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Nostra Signora di Bonaria PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
domenica 07 settembre 2008

Marzo 1370. Un mercantile salpa dalla Spagna verso la penisola italica. La navigazione si prospetta tranquilla, ma all'improvviso si scatena una paurosa tempesta. La situazione si fa drammatica e l'equipaggio capisce di non avere più speranze. Il capitano, per alleggerire la nave, ordina di gettare in mare ogni cosa nella speranza di poter salvare almeno la vita degli uomini dell'equipaggio. Rimangono a bordo solo l'equipaggio e i viaggiatori.

 

All'improvviso, la tempesta si placa, le nubi di diradano e ricompare il sole.

 

Pieni di sollievo per il pericolo scampato i marinai, guardando verso il mare, si accorgono che di tutta la merce gettata in mare solo una enorme cassa galleggia: nessuno sa che cosa contenga o a chi appartenga. Incuriositi, cercano di recuperarla. Non ci riescono.

Il capitano cerca di rimettersi in rotta, ma inutilmente: la nave segue misteriosamente quella grossa cassa che, dopo qualche tempo, approda dolcemente sulla spiaggia antistante il piccolo borgo di Bonaria, ai piedi di un convento di Frati Mercedari.

 

Scesi a terra, i marinai cercano di aprire la misteriosa cassa, ma non ci riescono. Tentano di spostarla, ma risulta impossibile per l'enorme peso. Anche la gente accorsa dal borgo sulla riva guarda incuriosita. La notizia ben presto si diffonde e da ogni parte della vicina città di Cagliari (Caller) sopraggiungono anche l'arcivescovo Bernardo, il vicerè Alberto Satrillas e altre autorità cittadine.

Tutti sono sgomenti e non sanno cha fare davanti a quella cassa; ma a un certo punto si leva dalla folla una voce infantile che invitava la gente a chiamare i frati del vicino convento.

I religiosi accorrono prontamente e, nel silenzio incuriosito degli astanti, con molta facilità aprono la cassa: agli occhi increduli di tutti appare una bellissima statua della Madonna con il Bambino e con una candela accesa in mano*.

 

Era il 25 marzo del 1370, festa dell'Annunciazione.

 

Una  volta approdato in Sardegna, il bel simulacro doveva essere adeguatamente ospitato e ci si chiese dove esso meritasse di essere collocato: si pensò di portarlo nella Cattedrale, chiesa madre della città; i frati si opposero, sostenuti da tutta la popolazione e portarono la statua nel convento.

Si pensò di collocarla in una cappella laterale, poiché l'altare maggiore era già occupato da un'altra prodigiosa statua, La Madonna del Miracolo**

La statua della Vergine fu dunque collocata in una cappella laterale, ma il mattino seguente, i religiosi videro che le due statue si erano scambiate di posto. La Madonna venuta dal mare era sull'Altare maggiore.

Pensarono che qualcuno avesse voluto onorare nascostamente, durante la notte il nuovo simulacro miracoloso, e rimisero le statue al loro posto. Il mattino seguente verificarono lo stesso spostamento. La terza notte decisero di vegliare per impedire che qualcuno effettuasse quello spostamento, ma, senza che riuscissero a rendersene conto, la Madonna venuta dal mare si spostò ancora una volta sull'Altare maggiore. Era chiaro che la nuova venuta voleva essere onorata come regina del Santuario; perciò i religiosi la lasciarono nel posto che Essa stessa si era scelta; e da allora viene venerata come Nostra Signora di Bonaria, proclamata nel 1908 da San Pio X Patrona massima della Sardegna.

E' in questo santuario, affiancato dalla grandiosa basilica costruita all'inizio del secolo scorso e recentemente restaurata, che Papa Paolo VI il 24 aprile del 1970 ha detto che "non si può essere cristiani senza essere mariani".

E Giovanni Paolo II il 20 ottobre 1985 ha detto tra l'altro, una frase,che è sempre attuale: "L'amarezza e il dolore di questi giorni non soffochino la pietà, non spengano la speranza".
News da Anna Vercors

 
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