|
Sostieni il sito con una donazione |
Menu principale
Zeta Emme Mailing iscriviti
I vostri dati sono archiviati al solo scopo dell'invio di una newsletter pastorale. In ottemperanza al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali,
in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.
Ultimissime catechesi
- In aeternum, Domine, verbum tuum constitutum est in caelo
- CAPPELLA PAPALE PER L’APERTURA DELLA XII ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI
- 4 ottobre 2008 - Discorso del Santo Padre al Quirinale
- Lettera Autografa di Papa Benedetto XVI al Patriarca Alessio II
- HUMANAE VITAE: ATTUALITÀ E PROFEZIA DI UN’ENCICLICA - messaggio del Santo Padre
- Discorso del Papa ai Vescovi e Ordinari del Kazakhstan e dell’Asia Centrale
- Udienza generale 1 Ottobre 2008
- Angolo dell'orazione Ottobre 2008
- UDIENZA AI PARTECIPANTI AL MEETING INTERNAZIONALE DEL MOVIMENTO "RETROUVAILLE"
- Il discorso del Papa al Centro studi per la scuola cattolica della Conferenza episcopale italiana
Aggiornamenti
- Udienza generale 24 settembre 2008 - relazione tra San Paolo e gli Apostoli
- Udienza del Santo Padre - CONGREGAZIONE PER I VESCOVI E DALLA CONGREGAZIONE PER LE CHIESE ORIENTALI
- Benedetto XVi al simposio su Pio XII Pave the way
- Al termine della processione eucaristica a Lourdes
- Fuggite il culto degli idoli, non smettete di fare il bene!
I piu' letti
- Poesie e Preghiere
- Indice dei Libri della Bibbia
- Christian Desktop
- Cammino su i sette doni dello Spirito Santo
- Esercizi spirituali per coppie
- Archivio Catechesi
- La Santa Messa
- Desktop Jesus
- UNA PERSONA CHIAMATA “PARACLITO”
- La Gelosia,riflessione biblica ed indicazioni pastorali
- I Sacramenti e i Sacramentali
- Timor di Dio
- Sostieni Zammerù Maskil
- Preghiere allo Spirito Santo
- Desktop arte
- Accettare se stessi
- Storia del sito
- Il dono della Pietà
- Il dono di Scienza
- La santità
- NOVENA della DIVINA MISERICORDIA
- 404
- LA DIREZIONE SPIRITUALE
- Come far Funzionare un Matrimonio
- La Desatellizzazione
sito cattolico
catechesi
formazione
spiritualità
Asia news
| Il teologo che pregava come un bambino |
|
|
|
| Scritto da Administrator | |
| giovedì 24 aprile 2008 | |
|
Fra i 26 giovani gesuiti che entrarono nel noviziato di Arlon nel 1941 Jean Galot rappresentava un po' un'eccezione. La maggior parte di noi proveniva da retorica; lui era già dottore in diritto. Questa lacuna iniziale divenne in seguito un vantaggio nel cursus della sua formazione, di modo che, dopo essere stato suo co-novizio, l'ebbi come professore nei miei ultimi anni di teologia. La sua carriera accademica fu lineare: filosofia, teologia, dottorato a Roma e subito, a partire dal 1953, insegnamento della teologia dogmatica a Eegenhoven fino al 1968, poi a Roma, alla Gregoriana, fino al 1993. Emerito da quel momento, non ha tuttavia interrotto le sue attività, in particolare la sua attività di scrittore. Fin dall'inizio della sua vita religiosa, Jean scriveva molto, facilmente e bene: mi ricordo che la piccola rivista interna di filosofia "Juvenilia" poteva contare tutti i mesi su uno o più articoli di Jean. La sua bibliografia è impressionante e ha continuato ad arricchirsi fino agli ultimi anni.
Il suo è stato un insegnamento saldo - sorretto da una fede semplice e forte - impartito senza ornamenti. Non ignorava le questioni controverse né era insensibile agli interrogativi del mondo moderno, ma li affrontava sempre a partire dal centro della fede, come testimonia ad esempio un'opera del 1981: Le Christ, foi et contestation, nella quale difende la cristologia del concilio di Calcedonia e mostra come, a partire da questo pensiero classico, si possano incontrare le aspirazioni del nostro mondo di oggi. Tuttavia la caratteristica principale del teologo Jean Galot è certamente l'unità profonda in lui fra l'uomo di studio e d'insegnamento e l'uomo spirituale. Accanto alla lista impressionante delle sue opere teologiche, si può stilare quella, ancora più impressionante, delle sue opere spirituali e dei suo libretti di preghiere. Fra di esse vi è una profonda unità. (...) In Jean Galot, la spiegazione storica e concettuale dei trattati dogmatici era alimentata e vivificata dalla preghiera, dall'intimità vivente con Cristo, ed era a partire da questa stessa fonte che sapeva presentare, con chiarezza e semplicità, gli stessi misteri agli innumerevoli lettori che le sue opere spirituali hanno aiutato a vivere. E prima ancora, indubbiamente, ai partecipanti ai ritiri, alle meditazioni e alle conferenze che dava, in particolare ai religiosi e alle religiose, continuando in un certo senso l'opera di Gesù: "tutto ciò che ho udito da mio Padre l'ho fatto conoscere a voi". Li rendeva partecipi di quello che egli stesso viveva profondamente. In un certo numero di contemplazioni della seconda settimana degli esercizi, sant'Ignazio propone quello che egli chiama il triplice colloquio: ci si rivolge prima a Maria, chiedendole di intercedere presso suo Figlio, poi a Gesù e infine al Padre. Maria ha occupato un posto importante nella vita di Jean Galot. Permettetemi di evocare un ricordo che aveva confidato a una persona a lui vicina e che me lo ha riferito. Jean aveva perduto presto sua madre. Suo padre, quando era ancora bambino, l'aveva portato in pellegrinaggio a Notre Dame de Bonsecours e gli aveva mostrato la Vergine dicendogli: sarà tua madre. A Lei ha dedicato tante pagine, fin da Le coeur de Marie, uno dei suoi primi libri; e soprattutto non ha mai smesso di pregarla "come un bambino". Maria l'ha condotto a Gesù, Colui che non ha mai smesso di cercare di conoscere meglio e di far conoscere, che non ha mai smesso di seguire. E Gesù l'ha condotto al Padre. Dopo Le coeur de Marie, Le coeur de Christ, ha scritto Le coeur du Père. La paternità di Dio, compresa nel mistero trinitario, è molto importante per Jean Galot: egli riteneva che non gli venisse data abbastanza attenzione nella preghiera della Chiesa. (...) Tutta questa ricchezza interiore la viveva nella discrezione. Ricchezza interiore di cui beneficiava un circolo di persone del quale è difficile misurare l'ampiezza, composto da tutti coloro, uomini e donne, che l'avevano incontrato più intimamente e che erano stati assistiti e aiutati da lui, ma anche dalla folla anonima dei suoi lettori. Negli ultimi anni che ha trascorso nell'infermeria, a risplendere sono state la sua semplicità e la sua pietà profonda. Ha conosciuto un lungo cammino di diminuzioni e di distacco, di perdita progressiva delle sue forze. Nella fede, ha vissuto questo cammino come una scalata verso Dio; come ha detto in diverse occasioni nei suoi ultimi giorni, è giunto sulla vetta della montagna. Scalata verso Dio, verso l'incontro. Riprendendo il triplice colloquio, lo affidiamo alla Madonna e a suo Figlio Gesù; essi lo portano dal Padre e già le braccia del Padre si aprono per accogliere suo figlio.
La cristologia al centro di una ricerca instancabile
|







