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Aborto: la legge 194 ha aumentato la cultura abortiva. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Gli ultimi fatti emersi a Genova (ne ricorderanno i nostri lettori anche per le provocazioni lanciate conseguentemente agli stessi da Giuliano Ferrara) hanno dimostrato che l'aborto clandestino non è stato eliminato dalla 194. Anzi. E' fenomeno sempre presente e "sotterraneo" (soprattutto in strati sociali alti).

Il giudizio severo viene dall'Università cattolica.

Il caso di Genova "dimostra che la legge 194 non solo non ha sgominato gli aborti illegali, ma anzi - contrariamente agli auspici iniziali al momento dell'approvazione della legge - ha fatto da moltiplicatore, non da riduttore dell'abortività".

E' quanto ha dichiarato all'agenzia Sir Marina Casini, dell'Istituto di bioetica della Cattolica di Roma, a proposito dei fatti di cronaca legati alla legge 194 e agli aborti clandestini, che hanno monopolizzato di recente le pagine dei giornali. Casini si dichiara "pienamente d'accordo" con mons. Betori, che ieri ha definito tali vicende il frutto di una "mentalità abortista senza confini".

"Il caso di Genova - precisa l'esperta - non è un caso isolato: basti penare a quanto è avvenuto nel 2000 a Roma, a villa Gina. Anche lì si trattava di un quartiere residenziale, elegante, una cosiddetta ‘zona bene' di Roma, abitata da gente abbiente che per fare le cose più velocemente, tirarsi fuori dagli impacci burocratici, godere di maggiori confort ha scelto di praticare un aborto al di fuori della legge". Tutto ciò, per Casini, è dovuto al fatto che "la legge 194 di fatto agevola gli aborti, perché elimina la controspinta culturale e morale nei confronti dell'aborto".

"Quando questa viene meno - si chiede Marina Casini - perché mai un medico abituato a praticare aborti in ospedale non li può fare clandestinamente, nel suo studio, facendosi pure pagare?

Il fatto che la legge 194 abbia agito da "moltiplicatore" degli aborti, secondo la dott.sa Casini è dimostrato da un altro dato: "Gli aborti illegali sono diventati molto più articolati e sfaccettati di quanto non succedeva prima della legge". In primo luogo, infatti, ci sono ancora gli "aborti fai-da-te", quelli cioè "con i mezzi rudimentali di una volta": come è accaduto, ad esempio, a Roma nel retrobottega di un negozio dell'Esquilino. Poi ci sono gli aborti dovuti ad "un uso improprio dei farmaci, come quelli contro l'ulcera, acquistabili anche via Internet".

Vengono, poi, gli "aborti chirurgici illegali professionalizzati, praticati aggirando la legge", seguiti dall'ultima novità in fatto di interruzioni volontarie di gravidanza: gli aborti farmacologici, grazie alla diffusione della RU486 e della "pillola del giorno dopo". "Se questo vuol dire avere annullato gli aborti clandestini...", commenta Casini. Di qui la necessità di "continuare la battaglia culturale a favore della difesa della vita, con serenità e forza, senza polemiche e senza colpevolizzare nessuno. Non in nome della fede, ma in nome della ragione e dei diritti umani, e del diritto alla maternità, perché l'aborto è sempre contro la donna".


Dal Blog Passi nel Deserto
 
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