperare l'ineludibile e imprenscindibile coscienza del limite.
Senza il limite l'uomo non è tale ma una scheggia impazzita che non solo nega il sé a se stesso ma lo rende una caricatura allontanandolo dalla condivisione e dai fratelli.
L'impotenza dovuta ad alcuni tratti di alcune malattie consente all'uomo, malato di autonomia, di comprendere che non ci si salva da soli.
In fin dei conti la deriva auto-deterministica ha questo come punto fondamentale: il solipsismo. L'essere a prescindere dalla comunione. Nessun fondamento societario può fondarsi su un criterio così satanico che separa l'uomo dall'uomo prigioniero di una libertà malata.
Questo testo aiuta, concretamente ad immergersi nel miracolo della comunione e della condivisione.
In un'epoca in cui si parla spesso del presunto diritto di morire di chi soffre e di chi è malato, questo volume capovolge il discorso: noi ripartiamo dalla vita, che è sacra e inviolabile. Ci accompagna in questo viaggio Mario Melazzini, primario oncologo, malato di Sla e presidente dell'Aisla (Associazione italiana Sclerosi laterale amiotrofica). Con un incalzante botta e risposta, Melazzini fornisce 100 elementi utili per uscire da quella mentalità che lui definisce dei «benepensanti»: «Oggi - dice Melazzini - la vita è come una patente a punti: se perdi qualche funzione, ti scalano i primi punti. A un certo punto, se perdi molte funzioni, finisci il credito e ti tolgono la patente di persona».
«La Sla ci ha permesso di conoscere delle persone coraggiose - scrivono in una delle introduzioni al volume due ex calciatori molto famosi, Luca Vialli e Massimo Mauro - Queste persone ci hanno fatto crescere e insegnato l'importanza di essere "Liberi di vivere"». Come dice il cantante Ron, autore dell'altra introduzione al volume, di fronte a certe malattie «scatta la quantità di amore che sappiamo dare, e capire quanto ne possiamo ricevere da loro, i nostri malati di Sla». Questi ultimi prendono la parola in un'apposita sezione del volume, intitolata Messaggi in bottiglia, dove attraverso toccanti pensieri, poesie, racconti, richieste concrete la voglia e la gioia di vivere, nonostante tutto.
«Liberi di vivere» nasce da un'urgenza che, grazie al coinvolgimento iniziale di quattro amici e all'apporto istituzionale dell'on. Antonio Palmieri, è diventata un vero e proprio appello, presentato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e a cui tutti possono aderire.
Edito da Ares disponibile anche online qui
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Questo di mons. Luigi Negri è il secondo testo che segnaliamo.
Come per il precedente "Per un umanesimo del terzo millennio" anche questo ci si presenta ricchissimo e formativo.
Adatto alla formazione profonda dei fidanzati e degli sposi.
Può essere utilizzato come testo catechetico esperienziale a tappe per verifica del proprio cammino di coppia alla luce del Signore.
Molto bella l'impostazione formativa a partire dal giudizio, dal criterio che nasce da una domanda:
"che rapporto c'è tra quanto ci è accaduto e Cristo?".
Questa è infatti la domanda che porta in sé il quid e la rivelazione del cammino vocazionale di coppia, anzi di ogni cammino vocazionale.
La centralità di questa domanda che sottintende un desiderio ed una passione dei singoli e della coppia è la domanda-verifica di ogni scelta in Gesù.
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Per un umanesimo del Terzo millennio |
Ringraziamo le Edizioni Ares che ci hanno proposto questo bel testo di Mons. Luigi Negri:
"Per un umanesimo del terzo millennio, il magistero sociale della Chiesa".
Un testo ricco, straordinario per qualità sintetiche ed introduttive allo studio della Dottrina Sociale della Chiesa.
Dottrina sociale della Chiesa quanto mai attuale e feconda per una corretta umanizzazione.
Già ricordava Papa Giovanni Paolo II: "La vera cultura è umanizzazione, mentre le false culture e le non culture sono disumanizzanti".
