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Quando i cammelli sono ex-direttori di giornale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
domenica 13 maggio 2007
logo_pfUna giornata straordinaria quella di ieri.
I numeri certamente non sono quelli ostentati dal fazioso Repubblica, né dall'Unità. La presenza degli uomini di buona volontà presenti al Family Day ha superato di certo il milione di persone, noi che abbiamo monitorato tutte le zone circostanti Piazza San Giovanni, già strapiena, e conoscendo la folla che di solito si presenta il primo maggio abbiamo notato una marea di gente che non si era mai vista e che andava e veniva costantemente dal mattino. Non voleva essere e non è una prova muscolare ma una semplice testimonianza che il buon senso ancora funziona nonostante la onnipresente campagna diffamatoria di giornali come il Corriere, la Repubblica, La Stampa e il pullulare di slogan veramente razzisti e realmente omofobi e a-sociali dei radicali e dei vari grillini.
Il Family Day non era contro nessuno ma per la Famiglia. Punto. Ovvio che essere per la Famiglia (e non per il familismo secondo le catechesi pontificie dell'ex direttore di Repubblica) significa avere chiaro i generi e le categorie di ciò che famiglia è e di ciò che non lo è. La distinzione è un principio non di discriminazione ma di distinzione appunto; distinzione preziosa per il vivere civile e per la fecondità della democrazia. Quando invece si mescola le carte per interessi privati, lobby, narcisismi di fatto, ricerca di una legittimazione sociale alle proprie ideologie e talvolta alle proprie perversioni si snatura il principio stesso della democrazia dissociandola dalla verità e impregnandola di relativismo. I radicali in questo sono veterani. Li seguono a ruota i laicisti provocatori alla Scalfari e compagnia.
Le presenza della destra al Family Day non incide minimamente alla connotazione politica della giornata la quale è una giornata a-partitica e le parole più sagge, sperando che siano vere, le ha dette proprio un esponente del centro sinistra, Francesco Rutelli: "Chiara, forte e serena la voce di piazza San Giovanni. La ascolteremo."
E così è stato, una voce chiara e serena. Disarmata dal livore, dall'ideologia, dalla propaganda sistematica di Scalfari e la cordata dei quotidiani; da Pannella e i suoi accoliti; da Giordano e dalla sinistra radicale.
Una piazza ordinata e rispettosa a sentire anche i baristi della zona i quali, tutti, ci hanno detto, "un'altra cosa rispetto al primo maggio". Stesse affermazioni dagli addetti alla sicurezza. Continua in Guida referendum - mappa etica
Ultimo aggiornamento ( domenica 13 maggio 2007 )
 
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