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Staminali: ricreate quelle di 10 malattie, nuova via cure PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdì 22 agosto 2008
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ROMA, 7 AGO - Facendo tornare 'bambine' delle normalissime cellule del corpo (per esempio della pelle) di individui affetti da varie patologie, è stata creata per la prima volta una riserva inestimabile di cellule staminali simili a quelle embrionali: serviranno a studiare malattie gravi direttamente in provetta, testare nuovi possibili farmaci, tentare terapie cellulari su misura del paziente. Le nuove linee di cellule staminali simili a quelle embrionali, create da ricercatori del Howard Hughes Medical Institute di Boston diretti da George Daley, saranno depositate in una banca presso il Massachusetts General Hospital di Boston e messe a disposizione della comunità scientifica mondiale. Le staminali, è spiegato sulla rivista Cell, sono ovviamente portatrici degli errori genetici alla base della corrispondente malattia e serviranno per riprodurla in laboratorio.

Prodotte utilizzando cellule del corpo di individui di età compresa tra un mese a 57 anni, le staminali riproducono dieci malattie: Parkinson, diabete giovanile, morbo di Huntington, sindrome di Down, distrofia muscolare di Duchenne e quella di Becker, sindrome di Shwachman-Bodian-Diamond che causa leucemie, immunodeficienza combinata grave, morbo di Gaucher (una malattia metabolica ereditaria), sindrome di Lesch-Nyhan, una grave deficienza enzimatica che causa l'accumulo di acido urico.

Di recente è stato ideato un metodo rivoluzionario per ottenere staminali pluripotenti come quelle di un embrione a partire da cellule adulte e, quindi, senza sacrificare embrioni umani. Il metodo, al cui sviluppo ha contribuito anche lo stesso Daley, consiste nella riprogrammazione di cellule adulte mediante inserimento nel loro Dna di quattro geni che spostano indietro le lancette dell'orologio cellulare.

Le cellule adulte di una qualunque parte del corpo di un individuo possono dunque essere trasformate in cellule 'bambine' molto simili a quelle di un embrione. Da quando questo metodo e' stato messo a punto, gli scienziati di tutto il mondo hanno cominciato a prospettare un futuro in cui per ogni individuo potrà essere prodotta, all'occorrenza, una riserva di staminali personalizzate da usare in caso di malattia o, guardando ad orizzonti scientifici ancora più lontani, per riprodurre in laboratorio 'pezzi di ricambio' personalizzati, per esempio organi nuovi.

Ma subito si è compreso il vantaggio della riprogrammazione delle cellule adulte: usando cellule del corpo di malati si può creare una riserva infinita di cellule staminali portatrici della malattia stessa. Il primo tentativo e' stato reso noto su Science solo pochi giorni fa: partendo da cellule di pelle di due pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (SLA), sono state create cellule staminali simili della malattia. Le staminali ottenute sono geneticamente identiche a quelle adulte di partenza, e quindi portano in se' le basi genetiche della malattia. In pratica, le staminali custodiscono nel proprio Dna il 'progetto' della malattia.

Utilizzandole per produrre vari tessuti del corpo, cioè facendole crescere in provetta con opportuni fattori di crescita affinchè si trasformino in un particolare tipo di cellula adulta (ad esempio cellule epatiche, cellule cardiache etc), si potrà studiare la malattia tessuto per tessuto, organo per organo. Inoltre, non sempre i modelli animali di una malattia rispecchiano in toto la patologia umana, quindi queste staminali saranno una riserva di studio inestimabile. Potranno essere usate per testare nuovi possibili farmaci e, come traguardo finale, modificate geneticamente e quindi 'curate', per poi reimpiantarle nel paziente e curare il suo male.

Gli esperti Usa, che stanno lavorando alla realizzazione di staminali di altre malattie, istituiranno una banca di queste cellule, mettendole a disposizione della comunità scientifica internazionale.
(ANSA).

Fonte SAFE


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