| Fede adulta il contropiede di Benedetto |
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| Scritto da Administrator | |
| mercoledì 01 luglio 2009 | |
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Siamo tutti d’accordo: ci vuole un bel coraggio per essere anticonformisti, ma attenzione alle apparenze. Que st’affermazione oggi vive infatti un sin golare rovesciamento concettuale, del quale è bene prendere coscienza. Il conformismo che si va stendendo co me una glassa dolciastra sulla cultura diffusa non è certamente costituito da verità inossidabili – semmai dipinte co me zavorra di un passato 'ideologico' – ma sembra piuttosto una miscela di opinioni impalpabili e fluttuanti fatte passare ormai come unica moneta spendibile nel confronto pubblico. Il pulviscolo delle idee tutte equivalen ti, nessuna delle quali può permettersi una qualsiasi pretesa di verità, oscura la vista come una nebbia e consiglia sot tilmente di attestarsi attorno a un pen siero minimo, magari banale e ovvio ma difficilmente soggetto a smentite pla teali, su cui si può star certi che non si avranno noie. Tutti d’accordo su una ra gionevolezza apparente, e guai a chi stona. Eccola, allora, la vera impresa per intelletti coraggiosi: risalire la torren ziale cascata dei luoghi comuni, che e rode ogni punto fermo ed esalta l'u niformità del pensiero medio. Sfidare la caduta libera dell'intelligenza, per mettere in sicurezza l'umano. Al noioso conformismo dei nostri tem pi, più paralizzante delle sabbie mobi li, deve aver pensato Benedetto XVI quando domenica sera, nell'omelia con la quale ha chiuso l'Anno Paolino, ha tratteggiato con parole memorabili la figura del cristiano animato da una «fe de adulta»: definizione logora e stanca, che il Papa ha bonificato una volta per tutte del suo retrogusto contestativo re stituendola alla lettura vigorosamente evangelica impressa da san Paolo in persona quando - scrivendo agli Efesi ni - mise in guardia dal restare come «fanciulli in balia delle onde, trasporta ti di qua e di là da qualsiasi vento di dot trina ». Niente di più attuale. Lo «slogan diffuso» - sono parole del Papa - dipin ge oggi come «matura» la fede del cat tolico che «non dà più ascolto alla Chie sa e ai suoi pastori ma sceglie autono mamente ciò che vuol credere e non credere», e che ha il «'coraggio' di e sprimersi contro il magistero della Chie sa ». Bel coraggio davvero, questa «fede 'fai da te'»: uno zapping religioso e mo rale che odora di consumismo adole scenziale più che di 'maturità' co sciente di sé. Con sottile ironia, Bene detto annota che a contestare la Chie sa «in realtà non ci vuole del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso». Battuta impagabi- le, che da sola fa giustizia delle sfibran ti ovvietà di chi alla vigilia dell'encicli ca sociale dà per rottamata la 'questio ne antropologica': come se un pro nunciamento pensionasse tutti gli al tri. Il Papa rimette al suo posto ciò che fa 'grande' un credente enumerando che «fa parte della fede adulta, ad e sempio, impegnarsi per l'inviolabilità della vita umana fin dal primo mo mento » e «riconoscere il matrimonio tra un uomo e una donna per tutta la vi ta come ordinamento del Creatore». Lo spieghiamo anche ai nostri figli: adulto è - o diventa tale - chi sa dire qualche no che gli costa, chi «non si lascia tra sportare qua e là da qualsiasi corrente», chi «s'oppone ai venti della moda». Questi tratti inconfondibili di una per sonalità formata - e nessun pedagogi sta oserebbe smentirlo - sono gli stessi che nelle parole papali svelano una fe de matura, consapevole che «questi venti - come ci ricorda ancora Bene detto - non sono il soffio dello Spirito Santo» ma altre brezze che spingono su una rotta diversa da quella di Cristo. Che occorra ardimento nel percorrerla tra gli applausi generali è davvero comico sostenerlo, eppure - fateci caso - è quel lo che ogni giorno ci viene ripetuto. Per fortuna, di anticonformisti veri al meno uno siamo sicuri di averlo in contrato. Ed è là, al timone che fu di Pietro.Francesco Ognibene © Avvenire 1 luglio 2009 |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 01 luglio 2009 ) |


