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Gli anglicani e le unioni fra omosessuali

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mask-clonazioneLONDRA, 2. L’arcivescovo di York, John Sentamu, secondo religioso più anziano della Comunione anglicana, ha criticato nei giorni scorsi la decisione del premier britannico, David Cameron, di voler aprire una consultazione sui matrimoni religiosi tra omosessuali nel prossimo mese di marzo. Il primo ministro ha dichiarato di ritenerla parte significativa del suo premierato. Ma l’a rc i v e - scovo ha affermato che «non sarebbe nelle competenze dello Stato ridefinire lo statuto del matrimonio, minacciando una nuova controversia tra la Comunione anglicana e lo Stato a pochi giorni di distanza dalla presa di posizione vittoriosa, dei vescovi presso la Camera dei Lord in materia di piani per un tetto massimo ai sussidi di welfare. «Il matrimonio — ha spiegato l’a rc i v e - scovo di York — è una relazione tra un uomo e una donna. Io non credo che sia compito dello Stato definire cos’è il matrimonio. Questo si rinviene già nella tradizione e nella storia e nessuno può arrogarsi il diritto di cambiarlo così nel corso di una nottata di lavoro, e non importa quanto, come politici, voi siate potenti. Non voglio che strutture sociali assolutamente sedimentate negli anni — ha spiegato John Sentamu — possano essere stravolte. La Chiesa ha compiuto un ulteriore passo per consentire che le cerimonie civili possano essere celebrate nei luoghi di culto finché ciò avviene su base volontaria. Ma il matrimonio religioso, quello proprio no, sarebbe contrario alla Bibbia». L’arcivescovo ha precisato che i vescovi nella House of Lords non hanno tentato in alcun modo di bloccare le unioni civili fra gli omosessuali nel 2004 e ha aggiunto che la Comunione anglicana ha anche compiuto un ulteriore passo per consentire che le cerimonie civili possano essere celebrate nei luoghi di culto, finché ciò avviene su base volontaria e concordate con l’o rg a n o competente di governo. Tuttavia, Sentamu si oppone alla proposta di matrimonio religioso omosessuale, e ha affermato che «il Governo andrà incontro a una sollevazione in caso di modifiche alla legislazione attuale. Il suo intervento può costituire un grido di battaglia per i conservatori più tradizionalisti che si oppongono alla proposta di legge di David Cameron». «La ribellione — ha proseguito — è alle porte e non solo da parte dei vescovi. Sta arrivando anche dagli scranni del Parlamento. Se davvero si vuole la registrazione delle unioni civili in una modalità più generalizzata, la maggior parte delle persone comprenderanno l’orientamento. Ma se si inizia a chiamarle “matrimonio”, allora si sta davvero cercando di cambiare la lingua inglese». «Questo — ha osservato l’a rc i v e - scovo di York — non significa affatto sminuire, condannare, criticare o sostenere le relazioni omosessuali, perché non è questo l’oggetto del contendere. La Chiesa si è sempre distinta dal mondo: Gesù in realtà era l’uomo considerato diverso, fuori dalla norma. Ma io preferisco stare dalla parte di Gesù, piuttosto che essere popolare, anche se la mia posizione può sembrare strana». «Sarebbe come se qualcuno — ha concluso Sentamu — vi dicesse che la Chiesa, il cui compito è quello di adorare Dio, diventasse da domani un ramo delle forze armate, per cui i religiosi devono imbracciare le armi e combattere. Questo starebbe a significare un cambiamento radicale della tradizione».

© Osservatore Romano - 2 febbraio 2012
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