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| Rai3, offese gratuite a Marcinkus |
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| Scritto da Administrator | |
| mercoledì 02 luglio 2008 | |
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Cogne ha insegnato, a suo tempo: aggrappiamoci all'evento, facciamone un serial, e l'ascolto è garantito. È la trasformazione del fatto di cronaca in trama romanzesca che giova ai conduttori di programmi in cui la verità diventa il premio di una caccia al tesoro virtuale in cui gli autori si sostituiscono agli enti preposti, polizia e magistratura, e inventano trame e colpi di scena per animare le puntate del programma. Sta accadendo a Chi l'ha visto? di Raitre, ormai appuntamento settimanale codificato in cui il dramma delle ragazze romane scomparse, Orlandi e Gregori, si è rinverdito dopo un quarto di secolo e fa da filo conduttore per una sorta di tragica soap in cui nulla accade ma tutto è ripetuto, dilatato, ipotizzato, dichiarato e immaginato. Niente di nuovo, lunedì sera: e allora via con le repliche, con il rinnovo di illazioni e di ipotesi che lasciano purtroppo il tem- po che trovano e si alimentano di confuse dichiarazioni, di telefonate anonime, di sospetti e di dubbi, che non possono che far male alle famiglie delle vittime, costantemente chiamate a far da testimoni del nulla. Punto di forza, nell'annosa diatriba che vede il programma incentrarsi da anni sul tema, la figura di monsignor Marcinkus e la sepoltura di De Pedis in Sant'Apollinare. Che puntualmente vengono citati e accostati, su basi quanto mai fumose: tanto che lunedì sera una 'scheda' biografica sull'arcivescovo, nato a Chicago, sembrava quasi fargli colpa di esser cresciuto nelle stesse vie dove visse il gangster Al Capone: con tono di virulenta aggressività mirante a squalificare, con toni e accenni, la figura del prelato chiamato nuovamente in causa - e non ci sono dati che possano suggerirlo, almeno a quanto risulta alle autorità che indagano - per la scomparsa delle ragazze. Giornalismo d'inchiesta o sciacallaggio scorretto? L'argomento fa ascolto, evidentemente: perché mai, si diranno gli autori, lasciar cadere il richiamo di questa tristissima storia? Da Avvenire - Mirella Poggialini |