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Fratello uomo, sorella Verità |
Un itinerario semplice tra i problemi della Bioetica
Premesso
che già il titolo è di nostro gradimento per il binomio inscindibile
tra l'Uomo e il legame con la Verità, quindi tra l'uomo e Cristo, il
testo agevole di Don Gian Maria Comolli "naviga" tra i vari attuali di
Bioetica con un approccio solido biblicamente e legato al Magistero
della Dottrina Sociale della Chiesa.
L'approccio
introduttivo del libro in un piccolo glossario che spiega i termini più
comuni (Etica, Morale, Legge, Obiezione di coscienza, Deontologia,
Bioetica), l'analisi dei modelli etici societari, dei vari principi
etici e delle metodologie operative che formano il "contesto" su cui
poggiano le attuali riflessioni di Bioetica fornisce al libro un
cammino spedito, chiaro e semplice per capire il valore della vita alla
luce del Vangelo.
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Pacs, matrimonio e coppie omosessuali |
Da quando sono diventati legge in alcuni paesi europei, i Pacs (patti civili di solidarietà) sono stati subito, e continuano ad essere, occasione di discussioni piuttosto accese, senza tuttavia che le questioni fondamentali siano mai state affrontate. Proprio su alcune di queste problematiche, con il limite-vantaggio di essere un testo non specialistico, si concentra il presente volume, cercando di far luce sulla posta gioca e i risvolti antropologici e del diritto.
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Etica, Religione e stato liberale |
di Joseph Ratzinger & Jürgen Habermas
Il
19 Gennaio 2004 la Katholische Akademie in Bayern ha organizzato a
Monaco un fecondo e unico dialogo tra il filosofo Jürgen Habermas e il
cardinale Joseph Ratzinger, che sono probabilmente le due più
significative figure intellettuali che la Germania ci ha donato in
questa scena del pensiero e la cui valenza intellettuale si estende
anche a livello internazionale.
Il
testo è piccolo e agevole e rappresenta una sintesi preziosa per
chiunque voglia avere una più chiara idea non solo dei tempi in cui
viviamo ma anche avere uno sguardo carico di speranza e responsabilità
aperto verso il futuro sociale e politico dell'occidente.
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Padre Pio sotto inchiesta |
"Ti associo alla mia passione".
Davanti a questa rivelazione privata e ai segni inequivocabili sul corpo di San Pio sta tutta la ricchezza della vita del santo e della testimonianza accurata di questo testo edito da ARES.
Un testo che, appena lo abbiamo ricevuto, ci è piaciuto molto. Sia per metodologia sia per i contenuti, tra l'altro alcuni decisamente inediti, che scalzano d'un fiato tutto l'approccio da gossip avuto in quest ultimi mesi attorno alla figura di San Pio.
Le testimonianze e i carteggi citati sono accurati ma, soprattutto, traspare l'intensa spiritualità che ha animato San Pio e che è stata decisiva nel suo processo di canonizzazione. La sua intimità con Gesù e la sua docilità alla Chiesa di Cristo.
La divulgazione è stata resa possibile con l’apertura al pubblico degli archivi vaticani relativi al pontificato di Pio XI. Vittorio Messori, nella Prefazione, sottolinea «l’eccezionalità del documento sia per la peculiarità dei contenuti, sia per la bellezza del linguaggio». Ma il libro, introdotto e curato dallo storico Francesco Castelli, è impreziosito ulteriormente da un secondo contributo originale: la cosiddetta Cronistoria di Padre Pio; alcune cartelle sulla vita e il carisma del santo stilate da Padre Benedetto da San Marco in Lamis, che ne fu direttore spirituale e superiore negli anni giovanili: un testo ritenuto da tutti i biografi riferimento essenziale, ma mai pubblicato prima d’ora in volume.
"Intende di star sottomesso sempre all'autorità di Santa Chiesa, alla Quale solo spetta per la Divina Assistenza, di illuminare, dirigere, governare, approvare, condannare?" - "Sì, eccellenza. Per la Santa Chiesa è lo stesso Dio che parla."
Davanti a questo "semplice" dialogo che dire?
Buona immersione e buona lettura.
