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| Pellegrinaggio internazionale dei chierichetti |
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| Scritto da Administrator | |
| mercoledì 28 luglio 2010 | |
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Cinquantatremila chierichetti si sono dati appuntamento a Roma dal 2 al 4 agosto, per il pellegrinaggio internazionale che avrà come momento culminante la partecipazione all'udienza generale di Benedetto XVI in piazza San Pietro. Organizzato dal Coetus internationalis ministrantium, che quest'anno celebra il cinquantesimo di fondazione, l'avvenimento sarà caratterizzato dall'incontro con il Papa, preceduto da una veglia di preghiera in San Pietro, la sera del martedì 3. Tema del pellegrinaggio di questo 2010 è "Bere alla vera fonte". Anche il precedente raduno, il 2 agosto 2006, era stato caratterizzato da un incontro con il Pontefice. Ben quarantacinquemila chierichetti - dai dieci anni in su - giungeranno dalla Germania, perché coordinatore della manifestazione di quest'anno è l'ufficio per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale tedesca. Altri ottomila provengono da dodici Paesi europei, tra i quali l'Austria, l'Ungheria, la Francia, la Romania e la Svizzera. A ricordare questo momento resterà l'enorme statua di san Tarcisio che il Papa benedirà durante l'udienza. Alta quasi cinque metri, per quattro tonnellate di peso, è stata colata in bronzo presso la fonderia d'arte e di campane Rüetschl, di Aarau, in Svizzera, da Bernhard Lang, artista e orafo basilese. Per l'elaborazione si è lasciato ispirare dalla propria esperienza personale, poiché egli stesso è stato un chierichetto. Con la scultura, che raffigura il giovane Tarcisio in movimento, ha voluto porre in primo piano la disponibilità a prestare il servizio all'altare. La statua non è collocata su un piedistallo, perché i giovani non si fermano mai. In essa è stata inserita una cassetta, nella quale i chierichetti inseriscono documenti, preghiere e fotografie. La grande scultura fu presentata per la prima volta al pubblico nel settembre 2008 in Svizzera. Per due anni ha peregrinato da Aarau a Einsiedeln, da Schmerikon a Sainkt Gallen, da Echternach in Lussemburgo, dove ha partecipato alla festa dei Lëtzebuerger massendenger, alla città episcopale di Györ, in Ungheria, dove ha salutato i partecipanti al primo incontro nazionale dei chierichetti ungheresi. La statua del patrono sarà poi collocata alle catacombe di San Callisto, sull'Appia antica, presso la presunta tomba originaria del giovane martire, un luogo significativo per i piccoli chierici. Tarcisio è uno dei pochi giovani e bambini santificati. Le catacombe di San Callisto ricordano il suo entusiasmo per la fede e il suo impegno a favore dei bisognosi. Per questo è il patrono di tutti i chierichetti, come pure il protettore dei bambini di Prima comunione. La vita e il martirio di Tarcisio, che in greco significa il coraggioso, sono stati inizialmente tramandati da una poesia del Papa Damaso (366-384). Tra il sesto e il settimo secolo si sono aggiunte nuove informazioni: secondo una Passio e itinerari contemporanei, Tarcisio, definito accolito, venne ucciso il 15 agosto 257. Tanto che il martirologio romano fissa a questa data il giorno della sua festa. Successivamente si è affermata la tradizione che Papa Zefirino (199-217) e Tarcisio - seppure in anni diversi - furono sepolti in una tomba comune presso il cimitero di Callisto sulla via Appia Antica. Le spoglie del giovane martire furono poi trasferite alla basilica di San Silvestro in Capite. Momento culminante del pellegrinaggio dei chierichetti sarà dunque la partecipazione all'udienza generale. Tra l'altro coinciderà con la ripresa dei tradizionali incontri del mercoledì del Papa con i fedeli di tutto il mondo, dopo la breve interruzione estiva nel mese di luglio. (©L'Osservatore Romano - 29 luglio 2010) |







A ricordare questo momento resterà l'enorme statua di san Tarcisio che il Papa benedirà durante l'udienza. Alta quasi cinque metri, per quattro tonnellate di peso, è stata colata in bronzo presso la fonderia d'arte e di campane Rüetschl, di Aarau, in Svizzera, da Bernhard Lang, artista e orafo basilese. Per l'elaborazione si è lasciato ispirare dalla propria esperienza personale, poiché egli stesso è stato un chierichetto. Con la scultura, che raffigura il giovane Tarcisio in movimento, ha voluto porre in primo piano la disponibilità a prestare il servizio all'altare. La statua non è collocata su un piedistallo, perché i giovani non si fermano mai. In essa è stata inserita una cassetta, nella quale i chierichetti inseriscono documenti, preghiere e fotografie. 





