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In dialogo con l'oriente cristiano sulle orme di sant'Andrea PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 01 dicembre 2008
Si sono conclusi ad Amalfi i festeggiamenti per l'VIII centenario della traslazione del corpo dell'Apostolo Andrea da Costantinopoli alla splendida cittadina della costiera campana. Momento culminante è stata la celebrazione della messa in cattedrale presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, con il quale hanno concelebrato l'arcivescovo di Amalfi-Cava de' Tirreni Orazio  Soricelli, e numerosi sacerdoti.
Durante l'omelia il cardinale Bertone, dopo aver sottolineato la coincidenza della festa di sant'Andrea con la prima domenica d'Avvento, ha voluto vedere in essa un particolare significato, come fosse proprio un invito a vivere l'Avvento alla luce dell'insegnamento dell'apostolo Andrea. "Guardiamo a lui - ha detto - a questo vostro augusto Protettore, come a modello al quale ispirarci; invochiamolo come intercessore, perché ci aiuti a vivere l'intera nostra esistenza come un Avvento, come operai vigili nel campo del Signore". Il cardinale ha poi ripercorso le tappe principali dell'anno di celebrazioni che si stavano concludendo, compreso l'incontro di sabato 22 novembre, con il Papa a Roma, durante il pellegrinaggio presso la tomba del Principe degli Apostoli, sulla quale i fedeli hanno voluto portare il prezioso reliquiario di sant'Andrea. "È stato come se i due fratelli Pietro e Andrea - ha notato il segretario di Stato - si incontrassero di nuovo e insieme vi rivolgessero l'invito a seguire le loro orme per essere fedeli discepoli di Cristo. Dell'esortazione dei due Apostoli si è fatto fedele interprete Benedetto XVI, del quale vi rinnovo il saluto e la benedizione. Egli vi ha detto di guardare a Cristo, e riconoscere nel suo volto, come affermava mirabilmente papa Paolo vi durante il Concilio Vaticano ii, "Cristo, nostro principio, Cristo, nostra via e nostra guida! Cristo, nostra speranza e nostro termine"" (Discorso di apertura del ii periodo, 29 sett. 1963)". Per spiegare l'attualità del messaggio di sant'Andrea il cardinale ne ha riproposta la figura e la missione compiuta con il "coraggio della verità e l'eroismo della santità". È quanto è richiesto oggi, ha detto il porporato, a tutti i discepoli di Gesù "perché il messaggio evangelico sia diffuso in ogni ambiente".
Il cardinale Bertone ha poi ricordato i risvolti ecumenici legati alla devozione nei confronti di sant'Andrea. L'apostolo è infatti il Patrono del Patriarcato di Costantinopoli. Ogni anno per la festa dei Santi Pietro e Paolo una delegazione del Patriarcato di Costantinopoli viene in visita a Roma, mentre per la festa di sant'Andrea è una delegazione della Santa Sede che si reca a Costantinopoli. "Tra Costantinopoli e Roma - ha aggiunto avviandosi al termine dell'omelia - si trova la vostra città di Amalfi, ideale punto di raccordo e di spirituale comunione. Resti sempre vivo in voi l'anelito verso la piena unità di tutti i discepoli del Signore! Accanto all'impegno ecumenico questa vostra Chiesa si preoccupa giustamente di coltivare un'attenta cura per i problemi sociali e per la costruzione della pace. Grandi sono effettivamente le sfide culturali, economiche e sociali che devono affrontare pure le vostre popolazioni in questo momento di difficoltà e di crisi che ha investito ogni parte del mondo. L'evangelizzazione e la promozione umana camminano sempre insieme, e in tal senso voi avete già avviato una pastorale che vede impegnati sacerdoti e laici, giovani e famiglie nell'ascolto delle esigenze della gente e nel rispondere alle attese di giustizia e di solidarietà della vostra terra, specialmente dei più bisognosi. Pure su questo cammino vi accompagni e protegga sant'Andrea".
"Cari amici - ha detto concludendo -, per portare a compimento ogni progetto, per realizzare la vostra missione come singoli credenti e come comunità parrocchiali e diocesana una cosa è indispensabile e sant'Andrea ve ne offre oggi un rinnovato esempio:  occorre l'adesione totale e incondizionata a Cristo, centro della nostra vita e del mondo".

(©L'Osservatore Romano - 1-2 dicembre 2008)
 

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