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''Neonati molto prematuri e ritardati mentali non sono persone'' PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 10 novembre 2008

neonato-piangente.jpg Gentile Direttore,

leggo con costernazione quanto dice il dott. Gianfrancao Vazzoler mi viene spontaneo rivolgergli un invito: "Venga nelle nostre case famiglia e gusti con noi il Dono che abbiamo ricevuto!" Io sono la mamma del cuore di Lucia, una piccola donnina di 2 anni e qualche giorno: è nata da un aborto cosiddetto "terapeutico mal riuscito", secondo alcuni, una Grazia per noi che le viviamo accanto ogni giorno. La sua vita gestazionale è stata interrotta a sole 22 settimane e 5 giorni ed è nata di 562 grammi, troppo poco secondo qualcuno per sopravvivere; ora leggiamo addirittura "per poter acquisire il loro potenziale di conquista dei diritti. Non potranno mai diventare persone e quindi il loro migliore interesse non sta nel perseguire la vita". Invece lei, con un indice di apgar di ben 7 alla nascita e di 10 dopo 10 minuti, ha continuato a combattere ed è diventata per noi la persona che ci aiuta ad intravvedere le cose più importanti della vita

Era stata definita allo stato vegetativo, invece si muove, gioca, vocalizza, si relaziona con noi di casa in modo personalizzato e con gli estranei (quelli che le vanno a genio, perchè lei sente chi la avvicina con amore e chi no) ci mette 2 minuti ad entrare in empatia.Ccerto, è vero, un bimbo della sua età, solitamente, riesce a fare molte altre attività, ma la vogliamo anche incolpare del fatto che ai suoi danni qualcuno abbia tentato un omicidio?
Vogliamo cercare di dare a queste persone quantomeno le stesse opportunità che sono state date a noi.
Forse lo meritavamo di più? E a quale titolo?
Lucia non vede e può sentire solo con l'uso di apparecchi acustici. Noi non abbiamo ancora capito come, ma sa quando le si avvicina qualcuno e subito interagisce con il nuovo venuto. Vogliamo dire che le sue disabilità fisiche, sono da ascriversi tra gli esempi di cui parla il dott. Vazzoler: "costituiscono esempio di non persone umane"? Non è che per caso il problema sia piuttosto di noi cosiddetti "normodotati" che non riusciamo più ad intravvedere spazi o possibilità relazionali al di là di quello che a noi viene più semplice gestire e capire?
Crediamo che neppure ''è persona chi ha autocoscienza, senso morale e razionalità", sia un'affermazione che possiamo condividere.
Chi se ne può arrogare il diritto? Crediamo, invece, che ci si stia troppo discostando dal fatto che nessuno di noi può essere padrone della vita, di quella di nessuno. Facciamo fior di celebrazioni alla memoria della Shoa,sono cosa buona e giusta, ma pare che neppure dalla storia riusciamo ad imparare che differenza c'è tra quello che è successo a quel tempo e quello che si vorrebbe far succedere oggi.
Siamo tutti un Dono Irripetibile di Dio: chi potrà dare al mondo l'apporto che vorremmo negare di poter dare a queste persone? Ognuno di noi fa parte del Progetto di Dio: a quale umanità potremmo aspirare negando i diritti di qualcuno? Nei confronti di chi riusciamo a fare il minimo sforzo per comprenderlo?Siamo fatti per la Vita Eterna: come possiamo credere che tutto si esaurisca in uno sterile pensiero discriminante?
Maria, mamma di una Casa Famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII



''Persona è chi ha autocoscienza, senso morale e razionalità''
''Neonati molto prematuri e ritardati mentali non sono persone''

E' la tesi enunciata oggi da Gianfranco Vazzoler, pediatra componente della Consulta di bioetica di Pordenone, nella sua relazione al convegno sulle sfide della neonatologia.

Firenze, 31 ott. (Adnkronos) - "I feti, i neonati fortemente prematuri, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in uno stato vegetativo permanente, cioè senza speranza, costituiscono esempi di non persone umane. Tali entità fanno parte della specie umana, ma non sono persone". L'affermazione arriva da Gianfranco Vazzoler pediatra e componente della Consulta di bioetica di Pordenone che l'ha scritta nero su bianco nella sua relazione al convegno su 'Le sfide della neonatologia alla bioetica e alla società: le buone ragioni della Carta di Firenze' all''ospedale Meyer.

Per Vazzoler, infatti, ''è persona chi ha autocoscienza, senso morale e razionalità". Parlando di rianimazione dei prematuri, "alcuni neonati sono neurologicamente e fisicamente così compromessi - ha aggiunto il bioeticista - da essere impossibilitati irreversibilmente ad acquisire il loro potenziale di conquista dei diritti. Non potranno mai diventare persone e quindi il loro migliore interesse non sta nel perseguire la vita".

Una tesi duramente contestata da Gianpaolo Donzelli, ordinario di neonatologia all'università di Firenze secondo il quale quelle di Vazzoler sono affermazioni "senza alcun fondamento scientifico ed etico". "Vazzoler - dice Donzelli all'ADNKRONOS SALUTE - parla esclusivamente a titolo personale. E le sue parole non hanno a che fare né con l'ospedale Meyer di Firenze, né con la città che ospita il convegno. Ma soprattutto non hanno alcun significato per la neonatologia italiana e neppure internazionale".

Al contrario, sostiene il neonatologo, "si tratta di affermazioni che rappresentano soltanto il segno della liberalità e della 'agorà' di pensiero presenti al convegno, dove tutti hanno possibilità di esprimersi. Ma, proprio in nome di questa stessa libertà - prosegue Donzelli - una volta ascoltato e compreso ciò che ognuno dice si può benissimo prendere le distanze". Il neonatologo dell'ateneo fiorentino parla con cognizione di causa: è infatti uno degli estensori della carta di Firenze, che riassume le buone pratiche della letteratura scientifica di fronte a neonati fortemente prematuri.

© Comitato Verità e Vita
Ultimo aggiornamento ( lunedì 10 novembre 2008 )
 

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