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Claudia Koll: apostola della Divina Misericordia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdì 25 aprile 2008
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claudia-koll.jpg Bella, è bella. Ma ha anche un'anima. Un'anima cristiana. Claudia Koll (nella foto mentre prega), attrice e icona sexy all'inizio della carriera, interprete di una fortunata serie televisiva con Nino Manfredi (‘Linda e il Brigadiere'), oggi è un'altra donna: ai set ha preferito le conferenze per parlare di Gesù, ai copioni ha preferito le Sacre Scritture. Una vera, ed esemplare, conversione, testimoniata anche dalla rarità con cui Claudia si concede ai taccuini dei giornalisti. ‘Petrus' è quindi doppiamente soddisfatto di averla potuta intervistare.

Signora Koll, partiamo dall'inizio: cosa o chi Le ha fatto riscoprire Dio?

"Un evento drammatico del quale, mi perdoni, preferisco non parlare perché parlandone l'evento fungerebbe da protagonista e il cambio di vita da gregario, quando poi è accaduto l'esatto contrario. Tuttavia posso dire che al centro della mia conversione c'è stata la Divina Misericordia".

Lei ha una grande devozione per la Divina Misericordia...

"Certo: solo la Misericordia, la forza e la gioia del perdono di Dio ci possono salvare. Da soli non possiamo nulla. Ho molto apprezzato che Benedetto XVI abbia inaugurato il primo Congresso Mondiale dedicato alla Divina Misericordia. Un gesto chiaro di continuità con il pontificato del Servo di Dio Giovanni Paolo II. Sa, in un certo senso, sono figlia del Giubileo del 2000, e mi piace che anche Benedetto XVI incarni quello spirito ‘wojtyliano' e porti avanti con lucidità e coerenza gli ideali di Giovanni Paolo II".

Lei ultimamente ha partecipato a un'udienza generale del Papa. Cos'ha provato?

"Ho vissuto un'esperienza a dir poco emozionante. Ascoltare Benedetto XVI di persona ha contribuito a rafforzare in me la fede. In luim nel Papa, vedo vedo e sento il Maestro Gesù. Quando parlava entrava in me il Verbo, ero un fuoco di Spirito. Non so come ringraziarlo, abbiamo bisogno di Maestri Benedetto XVI".

Sembra quasi di rivivere la parabola dei discepoli di Emmaus...

"E' vero. A loro si apriva il cuore alla speranza udendo le parole del Pastore e del Signore. Così è accaduto a me con Benedetto XVI. La Chiesa ha davvero bisogno di sacerdoti come lui, che sanno spiegare il senso delle scritture con forza ed elevatezza, nobiltà e rigore. Quando parla il Papa, mi commuovo, ma sono anche spinta all'azione, alla misericordia, al perdono e all'amore. Sì, Benedetto XVI è il Papa dell'amore".

Benedetto XVI ha compiuto tre anni di pontificato...

"Chi sono io per dare un giudizio sul Magistero petrino di un gigante come lui? Sono troppo piccola ed insignificante. Il Papa è un grande uomo, sa farci vibrare di gioia ed emozione. Quando lui parla, lo ripeto, io vedo davvero il Maestro. Mi ha fatto scoprire la Fede dei puri, dei piccoli e dei semplici".

Qual e', secondo Lei, il peccato più grave?

"Dimenticare Dio, escluderlo dalla nostra vita, come se fosse un essere incomodo. A lui dedichiamo, tutti o quasi, solo gli spiccioli. Dio è buono, sa amare e dimentica i nostri torti, ma anche noi dobbiamo essere docili e farci conquistare con fiducia e credere con fede".

Quale definizione dà alla Fede?

"E' un dono, ovviamente. Ma ci vuole tutta la nostra disponibilità verso Dio e i nostri fratelli; abbiamo il dovere di lasciare tracce positive su questa terra. Non bastano le parole, occorrono azione e preghiera".

Non Le sembra che spesso il mondo dello spettacolo pecchi di superbia?

"Le confesso che è vero. Ci neghiamo, facciamo i divi, dimenticando che tanta gente soffre. Purtroppo questo atteggiamento è figlio di una società che ha posto alla sua base il successo, il denaro, il potere, idoli e paradisi artificiali. Sono ben altri i valori fondamentali, e le ricchezze vanno condivise".

Fonte PETRUS



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