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Chiesa, morte cerebrale e termine della vita PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
giovedì 04 settembre 2008
 Il Cardinale Jose' Lozano Barragàn, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ha spiegato all'Ansa che la Chiesa riconosce la ''morte cerebrale'' ma, nel ''confronto con la comunita' scientifica internazionale'', auspica che vengano introdotti ''segni sempre piu' sicuri''. Il porporato, intervenendo nel dibattito sollevato da un articolo dell'Osservatore Romano, ha ricordato che ''il segno neurologico della morte e' la cessazione totale e irreversibile di tutta l'attivita' cerebrale (cervello, cervelletto e tronco encefalico) e il tempo necessario per l'accertamento dell'accettazione, ci dice la comunita' scientifica internazionale, e' di 6 ore''. ''La morte - ha detto Barragan - e' la disintegrazione totale dell'unita' personale, i cui segni si danno non nel momento della cessazione dell'attivita' cardiorespiratoria ma di quella neurologica nei tempi e nei modi necessari". Sulla questione dei trapianti, Barragàn afferma che ''quando si hanno i segni neurologici della cessazione totale e irreversibile dell'attivita' cerebrale, allora si puo' procedere al trapianto, sempre pero' rispettando la vita''.
Fonte Petrus
 

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