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No all'aborto dai vescovi del Camerun PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
sabato 04 luglio 2009

Yaoundé, 4. No alla legalizzazione dell'aborto. Si alla protezione della donna africana dalle violenze e dalle discriminazioni di ogni genere. Lo affermano i vescovi del Camerun in una dichiarazione sull'approvazione da parte del Parlamento camerunese della legge che autorizza il Presidente, Paul Biya, a ratificare il cosiddetto "Protocollo di Maputo". Il "Protocollo della Carta dei diritti dell'uomo e dei popoli relativo ai diritti della donna" è stato adottato dalla seconda sessione ordinaria dell'Unione africana a Maputo (Mozambico) l'11 luglio 2003. La Chiesa cattolica ha espresso la sua opposizione al paragrafo c dell'articolo 14 del protocollo, che stabilisce di proteggere i diritti riproduttivi delle donne autorizzando l'aborto medico nei casi di stupro, incesto, e quando la continuazione della gravidanza mette in pericolo la salute fisica e mentale della madre o la vita della madre o del feto. Nel commentare l'approvazione della legge di ratifica del protocollo, i presuli camerunesi riconoscono che "questa legge è volta a proteggere la donna africana dalle diverse forme di violenza fisica e di discriminazione", aggiungendo che "la Chiesa approva questa volontà di proteggere la donna dalle ingiustizie sociali e da ogni forma di abuso". Ma "l'articolo 14 del Protocollo di Maputo incide realmente sulla vita nascente, dando dei diritti riproduttivi abusivi alla donna. In altri termini, questo articolo è una porta aperta alla legalizzazione dell'aborto in Africa, e noi lo condanniamo".


(©L'Osservatore Romano - 5 luglio 2009)
 

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