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| Gli italiani favorevoli al crocifisso nei luoghi pubblici |
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| Scritto da Administrator | |
| venerdì 29 gennaio 2010 | |
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Roma, 29. Il crocifisso rimane un simbolo religioso fortemente radicato negli italiani tanto che ben il 60,1 per cento è convinto che debba essere sempre esposto nelle scuole o nelle sedi delle istituzioni statali. È quanto emerge dal Rapporto Italia 2010, dell'Eurispes, reso pubblico oggi. In maggioranza gli italiani si reputano e si dichiarano uomini e donne di fede. Tra questi, tuttavia, occorre distinguere, secondo i dati dell'Eurispes, tra praticanti, il 24,4 per cento, e chi ammette di non essere praticante (52,1). Decisamente più bassa la percentuale di quanti si definiscono agnostici (10,7) e di chi si ritiene ateo (7,8). A professare una fede religiosa sono in lieve maggioranza le donne rispetto agli uomini (78 e 74,1 per cento). Tuttavia si tende a costruire un proprio personale modo di credere: in entrambi i casi, infatti, la percentuale dei non praticanti è alta (il 53,9 per cento degli uomini e il 50,3 delle donne). L'agnosticismo (11,4 degli uomini rispetto al 10,1 delle donne) e l'ateismo (10 e 5,7 per cento) sono, invece, atteggiamenti diffusi, in prevalenza, presso il sesso maschile. La religiosità degli italiani cresce con l'aumentare dell'età: che siano praticanti o meno, la fede è un dono che possiedono, in prevalenza, rispettivamente, gli italiani fra i 45 e i 64 anni (84,8 per cento) e oltre i 65 (81,9). Di contro, tra gli agnostici e gli atei spiccano rispettivamente gli italiani fra i 25 e i 34 anni (16,8) e fra i 18 e i 24 anni (12,2). Più della metà degli italiani, rileva dunque il sondaggio dell'Eurispes, è convinta che il crocifisso debba essere sempre esposto nelle scuole o nelle sedi delle istituzioni statali ed è, pertanto, assolutamente contraria a una sua rimozione da questi luoghi. Favorevole all'esposizione di questo simbolo è un ulteriore 12 per cento, che la ritiene giusta, a patto che non venga urtata la sensibilità di persone che professano altre fedi religiose. Bassa è, invece, la percentuale di coloro i quali credono che la presenza del crocifisso nei luoghi pubblici non rispetterebbe le altre confessioni religiose presenti nel Paese (10,1 per cento) o comunque ne limiterebbe la libertà di culto (7,1). Infine, si rileva un 6 per cento di "altre risposte" che si dividono tra chi crede che il crocifisso, in quanto simbolo dell'identità culturale, storica e religiosa, sia caro al popolo italiano e vada, pertanto, lasciato al proprio posto e chi, invece, è contrario, perché in tal modo non si rispetterebbe la laicità dello Stato. (©L'Osservatore Romano - 30 gennaio 2010) |












