| Moratoria sulla sentenza di morte per Eluana |
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| Scritto da Administrator | |
| lunedì 17 novembre 2008 | |
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I Centri di Aiuto alla Vita (CAV) non si occupano solo di portare aiuti e sostegni alle mamme in difficoltà, compiono anche un'azione educativa e culturale.
Molto attivo in questo campo il CAV di Lecco, il cui Presidente Paolo Gulisano, medico epidemiologo e noto saggista, in merito al caso di Eluana Englaro ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno suscitato scalpore. Il Presidente del CAV di Lecco ha fatto richiesta che fossero diffuse le immagini di Eluana. ZENIT lo ha intervistato. Perché questa richiesta? Gulisano: Perché in questi anni di Eluana sono state mostrate in pubblico, sui media, solo le foto della sua adolescenza, quasi a voler dare l'idea che quella, e solo quella, era Eluana. Mostrare questa donna oggi, per come è, nelle condizioni di inferma amorevolmente assistita, potrebbe servire a comprendere meglio questo caso, a far vedere che si tratta di una persona viva, e non di una sorta di vegetale la cui esistenza considerata inutile deve avere termine. E' impressionante l'uso strategico delle immagini nei casi eticamente sensibili: pensate al caso-Welby: non passava giorno che fossero mostrate le sue immagini a letto, con inquadrature che insistevano sulle macchine, sui cavi, per indurre negli spettatori la convinzione di un'artificiosità di tale tipo di vita.
Per Eluana invece il contrario: nessuna immagine, anche perché la donna non è attaccata a nessuna macchina, non ha alcun supporto: è un'invalida in carrozzina, come migliaia di persone ammalate, diversamente abili, o anziani. Vedere Eluana toccherebbe il cuore a molte persone e potrebbe suscitare un movimento di solidarietà ancora più vasto di quello esistente. |


