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La vicenda di Eluana Englaro e la questione di una legge sulla fine della vita PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdì 21 novembre 2008

La Corte di Cassazione, in data 13 novembre 2008, ha respinto il ricorso della procura di Milano e quindi l'alimentazione e l'idratazione possono essere sospese a Eluana Englaro.

La Suprema Corte ha accolto la richiesta del procuratore generale che chiedeva l'inammissibilità del ricorso della procura del capoluogo lombardo contro la Corte d'appello di Milano, la quale aveva concesso lo stop all'alimentazione della donna.

Si tratta sostanzialmente di una sentenza che autorizza l'eutanasia, in violazione delle leggi in vigore. La magistratura ha operato una palese invasione di campo: si è sostituita al Parlamento introducendo istituti estranei alla nostra legge e alla nostra tradizione, quali l'eutanasia e il testamento suicida. Tali sentenze sono purtroppo accolte con soddisfazione da coloro che, sia in Parlamento che nella società civile, sostengono che esista un diritto a morire e che idratazione e alimentazione siano terapie mediche (e non sostegni vitali da garantire sempre e comunque).

A questo punto si rende necessaria una legge che recepisca, senza se e senza ma, il principio secondo cui la vita umana ha per tutta la sua durata un unico altissimo valore, che non può essere incrinato o appannato da alcun evento, ancorché drammatico e doloroso.

L'intervento legislativo deve ispirarsi a quel "favor vitae" che è già alla base del nostro ordinamento giuridico, ma che ha bisogno evidentemente di una forte riaffermazione, per arginare la deriva dei giudici.


Questa legge deve ribadire:

  • no all'eutanasia in tutte le sue forme;
  • no all'abbandono del malato;
  • sì all'alimentazione e all'idratazione come sostegno vitale;
  • sì alle cure palliative e alla terapia del dolore;
  • sì alla promozione di ogni forma di assistenza e di sostegno al malato e alla sua famiglia;
  • sì al rafforzamento della relazione medico/paziente, basata sull'alleanza terapeutica.

E' al contrario da rifiutare una legge sul testamento biologico come forma di autodeterminazione quale scelta insindacabile su come e quando morire.

Esaminando i disegni di legge attualmente depositati in Parlamento, Alleanza Cattolica ritiene che le caratteristiche di una buona legge, sopra elencate, siano contenute nel Disegno di legge presentato al Senato, avente come prima firmataria la sen. Laura Bianconi "Norme per l'alleanza terapeutica, sul consenso informato e sulle cure palliative", e in quello dai contenuti analoghi presentato dall'on. Massimo Polledri alla Camera. Si tratta infatti di disegni di legge che rispondono alle esigenze sopra riportate, che non lasciano spazio ad ambiguità e incertezze, ribadendo con chiarezza il principio di indisponibilità della vita umana.


Alleanza Cattolica

© Alleanza Cattolica

 

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