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ANTONIO ROSMINI: LA LITURGIA NELLA RIFORMA DELLA CHIESA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 27 luglio 2010

ROMA, lunedì, 26 luglio 2010 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito una riflessione di don Enrico Finotti, parroco di S. Maria del Carmine a Rovereto, apparsa sulla rivista "Liturgia 'culmen et fons'".

Normalmente il beato Antonio Rosmini lo si iscrive negli uomini di pensiero e lo si cita nelle solenni accademie degli intellettuali e per Lui si indicono convegni, si scrivono articoli e di Lui si tratta negli ambienti elevati della cultura. Ma Antonio Rosmini è anche e soprattutto un Beato e come tale diventa amico di tutto il popolo di Dio e luminoso esempio di vita cristiana e intercessore presso il trono di Dio. Egli gode quella beata visione che nell’oscurità della fede aveva presagito nelle sue ultime parole: “Adorare, tacere, godere”. Nel mare magnum della sua dottrina cogliamo oggi un piccolo ritaglio a riguardo della Liturgia, considerata come anticipazione delle affermazioni e delle scelte che saranno successivamente fatte dal Concilio Ecumenico Vaticano II. Vi è un singolare intuito profetico nelle analisi e nelle conseguenti proposte del pensiero rosminiano con ciò di fatto fu deliberato nella grande riforma liturgica del Vaticano II. 

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