|
Sostieni il sito con una donazione |
Menu principale
Zeta Emme Mailing iscriviti
I vostri dati sono archiviati al solo scopo dell'invio di una newsletter pastorale. In ottemperanza al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali,
in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.
Ultimissime catechesi
- VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA ROMANA DI SAN LORENZO FUORI LE MURA
- Capaci di dialogare con tutti
- Udienza generale 26 novembre 2008
- MESSAGGIO DEL SANTO PADRE AL PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA
- L'incontro del Papa con il Catholicos di Cilicia degli Armeni
- UDIENZA AI PARTECIPANTI AL PELLEGRINAGGIO DELL’ARCIDIOCESI DI AMALFI-CAVA DE’ TIRRENI
- La vita monastica insegna a cercare Dio
- Udienza generale 19novembre 2008
- Impegno per la riconciliazione sanando le ferite del passato
- La Chiesa ha bisogno in particolare delle donne
Aggiornamenti
I piu' letti
- Poesie e Preghiere
- Indice dei Libri della Bibbia
- Christian Desktop
- Cammino su i sette doni dello Spirito Santo
- Esercizi spirituali per coppie
- Archivio Catechesi
- La Santa Messa
- Desktop Jesus
- UNA PERSONA CHIAMATA “PARACLITO”
- Sostieni Zammerù Maskil
- Preghiere allo Spirito Santo
- La Gelosia,riflessione biblica ed indicazioni pastorali
- I Sacramenti e i Sacramentali
- Timor di Dio
- Desktop arte
- Storia del sito
- La santità
- Accettare se stessi
- Rassegna stampa cattolica
- Il dono di Scienza
- Il dono della Pietà
- NOVENA della DIVINA MISERICORDIA
- LA DIREZIONE SPIRITUALE
- Come far Funzionare un Matrimonio
- La Desatellizzazione
Zammerù Maskil
sito cattolico
catechesi
formazione
spiritualità
sito cattolico
catechesi
formazione
spiritualità
Visitatori: 5691934
3,88Pagine lette per visitatore:
52Pagine lette da te:
1.690Max visitatori per giorno:
06-10-2008Visitatori per giorno (data):
34.298Max pagine lette per giorno:
01-11-2008Pagine lette per giorno (data):
Asia news
| Volgiamo lo sguardo a colui che abbiamo trafitto.. traccia per la Quaresima 2007 del Santo Padre |
|
|
|
| Scritto da Administrator | |
| martedì 10 aprile 2007 | |
|
Cari fratelli e sorelle! «Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto» (Gv 19,37). È questo il tema biblico che quest'anno guida la nostra riflessione quaresimale. La Quaresima è tempo propizio per imparare a sostare con Maria e Giovanni, il discepolo prediletto, accanto a Colui che sulla Croce consuma per l'intera umanità il sacrificio della sua vita (cfr Gv 19,25). Con più viva partecipazione volgiamo pertanto il nostro sguardo, in questo tempo di penitenza e di preghiera, a Cristo crocifisso che, morendo sul Calvario, ci ha rivelato pienamente l'amore di Dio. Sul tema dell'amore mi sono soffermato nell'enciclica Deus caritas est, mettendo in rilievo le sue due forme fondamentali: l'agape e l'eros. L'amore di Dio: agape ed eros Il termine agape, molte volte presente nel Nuovo Testamento, indica l'amore oblativo di chi ricerca esclusivamente il bene dell'altro; la parola eros denota invece l'amore di chi desidera possedere ciò che gli manca ed anela all'unione con l'amato. L'amore di cui Dio ci circonda è senz'altro agape. In effetti, può l'uomo dare a Dio qualcosa di buono che Egli già non possegga? Tutto ciò che l'umana creatura è ed ha è dono divino: è dunque la creatura ad aver bisogno di Dio in tutto. Ma l'amore di Dio è anche eros. Nell'Antico Testamento il Creatore dell'universo mostra verso il popolo che si è scelto una predilezione che trascende ogni umana motivazione. Il profeta Osea esprime questa passione divina con immagini audaci come quella dell'amore di un uomo per una donna adultera (cfr 3,1-3); Ezechiele, per parte sua, parlando del rapporto di Dio con il popolo di Israele, non teme di utilizzare un linguaggio ardente e appassionato (cfr 16,1-22). Questi testi biblici indicano che l'eros fa parte del cuore stesso di Dio: l'Onnipoten te attende il «sì» delle sue creature come un giovane sposo quello della sua sposa. Purtroppo fin dalle sue origini l'umanità, sedotta dalle menzogne del Maligno, si è chiusa all'amore di Dio, nell'illusione di una impossibile autosufficienza (cfr Gn 3,1-7). Ripiegandosi su se stesso, Adamo si è allontanato da quella fonte della vita che è Dio stesso, ed è diventato il primo di «quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita»« (Eb 2,15). Dio, però, non