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Meditare il Santo Rosario è pratica consigliata per vari motivi.
Non ultimi quelli di aiutarci a "ritmare" i vari momenti della giornata e del respiro con la mente fissa in Cristo e nei suoi misteri e le labbra proclamanti la preghiera.
In certo qual modo il Santo Rosario, come altre forme di preghiera devozionale e litanica, svolge il prezioso cammino pedagogico di immetterci corpo e anima nei Misteri di Cristo. il Santo Rosario, dunque, prima di essere preghiera mariana è lode cristologica.
Questo di Josemaria Escrivà in tal senso è un "must". Un testo che nasce dalla spiritualità ridondante e innamorata della Chiesa di Escrivà che, in questi tempi, non è poco; anzi.
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A Sua immagine e somiglianza |

Siamo molto cari a questo testo.
Lo riteniamo non solo bello e prezioso ma addirittura fondamentale per un cammino sull'estetica e sulla bellezza.
Il primo capitolo fa da apri-pista: "Cristo, il più bello degli uomini".
Con la condizione che Dio stesso ha posto di "circoscrivibilità" di sé con l'incarnazione nasce l'importanza estetica dell'immagine e dell'icona.
In effetti l'iconoclastia nelle sue esagerazioni rigide è una forma sottile di disprezzo dell'immagine così come lo è la forma degradata del devozionismo o della mercatografia dei santini.
In entrambi i casi non si coglie il valore spirituale dell'immagine "iconica" nata dalla preghiera e la contemplazione dell'artista e da una indubbia ispirazione artistica dello Spirito.
O la si disprezza o da altra parte la si idolatra. Entrambe sono eresie ed errori che conducono lontano dalla teologia dell'immagine e dalla spiritualità delle icone.
Conducono lontani dal senso profondo dell'incarnazione.
Pertanto la lotta alle immagini sacre e in modo particolare alle icone quando non ha corretto pastoralmente le esagerazioni idolatriche ha sfociato, piuttosto, in una perdita di cultura e di spiritualità e in un degrado dell'equilibrio antropologico dell'incarnazione che troviamo infatti nelle correnti spiritualiste o nella teologia protestante.
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E' il secondo testo di Federico Suarez nelle Edizioni Ares che recensiamo.
Ne siamo lieti perché è veramente un bel testo su un santo straordinario come San Giuseppe, lo sposo di Maria.
La devozione a San Giuseppe è biblicamente fondata e cristologicamente fondata.
Preziosa in ogni tempo ma sopratutto oggi in cui la "crisi della paternità" dell'autorevolezza, dei ruoli, è così presente.
Un santo da richiamare spesso alla mente per ogni papà e anche per ogni donna che vuole, come Maria, amare e rispettare il proprio sposo in Cristo.
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Opus Dei: tutta la verità |
Le manie di complottismo sono affascinanti.
Fanno parte di quel residuo dell'infanzia che ci portiamo dietro legato alle favole, al mistero e all'arcano che ci portiamo addosso, come una seconda pelle. Non perché non ci sia chi trama nell'ombra, anzi. Le manie dell'uomo di "possedere", "sfruttare" con la facciata dello spiritualismo sono antiche e sempre nuove. Ma a noi, come già detto, spesso per infantilismo, piace dire: "ooohh, sshhh", ci piace il rumore del gossip. Su questo si basa buona stampa (dunque, poi, non tanto buona) e trova terreno fertile soprattutto in chi lavora silenziosamente per discrezione e virtù e non per trama.
Ecco che attorno all'Opus Dei, complice il testo brodone "Il codice da Vinci", il film che ne è seguito, si è creata una sorta di patina pseudo-massonica, esoterica, coprendo invece il cuore di questo dono di Dio alla Chiesa tramite Josemaria Escrivà de Balaguer.
E probabilmente questo ne era il disegno.
Tra le tare che ci portiamo dentro c'è l'incapacità di vedere e sostenere realmente il bene e il buono; l'invidia e la gelosia la fanno da padrone. Sia a livello personale che macroscopico. Sempre c'è il sospetto; magari mascherato da "ragione".
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