English Chinese (Simplified) French German Japanese Portuguese Russian Spanish
 
 

Zammerù Maskil
sito cattolico
catechesi
formazione
spiritualità

Zeta Emme Mailing iscriviti

I vostri dati sono archiviati al solo scopo dell'invio di una newsletter pastorale. In ottemperanza al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali,
in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.






fai una donazione, sostieni il sito
ingrandisci diminuisci
Volontari in Rwanda e Tanzania per lo sviluppo di una nuova missione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
sabato 04 luglio 2009

Roma, 4. "Diffondere il modello di un nuovo modo di fare missione basato sulla creazione di comunità autosufficienti". Con questo proposito, dal 5 al 15 luglio, un gruppo di volontari dell'associazione "Italia Solidale" sarà presente in Rwanda e in Tanzania per incontrarele comunità ecclesiali locali.
In particolare in Rwanda, i volontari parteciperanno a un incontro con il vescovo di Kabgayi, Smaragde Mbonyintege e i religiosi della diocesi. L'associazione, le cui iniziative godono fra l'altro del sostegno del Pontificio Consiglio per la Cultura, è presente in vari Paesi africani e ha sviluppato una consistente rete di aggregazioni solidali.
In queste comunità di missione, le famiglie si riuniscono in gruppi per esprimere e condividere assieme i loro problemi. Inoltre, tramite il denaro che ricevono dai donatori dell'associazione, i nuclei familiari riescono a diventare autosufficienti grazie a piccole attività produttive.
Il denaro ricavato da tali attività, oltre a servire ai bisogni stessi delle famiglie, viene impiegato per aiutare altre persone a compiere lo stesso percorso virtuoso.
L'associazione sostiene attualmente circa due milioni di persone, tramite la propria rete di collaboratori che copre Africa, India e Sud America.
"Le visite in Rwanda e Tanzania - informa l'associazione - prendono le mosse in occasione dell'ultimo meeting associativo a Nago, in Italia, patrocinato dal Pontificio Consiglio per la Cultura, dove è emersa fra l'altro l'importanza di entrare "con ancora più forza" nella realtà africana, dove nel solo 2007 sono morti circa cinque milioni di bambini". "Non possiamo permettere - aggiunge - che i bambini muoiano, che le persone siano dipendenti e non rispettate, che le famiglie non siano sussistenti".


(©L'Osservatore Romano - 5 luglio 2009)
 

go to the top