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Eluana, riparte l’attesa: futuro in tre «sentenze» PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 02 settembre 2008
E ricominciano speranze e attese intorno alla sorte di Eluana. Attesa per la decisione della Cassazione sul ricorso del Procuratore generale milanese contro la sentenza della Corte d'appello che ha autorizzato il padre a toglierle il nutrimento. Per la decisione della stessa Corte d'appello sulla sospensione della sentenza chiesta sempre dal Pg. Per la decisione della Corte costituzionale, intanto, sull'ammissibilità del conflitto d'attribuzione con la Suprema Corte votato a fine luglio dal Parlamento. E infine c'è l'attesa per il diniego che il legale del papà di Eluana, Beppino Englaro, riceverà dalla Regione Lombardia, dopo che ieri l'avvocato Vittorio Angiolini ha annunciato d'aver indirizzato una diffida alla Regione Lombardia perché indichi la struttura sanitaria in cui si possa sospendere portare a morire Eluana. Visto che - a sentire lui - « hanno il dovere di rispondere indicando una struttura idonea ».

Ma è arrivata immediata la precisazione dal sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella: « Vorrei sottolineare che non è compito né della Regione Lombardia, né di altre Regioni, assicurare le condizioni per l'esecuzione della sentenza ». Insomma, la gran parte della storia di Eluana è ancora da scrivere. Perché adesso, dopo la pausa estiva - come detto - c'è da capire le decisioni giudiziarie e della Consulta. In qualche modo le prime sembrano andare verso una sospensione della sentenza ( e probabilmente di qui la ' diffida' dei legali di papà Englaro, che ovviamente la temono), quanto invece alla Consulta è possibile che già nelle prossime due o tre settimane possa decidere se giudicare ammissibile o meno il ricorso parlamentare per conflitto di attribuzione.

La storia intanto comincia il 18 gennaio del 1992, Eluana Englaro, 21 anni, ha un incidente stradale e viene ricoverata a Lecco, in stato vegetativo ed alimentata con un sondino nasogastrico. Con i primi ricorsi alla magistratura per togliere l'alimentazione alla figlia, nel 2000 il padre Beppino rivolge un appello al presidente della Repubblica Ciampi.

Dopo che la prima sentenza nel 1999 del Tribunale di Lecco aveva respinto la richiesta, come pure la Corte d'appello di Milano.

Nel 2003 la richiesta viene nuovamente ripresentata e nuovamente, sempre il Tribunale di Lecco e poi sempre la Corte d'appello di Milano la respingono. E la stessa cosa accade ancora nel 2006, dopo che nell'aprile 2005 anche la Cassazione aveva giudicato inammissibile il ricorso del padre. Poi, il 16 ottobre 2007, una nuova sentenza della Cassazione rinvia la decisione alla Corte d'appello di Milano. Ma stavolta per la Suprema corte, il giudice può, su istanza del tutore, autorizzare l'interruzione del nutrimento. Così il 25 giugno di quest'anno il caso di Eluana torna all'esame della Corte d'appello di Milano, che il 9 luglio scorso autorizza il padre ( in qualità di tutore) a interrompere il trattamento di idratazione e alimentazione che tiene in vita la figlia.

Così si arriva al 31 luglio: la Procura generale di Milano deposita appunto il ricorso alla Cassazione contro il provvedimento della Corte d'Appello civile che autorizza la sospensione dell'alimentazione di Eluana: « Non vi è certezza sul fatto che il paziente in stato vegetativo permanente sia del tutto privo di consapevolezza ».

di Pino Ciociola
Tratto da Avvenire del 2 settembre 2008
 
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