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Una sfida continua in difesa dei diritti umani PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdì 23 luglio 2010
di Giovanni Barberini

Nell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) oggi si parla soprattutto di dimensione umana in tutte le sue implicazioni, elemento fondamentale nel concetto globale di sicurezza; in questo contesto la Santa Sede assicura una presenza costante e di livello qualitativo eccellente. Riunioni e seminari in gran numero sono organizzati e dedicati ad argomenti specifici e la Santa Sede, per quanto lo ritenga opportuno, è presente e attiva.
 

L'Office for Democratic Institutions and Human Rights (Odihr), che si manifesta come un vero braccio operativo dell'Osce, è molto attivo nell'ampio panorama che la dimensione umana ha ormai acquisito. Ogni anno a Varsavia, dove ha sede l'Odihr, avviene lo Human Dimension Implementation Meeting che costituisce un esame generale della situazione, nella vastissima area Osce, dell'attuazione degli impegni concernenti la dimensione umana. Come già abbiamo accennato, dopo la riunione di Copenaghen nel 1990 la dimensione  umana  ha acquisito amplissimi contenuti.  La  base per i lavori del Meeting è rappresentata  dagli impegni assunti via via dagli Stati  nelle  varie riunioni e nelle varie istanze della Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione Europea (Csce)/Osce e considerati nei contesti attuali che offrono ancora motivi di grande preoccupazione. Le sfide del cambiamento perdurano nel tempo anche perché vi sono Stati nei quali  l'ordinamento  democratico  stenta  a consolidarsi,  la  persecuzione  politica colpisce l'opposizione e la criminalità organizzata controlla vaste aree.
Gli interessi della Santa Sede sono focalizzati su questi contenuti e una attenta, continua partecipazione assicura la rivendicazione e la difesa dei diritti e delle libertà che hanno a fondamento la dignità della persona umana nella nuova prospettiva, che non è certamente quella che ha dato grande significato alla partecipazione della Santa Sede al processo di Helsinki. Allora l'interesse precipuo era rappresentato dall'impegno per far condividere l'esigenza della libertà religiosa, considerata parte fondamentale del complesso dei diritti e delle libertà che competono naturalmente a ogni essere umano e condizione per rafforzare la sicurezza e la cooperazione. Quell'impegno era anche mirato a far creare condizioni politiche, giuridiche e sociali perché il fenomeno religioso e confessionale potesse esprimersi liberamente dopo gli anni difficilissimi della persecuzione cui la Chiese e le comunità religiose erano state sottoposte nell'Unione Sovietica e nell'Europa centro-orientale. Oggi quella prospettiva presenta esigenze inderogabili nuove proprie di ogni persona, che sono poste da vicende, da fenomeni e da eventi che caratterizzano in negativo la nostra epoca.
Scorrendo soprattutto l'agenda che ogni anno viene predisposta per il Meeting, di cui si è parlato, e al quale partecipano con pieno diritto di parola anche le Organizzazioni non governative accreditate, possiamo osservare, da un lato, i rischi numerosi che nell'epoca contemporanea incombono sulla persona umana e, dall'altro, gli indubbi sforzi che la comunità internazionale, che si riconosce nell'Osce, compie utilizzando tutti i mezzi e gli strumenti possibili. Proponiamo un elenco degli argomenti che abitualmente sono affrontati e che hanno come principio-base il riconoscimento della centralità della persona umana in un sistema democratico:  lotta al razzismo, alla xenofobia e all'intolleranza; lotta alle forme di discriminazione nei confronti dei cristiani; lotta contro l'antisemitismo e l'islamofobia; rivendicazione della libertà di religione soprattutto negli Stati in cui una religione è dominante; le esigenze dello stato di diritto; la tutela delle libertà fondamentali; la parità dei diritti dell'uomo e della donna; la violenza contro le donne; la libertà dei moderni mezzi di informazione; l'educazione ai diritti umani; uno status di libertà per le minoranze nazionali. L'impegno per il consolidamento delle istituzioni democratiche ai diversi livelli; la lotta al traffico degli esseri umani e degli organi umani; la libertà e la regolarità dei processi elettorali; la lotta alle forme di nazionalismo esasperato; l'affermazione dell'indipendenza del potere giudiziario; la piena libertà di associazione; l'impegno per la lotta contro la tortura; la situazione dei profughi, dei migranti e dei rifugiati; i compiti dell'Ombudsman; la lotta al terrorismo; la lotta allo sfruttamento sessuale soprattutto dei minori; i problemi dei Rom e Sinti.

(©L'Osservatore Romano - 24 luglio 2010)


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