fai una donazione, sostieni il sito
| Il testamento spirituale di mons. Alessandro Maggiolini |
|
|
|
| Scritto da Administrator | |
| martedì 18 novembre 2008 | |
|
Del Vescovo Mons. Alessandro Maggiolini Signore Gesù, Tu conosci i sentimenti contrastanti che ho sempre avuto nei riguardi del mio morire. La paura della sofferenza che accompagna la fine/inizio della vita: il non possedere più nulla da offrire se non me stesso; e, a un tempo l'espormi al tuo giudizio di verità. Ho cercato di essere sincero con Te. Mi affido a Te, Giudice Crocifisso e Risorto per amore. Confido nella Tua misericordia e, di contro, esprimo il desiderio di guardarti negli occhi, lasciandomi amare senza resistenze; e la nostalgia di incontrarmi con i miei cari e di sentirmi perdonato anche da loro: fino, talvolta, a invocare di morire. Mi consegno nelle Tue mani; affondo nel mistero del Tuo cuore. Si compia ciò che hai deciso per il mio bene. Aiutami. Professo la fede cattolica insegnata, ricevuta e vissuta nella Chiesa: ogni affermazione e ogni esperienza, senza sgarri e senza attenuazione. Ho anche sofferto per la componente umana della Tua Chiesa. Ma Ella, nel suo essere sacramento del Tuo mistero, è mia Madre. L'accolgo trepidante perché mi si porga come lo spazio della Tua Presenza, la Santa mediazione della salvezza che mi offri, la comunione dei tuoi discepoli miei fratelli: a cominciare dal Papa per il quale ho offerto e offro la mia vita; coloro che mi hanno preceduto presso di Te; coloro che hanno percorso un tratto del cammino della vita con me. Quanta gratitudine per la paternità che Cardinal Colombo e lo zio Mons. Carlo Maggiolini hanno sempre avuto nei miei confronti. Lo Spirito mi animi e mi trasformi in Te a gloria del Padre. Ti ringrazio, Signore, dei doni che mi hai elargito. Immisurabili. A cominciare dalla mia famiglia povera e attraversata spesso dal dolore, ma sempre in comunione con Te. Particolarmente il papà che quasi non ho conosciuto e il fratello morto ventitreenne, invocando la tua visita. Per giungere al Seminario, dove sono stato educato e dove ho prestato - volentieri - la mia opera di insegnamento. E poi all'Università Cattolica e al Collegio Marianum, dove sono stato accolto e ho trovato un entusiasmo immeritato e generoso. Signore, quanta gratitudine devo esprimerti per le persone che mi hai messo accanto. Riconoscenza devo a Te per il sacerdozio. Meno per l'Episcopato, che però, ho accettato con disponibilità per servire la tua Chiesa, e che mi ha gettato in una sofferenza talvolta straziante: l'Episcopato con il quale mi sono riconciliato, con il passare del tempo, e che ho vissuto con amore. Grazie anche di questa paternità. Ho amato incessantemente, a volte con fatica, ma con affetto sincero e sempre più grande la Chiesa di Carpi e Como. Ti ringrazio perché mi hai chiesto di esercitare il ministero della tua riconciliazione: ivi ho incontrato fratelli e sorelle, peccatori come me, eppur protesi a chiedere il perdono e a promettere la vita nuova in te. Per me il confessionale si è rivelato momento di grazia e di gioia: anche quando perdonavo e consolavo a nome tuo e del tuo Spirito. Vengo a Te recando il ricordo dei miei cari, dei miei maestri, dei miei studenti, dei sacerdoti, dei seminaristi, delle persone consacrate e dei fedeli laici della Diocesi di Carpi e della Diocesi di Como ( di Sondrio e di Varese ). Ti raccomando particolarmente mia cugina Marcellina, Bettina e Tina Franchi; poi Franca, Carlina, Don Aurelio e Bruno. Ho voluto loro un bene grande; tra i preti che mi sono stati più vicini, ti raccomando Mons. Bedetti, don Enrico Malinverno, Don Carlo Calori, Mons. Ruffini, Don Bataloni, Don Isidoro Malinverno e altri che tu conosci. Non riesco a immaginarmi solo a presiedere i credenti che mi hai affidato. E che porto in cuore davanti a Te. Salvali tutti. Portali alla santità. Mi affido a coloro che mi sono stati e mi sono vicini perché mi aiutino con il suffragio ad arrivare a Te nella beatitudine senza limiti e senza fine. Soprattutto alla gente fedele e semplice che ho amato, amato, amato. Chiedo perdono a chi ho offeso e procurato dolore. Da parte mia non vedo chi devo perdonare. Ringrazio il dott. Angelo Beretta, i medici, gli infermieri e tutto il personale dell'Ospedale Valduce, insieme alle care suore per l'affetto e la professionalità con cui mi hanno sempre curato e accompagnato in questi anni. Se sarà possibile, domando di essere sepolto in Cattedrale, accanto all'altare dell' Assunta, Virgo Potens, ( tomba terranea e sarcofago semplice), a mie spese, se necessario. Iscrizione sul sarcofago: Alexander Maggiolini Ep. 15-07-1931 - 11-11-2008 Ne mors dissociet quos sociavit amor. + Alessandro Maggiolini, Vescovo Como, 24 novembre 2005 Aggiornato a Como, 9 novembre 2008 |


