English Chinese (Simplified) French German Japanese Portuguese Russian Spanish
Zammerù Maskil
sito cattolico
catechesi
formazione
spiritualità

Zeta Emme Mailing iscriviti

I vostri dati sono archiviati al solo scopo dell'invio di una newsletter pastorale. In ottemperanza al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali,
in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.






 
 

fai una donazione, sostieni il sito
ingrandisci diminuisci
Clamorosa iniziativa: ebrei americani in missione a Roma per riabilitare la figura di papa Pacelli PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
giovedì 18 settembre 2008
pio-xii-pacelli.jpg Che negli ultimi anni diversi esponenti della Santa Sede abbiano voluto mettere in campo, con maggiore coraggio, attraverso seminari e convegni, un'importante azione di rivalutazione storica della figura di Pio XII, e in particolare del suo presunto silenzio nei confronti delle persecuzioni ebraiche ai tempi di Hitler, è cosa fuori di dubbio. Ma se questa importante azione approderà a breve a risultati concreti e, su tutti, al fatto che Benedetto XVI arriverà a decidere di decretare «l'eroicità delle virtù» di Eugenio Pacelli così come ha sancito più di un anno fa la riunione plenaria dei cardinali e dei vescovi della congregazione per le cause dei santi (con il riconoscimento dell'«eroicità delle virtù» Pio XII, il cui processo di beatificazione e canonizzazione è aperto dal 18 ottobre del 1967, potrà essere chiamato «venerabile» e, una volta individuato un miracolo attribuibile alla sua intercessione, «beato»), è cosa difficile da prevedere. Anche perché alle cause dei santi, oggi, non siede più il cardinale portoghese José Saraiva Martins bensì l'arcivescovo italiano Angelo Amato e tutto, di per sé, potrebbe cambiare. Anche perché, inoltre, le resistenze soprattutto esterne alla Chiesa, ma anche interne, ci sono e non si possono sottovalutare.
La "fazione" di coloro che vorrebbero che la figura di Pio XII venisse riabilitata appieno e una volta per tutte ha potuto registrare, senz'altro con grande soddisfazione, l'apertura l'altro ieri a Roma di un simposio molto importante dedicato, appunto, a Pacelli. Un convegno importante perché organizzato da un gruppo di ebrei statunitensi, la Pave the Way Foundation (Ptwf) di New York, la quale, se è vero che si è sempre caratterizzata per il suo essere filo-cattolica, è anche vero che decidere di dedicare, come ha fatto, quella che è la sua prima iniziativa pubblica in Italia a Pio XII e all'assistenza che egli rese agli ebrei ai tempi del nazismo, non può che suonare come un fatto significativo e da sottolineare.
Al simposio internazionale hanno partecipato storici, rabbini, sopravvissuti all'olocausto, testimoni dell'opera di assistenza agli ebrei da parte di Pio XII e anche, ovviamente, il fondatore e presidente del Ptwf, quel Gary Krupp il quale ha voluto precisare come «sia lui che sua moglie Meredith erano totalmente convinti che Pio XII e la Chiesa cattolica fossero antisemiti e collaboratori dei nazisti». Poi, però, l'incontro con alcuni dei testimoni di quegli anni ha aperto loro gli occhi.
Ieri, al simposio, è stato anche proiettato un video in cui monsignor Giovanni Ferrofino (oggi novantaseienne, emissario di Pio XII e segretario del nunzio in Haiti monsignor Maurilio Silvani) racconta dei telegrammi criptati che riceveva da Pacelli due volte all'anno, per richiedere i visti necessari agli ebrei che scappavano dall'Europa occupata dai nazisti. Ogni volta che riceveva il telegramma, Ferrofino si recava dall'ora presidente della Repubblica Domenicana, il generale Rafael Trujillo, per chiedere a nome del Papa 800 visti. Questa procedura accadde per due volte all'anno dal 1939 fino al 1945. Questo significa che, grazie a Pio XII, almeno 11 mila ebrei vennero imbarcati in Portogallo e salvati nella Repubblica Domenicana.
Il simposio della Ptwf avviene prima e dopo importanti "uscite" vaticane in difesa di Pacelli. Quanto al prima, oltre alle parole durissime che nei giorni scorsi il rettore della Lateranense Rino Fisichella ha voluto dedicare a coloro che al museo dell'Olocausto di Gerusalmme hanno deciso di inserire una foto di Pio XII nel settore dedicato ai capi di Stato antisemiti, ci sono anche le parole che Benedetto XVI ha detto alla comunità ebraica francese durante il suo recentissimo viaggio a Parigi e Lourdes. Il Pontefice ha condannato duramente l'antisemitismo ma ha voluto ricordare che anche in un'ora "di Tenebre" - come definì Pio XII il periodo delle repressioni naziste - la Chiesa comprese che «essere antisemiti significava anche essere anticristiani».
Sul dopo c'è la grande attesa per quanto Benedetto XVI dirà domani ricevendo in udienza la Ptwf e il 9 ottobre durante la messa per il cinquantesimo anniversario della morte di Pacelli. Inoltre, la medesima attesa si registra per quanto uscirà da un convegno dedicato all'influsso del magistero di Pio XII sul concilio Vaticano II e organizzato a novembre dalla Gregoriana e dalla Lateranense. Forse, una delle ultime occasioni disponibili per Benedetto XVI per fare il grande passo: appunto il riconoscimento dell'«eroicità delle virtù» di Pio XII.
firma_ilriformista.gif
Ultimo aggiornamento ( giovedì 18 settembre 2008 )
 

go to the top