| Cure palliative una legge per la vita |
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| Scritto da Administrator | |
| mercoledì 10 marzo 2010 | |
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Le disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore sono legge. Ieri la Camera quasi all'unanimità, 476 "sì" e 2 astensioni, ha approvato definitivamente la norma che assicura tali interventi nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza con un fondo, cui potranno attingere le regioni, di 150 milioni di euro per il triennio 2010-2012. Il Pd, però, si è astenuto sull'ultimo articolo ritenendo le risorse insufficienti. Tra gli aspetti innovativi, il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha annoverato l'istituzione delle reti e «il progetto "Ospedale-territorio senza dolore", che conta su un modello organizzativo integrato nel territorio». Dunque «un traguardo importante che migliora la qualità della vita» di chi è «in condizioni di sofferenza fisica e che sostiene le famiglie». «Un importante successo» anche per il sottosegretario Eugenia Roccella la quale ha ricordato che al Senato, un anno fa, la maggioranza «ha voluto un percorso separato e parallelo» per le cure palliative e le dichiarazioni anticipate di trattamento (dat), mentre l'opposizione l'accusava di non volere il provvedimento varato ieri. Invece così si è arrivati ad un'approvazione «unanime e più rapida». Quindi adesso resta «da portare a termine l'impegno concludendo l'iter della legge sul biotestamento, per la quale è necessario mantenere la stessa attenzione verso le persone fragili e assicurare un attento equilibrio fra la tutela della vita e la libertà di scegliere le terapie». Il sottosegretario Francesca Martini considera fondamentale nella legge approvata anche la semplificazione della prescrizione dei farmaci oppiacei non iniettabili, che consentirà ai medici del Servizio sanitario nazionale di prescriverli. Il rush finale del provvedimento, varato in prima lettura a Montecitorio a metà settembre dello scorso anno e lievemente modificato dal Senato, è stato il frutto di una duplice variazione del programma della seduta di ieri dell'aula della Camera per iniziativa delll'opposizione che è riuscita due volte a battere la maggioranza. È stata prima rinviato ad oggi il decreto sugli enti locali e poi si è deciso di far precedere le cure palliative al dl sull'agenzia per i beni confiscati alla mafia. «Messo a nudo il cinismo della destra - ha immediatamente commentato Livia Turco per il Pd -. Adesso tutti sanno chi non vuole la legge sulle cure palliative». Ma il presidente della commissione Affari sociali, Giuseppe Palumbo, del Pdl relatore del provvedimento si è detto lieto che «l'opposizione si sia lasciata guidare dal buonsenso ed abbia rivisto lo schema dell'ostruzionismo». Sempre nel Pdl, Domenico Di Virgilio ha ricordato che il provvedimento è stato calendarizzato in aula in quota al suo gruppo, che per primo lunedì ha chiesto l'inversione dell'odg, «e ancora prima l'approvazione in sede legislativa alla commissione Affari Sociali e, in ambedue i casi, il Pd si è opposto». Circa 250mila gli utenti potenziali ogni anno, ha evidenziato, 11mila dei quali bambini. Con questa legge il Parlamento, ha notato il leghista Massimo Polledri, «intende affermare che la malattia non è una sconfitta e che non esiste alcuna condizione di cui bisogna vergognarsi». Dalle file dell'Udc Paola Binetti, il cui nome figura al primo posto all'inizio della legge, si è detta «felice» perché maggioranza ed opposizione hanno arrestato le polemiche «unite dall'obiettivo di assistere i malati più gravi nel miglior modo possibile fino al termine della loro vita». Dunque «una pagina di bella politica». «Un grande vuoto è stato colmato - ha sottolineato il capogruppo dei deputati Democratici, Dario Franceschini - grazie alla tenacia e alla determinazione del Pd». Infine plaude l'associazione Scienza & Vita, per la «risposta tangibile», ha commentato il copresidente Lucio Romano, «a qualsiasi forma di abbandono» che «riporta al centro la dignità dell'essere umano, in particolare nel momento della sua massima fragilità». La priorità conferita nel Piano sanitario nazionale «rivela l'importanza e la necessità» della legge, che ha permesso «si raggiungesse un risultato condiviso, espressione di un'amplissima maggioranza trasversale e testimonianza di civiltà assistenziale e di presa in carico della sofferenza». Pier Luigi Fornari Cure palliative cosa prevede la legge Regole meno macchinose per l'accesso ai farmaci antidolore e maggiore attenzione alle strutture sul territorio. Sono alcuni dei punti della legge sulle cure palliative approvata definitivamente alla Camera. CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE. Sono "cure palliative" l'insieme degli interventi finalizzati al benessere dei malati terminali, per i quali le cure non servono più ai fini della guarigione. Le "terapie del dolore" sono invece quelle applicate alle "forme morbose croniche" e servono al controllo del dolore. MONITORAGGIO DOLORE PER TUTTI RICOVERATI. Con la modifica introdotta in Senato, ogni ricoverato dovrà essere monitorato dai medici che lo hanno in cura anche sotto l'aspetto del dolore. Un obbligo che oggi esiste solo per i malati terminali e che ora si estende a tutti i pazienti, indipendentemente dalla patologia per la quale vengono ricoverati. Le osservazioni dovranno essere annotate sulla cartella clinica. DUE RETI TERRITORIALI. Per assicurare le cure palliative e le terapie del dolore, inserite nel piano sanitario nazionale come obiettivo prioritario, il Senato ha previsto l'istituzione di due reti distinte: una per le cure palliative, l'altra per la terapia del dolore. Tali reti sono costituite dall'insieme delle strutture sanitarie, sia ospedaliere che territoriali (i cosiddetti 'hospicè ), nonchè dalle figure professionali, che provvedono all'erogazione delle cure. STOP TARIFFA SELVAGGIA. Le tariffe delle cure palliative nelle strutture pubbliche e convenzionate, che oggi variano molto da regione a regione, dovranno essere omogenee su tutto il territorio nazionale. COMMISSARIAMENTO REGIONI. Nel caso in cui una regione ritardi o ometta di adempiere a quanto previsto dalla legge, il ministero della Salute fissa un termine ultimo, scaduto il quale viene nominato un commissario 'ad actà. ACCESSO SEMPLIFICATO AI MEDICINALI. La nuova legge semplifica le prescrizione dei medicinali per il trattamento dei pazienti affetti da dolore severo. Non sarà così più necessario da parte del medico utilizzare un ricettario speciale, ma il farmacista conserverà copia o fotocopia della ricetta. Alcuni principi cannabinoidi, che sono importanti per malattie come la Sla, vengono inseriti nell'elenco dei farmaci. FONDI AD HOC. È stanziata una quota fissa di 50 milioni di euro, più 100 milioni di euro inseriti dal 2009 tra gli obiettivi di piano del fondo sanitario nazionale. Affinchè le risorse vengano effettivamente destinate alla cura del dolore, la nuova legge prevede che le Regioni inadempienti non potranno accedere per l'anno successivo ai finanziamenti sanitari nazionali. FORMAZIONE. Viene disciplinata anche la formazione e l'aggiornamento del personale sanitario specializzato, con specifici percorsi universitari e l'istituzione di master. OSSERVATORIO. La legge istituisce un Osservatorio nazionale permanente, incaricato di redigere un rapporto annuale sull'andamento delle prescrizioni. © Avvenire - 9 marzo 2010 |