si è dato per vinto, anzi il «no» dell'uomo è stato come la spinta decisiva che l'ha indotto a manifestare il suo amore in tutta la sua forza redentrice. La Croce rivela la pienezza dell'amore di Dio È nel mistero della Croce che si rivela appieno la potenza incontenibile della misericordia del Padre celeste. Per riconquistare l'amore della sua creatura, Egli ha accettato di pagare un prezzo altissimo: il sangue del suo Unigenito Figlio. La morte, che per il primo Adamo era segno estremo di solitudine e di impotenza, si è così trasformata nel supremo atto d'amore e di libertà del nuovo Adamo. Ben si può allora affermare, con san Massimo il Confessore, che Cristo «morì, se così si può dire, divinamente, poiché morì liberamente» (Ambigua, 91, 1956). Nella Croce si manifesta l'eros di Dio per noi. Eros è infatti - come si esprime lo Pseudo Dionigi - quella forza «che non permette all'amante di rimanere in se stesso, ma lo spinge a unirsi all'amato» (De divinis nominibus, IV, 13: PG 3, 712). Quale più «folle eros» (N. Cabasilas, Vita in Cristo, 648) di quello che ha portato il Figlio di Dio ad unirsi a noi fino al punto di soffrire come proprie le conseguenze dei nostri delitti? «Colui che hanno trafitto» Cari fratelli e sorelle, guardiamo a Cristo trafitto in Croce! È Lui la rivelazione più sconvolgente dell'amore di Dio, un amore in cui eros e agape, lungi dal contrapporsi, si illuminano a vicenda. Sulla Croce è Dio stesso che mendica l'amore della sua creatura: Egli ha sete d ell'amore di ognuno di noi. L'apostolo Tommaso riconobbe Gesù come «Signore e Dio» quando mise la mano nella ferita del suo costato. Non sorprende che, tra i santi, molti abbiano trovato nel Cuore di Gesù l'espressione più commovente di questo mistero di amore. Si potrebbe addirittura dire che la rivelazione dell'eros di Dio verso l'uomo è, in realtà, l'espressione suprema della sua agape. In verità, solo l'amore in cui si uniscono il dono gratuito di sé e il desiderio appassionato di reciprocità infonde un'ebbrezza che rende leggeri i sacrifici più pesanti. Gesù ha detto: «Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32). La risposta che il Signore ardentemente desidera da noi è innanzitutto che noi accogliamo il suo amore e ci lasciamo attrarre da Lui. Accettare il suo amore, però, non basta. Occorre corrispondere a tale amore ed impegnarsi poi a comunicarlo agli altri: Cristo «mi attira a sé» per unirsi a me, perché impari ad amare i fratelli con il suo stesso amore. Sangue ed acqua «Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto». Guardiamo con fiducia al costato trafitto di Gesù, da cui sgorgarono «sangue e acqua» (Gv 19,34)! I Padri della Chiesa hanno considerato questi elementi come simboli dei sacramenti del Battesimo e dell'Eucaristia. Con l'acqua del Battesimo, grazie all'azione dello Spirito Santo, si dischiude a noi l'intimità dell'amore trinitario. Nel cammino quaresimale, memori del nostro Battesimo, siamo esortati ad uscire da noi stessi per aprirci, in un confidente abbandono, all'abbraccio misericordioso del Padre (cfr S. Giovanni Crisostomo, Catechesi, 3,14 ss.). Il sangue, simbolo dell'amore del Buon Pastore, fluisce in noi specialmente nel mistero eucaristico: «L'Eucaristia ci attira nell'atto oblativo di Gesù… veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione» (Enc. Deus caritas est, 13). Viviamo allora la Quaresima come un tempo «eucaristico», nel quale, accogliendo l'amore di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a no i con ogni gesto e parola. Contemplare «Colui che hanno trafitto» ci spingerà in tal modo ad aprire il cuore agli altri riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell'essere umano; ci spingerà, in particolare, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona e ad alleviare i drammi della solitudine e dell'abbandono di tante persone. La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell'amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta «ridonare» al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua. Maria, la Madre del Bell'Amore, ci guidi in questo itinerario quaresimale, cammino di autentica conversione all'amore di Cristo. A voi, cari fratelli e sorelle, auguro un proficuo itinerario quaresimale, mentre con affetto a tutti invio una speciale Benedizione Apostolica. Dal Vaticano, 21 novembre 2006 |







