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Torturato perché sono sacerdote |
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Da Avvenire - Anche quando ride l'entusiasmo è frenato dal dolore. Padre Hani Abdel
Ahad, 33 anni, è stato rapito lo scorso 6 giugno a Baghdad. Solo tre
giorni prima, a Mosul, erano stati uccisi padre Ragheed Gani, parroco
caldeo, e tre diaconi. Per lui invece era stato chiesto un «ingente
riscatto», ma non erano solo i soldi a muovere i suoi rapitori.
Ora è a Damasco, parroco nella cittadina
di Sednaya. È dovuto fuggire con la sua famiglia. «Qui in Siria - racconta lui stesso ad
AsiaNews
- non è vita, aspettiamo solo il via libera dalle diplomazie occidentali per poter partire e
tentare l'impresa di ricostruirci un futuro, speranza alimentata solo dalla nostra fede».
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La parola "feto" dovrebbe essere bandita dall'uso comune |
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Carlo bellieni - Il Foglio - La parola "feto" dovrebbe essere bandita dall'uso comune. Nell'epoca delle ecografie a quattro dimensioni e degli studi comportamentali, sappiamo benissimo che non esiste differenza sostanziale tra il bambino prima della nascita e dopo il parto. Già: allora perché usare due termini diversi per parlare della stessa cosa? Eppure lo chiamiamo feto un minuto prima e bambino un minuto dopo. Cosa è cambiato? Sul piano fisico assolutamente nulla. Si è chiuso (e non sempre) un canale tra aorta e arteria polmonare e poco più. E' arrivata la luce agli occhi (ma già arrivava attraverso la parete sottile del pancione) ed è entrata l'aria nei polmoni. Non ci sembrano cambiamenti sostanziali: anche prima di nascere il "feto", si succhiava il pollice, poteva sentire il dolore, aveva memoria, sentiva le voci, gli/le batteva il cuore. Certo: ora l'ossigeno arriva dall'aria e non dal cordone ombelicale... ma non sono le differenze strutturali che determinano le differenze ontologiche.
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MITI E LEGGENDE SULLA LEGGE 194 |
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Si diffondono in questi giorni sui mass media italiani alcune leggende sulla legge 194 del 1978. Una mitologia che descrive la legge sull'aborto come una "buona legge", una legge che deve essere ancora applicata integralmente per poterne apprezzare i notevoli aspetti positivi.
Qualcuno fornisce una ricostruzione storica davvero stupefacente, sostenendo che la 194 era nata buona e giusta, una legge non abortista, ma che poi l'insipienza degli uomini l'ha male interpretata e peggio applicata.
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I dati e le ideologie sulla legge 194 |
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A. Socci - Libero - Secondo Marco Pannella erano "un milione o un milione e mezzo" gli aborti clandestini che si facevano prima della legge 194 (tg5, venerdì sera). Con tante donne vittime. Per questo si è voluto l'aborto legale e assistito. Premesso che è un argomento per me insensato perché anche gli omicidi sono migliaia, ma nessuno propone di "risolvere" il problema legalizzando l'omicidio, bisogna capire, una volta per tutte, se quel dato è vero o falso. Intanto le cifre erano visibilmente sparate a caso. Per esempio secondo la proposta di legalizzazione fatta dal Psi al Senato nel 1971 erano ogni anno dai 2 ai 3 milioni gli aborti clandestini con circa 20 mila donne morte (nell'ana logo progetto presentato alla Camera le morti lievitavano inspiegabilmente a 25 mila). Sui giornali le cifre oscillavano in modo abnorme: il "Corriere della sera" del 10 settembre 1976 per esempio dava da 1,5 a 3 milioni di aborti clandestini l'anno. E "Il Giorno" del 7 settembre 1972 da 3 a 4 milioni l'anno. In sostanza si davano i numeri (da 1,5 a 4 milioni), del tutto incontrollati e mai provati. Ma questa ossessiva campagna produsse la sensazione dell'emer genza nazionale e fece passare la legge 194.
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Da StranaU. -
Nairobi 4 gennaio 2008
Carissimi amici,
molti chiedono come stiamo, come è la situazione, se corriamo pericoli...
La situazione del paese è drammatica: dopo i risultati delle elezioni sono scoppiate proteste in diverse parti del paese, soprattutto in alcuni slums (baraccopoli) di Nairobi e in altre città, come Kisumu, Eldoret...
Ma soprattutto sono iniziate delle epurazioni tribali, in alcune parti del paese, come nella zona di Eldoret e di Kisumu. Sono state incendiate case, uccise persone: oggi si parla di 250.000 persone (quasi tutti Kikuyu) che hanno dovuto lasciare le loro case e rifugiarsi in chiese o caserme della polizia. E' un odio che sta crescendo, provocato da motivi politici e di partito (sostenuto da alcuni parlamentari appena eletti nel parlamento).
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