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| Scritto da Administrator | |
| lunedì 01 settembre 2008 | |
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Pubblichiamo di seguito l'omelia pronunciata in occasione della solennità della Madonna della Guardia. Alla vigilia l'arcivescovo metropolita di Genova aveva ricordato come la provvidenza "ci stimola perché siamo tutti più coscienti della necessità insostituibile del sacerdote nella Chiesa". Ha detto il cardinale: "Senza sacerdote non vi è eucaristia né perdono dei peccati; e senza questo non vi è comunità cristiana. Non dobbiamo fantasticare situazioni diverse. Il sacerdote sarà sempre il punto fermo e indispensabile nella vita della Chiesa". Arcivescovo Metropolita di Genova
Come ogni anno siamo riuniti sotto lo sguardo della Madonna della Guardia per rendere l'omaggio a Colei che da secoli veglia sulla nostra Chiesa e sulla Città. A Lei ci rivolgiamo con la fiducia dei figli, sapendo che della Madre ci si può sempre fidare, sempre si è ascoltati, compresi e, in qualche buona forma, soccorsi. Tutti sappiamo che da questo sacro monte si ridiscende rincuorati per riprendere le responsabilità della vita, con le sue gioie e le sue prove. Ma vi è anche un'altra situazione molto triste di sofferenza e di morte, sulla quale non sento particolari reazioni di sincero sdegno, di condanna e di richiamo: le persecuzioni sanguinose contro i cristiani in alcuni Paesi del mondo. La libertà religiosa è un diritto umano preciso che fa parte della Carta dei Diritti Universali; dovrebbe ormai appartenere alla coscienza dell'umanità. Ma così purtroppo non è, perché non tutto ciò che è scritto sulle Carte - anche le più solenni - è scritto anche nelle menti e nei cuori. La Chiesa da sempre annuncia il Signore Gesù e, attorno al Vangelo, nasce la comunità cristiana. Da sempre, come conseguenza della fede che ci ricorda che Dio è Padre e che tutti siamo uguali e fratelli, la Chiesa interviene là dove c'è bisogno della promozione umana e sociale. La salvezza che Cristo ha portato riguarda l'anima, ma investe tutto l'uomo, la sua vita, la società. La carità della Chiesa è aperta a tutti e non discrimina in base a nulla, tanto meno in base alla fede: questo accade in Italia come nel resto del mondo. Viene da chiederci se si possa negare l'aiuto umano per non suscitare negli altri simpatia, benevolenza, vicinanza. In una parola, quello che oggi viene interpretato come colpevole "proselitismo"! L'adesione alla fede cristiana è un atto libero di ognuno, e la carità è di natura sua aperta a tutti i bisognosi e i sofferenti. La Chiesa non ha paura delle persecuzioni, comunque si presentino: fanno parte della fede. Duemila anni di storia ne sono segnati in modo luminoso, ricordando le parole di Tertulliano: "Sanguis Martyrum, semen christianorum". Ma non possiamo non alzare la voce - come ha fatto il Santo Padre Benedetto XVI - e dire che è ingiusto, e che la libertà religiosa e di culto è un diritto per tutti nel rispetto della sicurezza sociale. Se la giustizia è - come ricorda san Tommaso - "dare a ciascuno il suo", essa comincia proprio dal riconoscere questo fondamentale diritto, fonte di ogni altro. Cari Amici, mentre esprimiamo qui, ai piedi della Madonna della Guardia, il nostro desiderio di giustizia e di pace per noi, per le nostre famiglie, e per quelle terre oggi particolarmente ferite, affidiamo a Lei i nostri fratelli che vivono le sofferenze delle guerre, i loro morti, e chiediamo per i responsabili delle Nazioni l'onestà, la saggezza. Raccomandiamo alla Santa Vergine i cristiani perseguitati, le loro comunità, i Pastori, perché dall'esempio del martirio trovino ulteriore coraggio e forza per testimoniare la fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Quel coraggio, quella forza e quella fedeltà che, per il loro sangue, chiediamo a Dio anche per tutti noi. (©L'Osservatore Romano - 31 agosto 2008) |







