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Più di un milione di firme per cambiare il fisco PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdì 16 maggio 2008
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Palloncini con la scritta "Più famiglia" che si stagliano nel cielo azzurro di Roma. Due autobus a due piani con la scritta che annuncia l’evento. E il Family day si materializza davanti al Quirinale.
A distanza di un anno, in occasione della XV giornata internazionale della famiglia. Anche se l'apparenza è diversa dal mega raduno del 12 maggio del 2007, è quella manifestazione a fare da sfondo alla presentazione al "colle" da parte del Forum delle Associazioni familiari di un milione, 71mila e 348 sottoscrizioni alla petizione per «un fisco a misura di famiglia». La raccolta delle firme (14.886 registrate on line) è stata operata da 76 associazioni nazionali e 182 locali. Nella mattinata di ieri una delegazione del Forum, guidata dal presidente Giovanni Giacobbe, dai vice Paola Soave e Giuseppe Barbaro, dai presidenti dei Forum regionali e da quello del Fafce, Elisabeth Bußmann, è entrata al Quirinale, per consegnare i numerosi scatoloni pieni di firme, e anche per chiedere un incontro al Capo dello Stato, i cui impegni non hanno finora permesso di realizzarlo. In un telegramma, comunque, Giorgio Napolitano ha sottolineato come il convegno tenutosi nel pomeriggio è «occasione di rilievo» per ricordare i principi della Costituzione a tutela della famiglia. Mentre in una lettera al presidente, Giacobbe, Soave e Barbaro lo invitano a esercitare la sua «riconosciuta autorevolezza» sollecitando il governo per «attuarli» e lo ringraziano «per l'attenzione e l'accoglienza».

«Il Family day - ha sottolineato Giacobbe nella successiva conferenza stampa - ha determinato una svolta storica tant'è che le forze politiche attualmente al governo e all'opposizione hanno messo la famiglia al centro dei loro programmi, e il tema della petizione ha costituito oggetto di un impegno prioritario del presidente del Consiglio nel corso delle dichiarazioni programmatiche». Secondo il presidente del Forum, dunque, c'è «un rinnovato protagonismo» delle famiglie che contribuisce al rinnovamento della società mediante «il modello delle relazioni familiari». Il Forum, a partire da oggi, chiederà incontri non solo al governo ma anche alle opposizioni, «perché le politiche per la famiglia devono coinvolgere l'intero Parlamento», ha evidenziato Giacobbe. Si misurerà in questa circostanza se le dichiarazioni programmatiche saranno tradotte in iniziative concrete, nei rispettivi ruoli. Il vice Giuseppe Barbaro ha espresso «grande soddisfazione» per il risultato raggiunto. «Molte altre firme arriveranno», ha assicurato, perché in tanti comuni è ripresa la raccolta sospesa durante la campagna elettorale.

Barbaro ha sottolineato il grande lavoro compiuto dalle famiglie, dalle associazioni e dai forum regionali: visto per che ogni firma si sono impiegati mediamente tre minuti, complessivamente le famiglie e i volontari delle associazioni hanno «donato al Paese 50mila ore di lavoro gratuito». Il Forum, ha aggiunto il vicepresidente, «può quindi affermare di rappresentare una vera e propria lobby trasparente», che lavora per il bene delle famiglie, cioè per il «bene del Paese».

L'altro vicepresidente, Paola Soave, ha espresso l'auspicio che il ministro dell'Economia Giulio Tremonti consulti il Forum, sulla proposta elaborata in quindici anni di lavoro. Al contempo, la Soave, ha rivolto un appello al sottosegretario alla famiglia Carlo Giovanardi, perché si faccia tramite di questo confronto e anche di quello con altri dicasteri ritenuti centrali per la politica familiare (come Welfare e Istruzione).

A questo proposito ha ricordato che Tremonti nelle relazione introduttiva alla delega sulla riforma fiscale del 2003, fece esplicito riferimento ad una sentenza della Corte costituzionale tedesca sulla non assoggettabilità all'imposta del reddito minino necessario al contribuente per i bisogni vitali della sua famiglia. Ciò corrisponde alla richiesta fatta dal Forum della deducibilità dall'imponibile del minimo vitale per ogni figlio. Dunque bene la eliminazione dell'Ici sulla prima casa, ma «si deve prendere in considerazione la dimensione familiare di un reddito», ha puntualizzato la Soave.

Lo strumento della deduzione proposto dal Forum è «semplice e negoziabile di Finanziaria in Finanziaria». Il Forum è d'accordo anche con il «quoziente familiare», ma teme che sia difficile «arrivarci in tempi brevi, per ragioni di costi e di complessità di calcolo». Un rischio, comunque, da evitare è che si continui a parlare di una cosa «difficile da ottenere, e nel frattempo non si faccia nulla».



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