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Nessuno diventi Caino PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 29 luglio 2008
Secondo un rapporto stilato dall'Associazione "Nessuno tocchi Caino", "c'è una evoluzione positiva verso l'abolizione della pena di morte", anche se ci sono Stati che primeggiano, soprattutto nell'area del Medio Oriente e di quel mondo islamico integralista, tipo Iran e Arabia Saudita, nelle quali il numero delle esecuzioni, purtroppo, è aumentato. Nel 2007 ve ne sono state ufficialmente almeno 5.851, a fronte di quelle presunte e presumibili del 2006, pari a 5.635. Sempre nel citato rapporto, si legge che la Cina continua a detenere il triste primato delle esecuzioni mortali, se è vero che la percentuale è dell'85,4% rispetto al totale mondiale. Ora che si conoscono le cifre, sarebbe il caso che nessuno contrabbandi o millanti dati e meriti, poichè è fuori discussione, comunque, il ruolo fondamentale e principale della Chiesa che è stato, è e sarà necessario ed indispensabile per promuovere la vera cultura della vita nella continuità di quella che è la difesa, innanzitutto, della dignità della persona umana. Ogni giusta causa può avere la sua valenza e la sua efficacia se rapportata a Cristo, divino amore e divino fermento di ogni vita che nasce, lievita e si consuma nel suo none. "Chi perde la sua vita per causa mia, avrà in compenso la vita eterna". Questo è il nobile messaggio di Cristo ai giustizieri della morte. Questa è la sintesi mirabile e meravigliosa di una proposta che travalica i confini delle ideologie, del materialismo, del progressismo lancinante e allucinante del conformismo razionalistico e del perbenismo intellettualistico della modernizzazione secolaristica di ogni valore. La Chiesa, non racchiusa, non schematizzabile nel circuito vizioso della propaganda meschina, macchinosa, acefala del consumismo propagandistico e comunicativo della insipienza volgare, da secoli propone la catechizzazione della vita, nel senso propedeutico e preventivo del termine, tanto che, piuttosto che ipotizzare l'offesa a Caino, ne remunera e moltiplica gli sforzi nella logica e nella sintonia armonica dell'amore proponendo la completezza del suo messaggio; "Nessuno diventi Caino". Condannare il condannato è l'arte dei pavidi disonesti che nulla fanno e nulla hanno fatto nella società del consumismo perdente, in cui pure la vità è stata soggiogata, per evitare il capitolo della condanna. Apriamo il capitolo della salvezza, del recupero, della prevenzione non abusiva del mondo e di ogni individuo. Riaccendiamo il focolare domestico delle sane abitudini. Riaccendiamo la fiaccola o la lanterna della speranza, perchè e affinchè ogni uomo, nato da Adamo, ma voluto da Dio, sia e resti sempre l'Abele non ucciso dal suo Caino, dal suo prossimo, dal suo vicino, dal suo fratello o da nessuno e da chicchessia, ma salvaguardato e protetto, non come una specie in via di estinzione, ma come germe di vita nuova, pronto a rigoglire, a riaffermare il primato dell'essere sulla natura bestiale dell'istinto umano o della bestialità.

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