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Ordinati da mons. Mauro Piacenza 38 nuovi diaconi della Congregazione dei Legionari di Cristo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledì 01 luglio 2009
Trentotto nuovi diaconi in rappresentanza di una vasta area del pianeta, dal continente americano fino al Vietnam. E' questa la geografia di provenienza dei diaconi dei Legionari di Cristo, ordinati ieri da mons. Mauro Piacenza, segretario della Congregazione per il Clero. La cerimonia si è svolta, davanti a circa 900 persone, nella cappella romana del Centro studi superiori, adiacente all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, alla presenza, fra gli altri, di padre Álvaro Corcuera, direttore generale dei Legionari di Cristo e del movimento Regnum Christi, e del suo vicario generale, padre Luis Garza. "Il diacono è profeta di un mondo nuovo, portatore di un messaggio che getta luce su tutti i problemi scottanti della società", ha detto al'omelia mons. Piacenza, augurando ai diaconi di poter vivere tale missione "per tutta la vita, con quell'adorazione interiore e quella devozione che sono espressioni di un animo che crede e che rimane sempre compreso dell'altissima dignità dei propri compiti". Una missione distinta in tre parti, ha soggiunto il segretario del dicastero pontificio, parlando della "diaconia della Parola, dell'Eucaristia e dei poveri".

"Siamo noi - ha affermato ancora mons. Piacenza - che dobbiamo crescere per raggiungere la misura della Parola del Signore. Una Parola che, con la sua forza e con la sua purezza, può cambiare la cultura degli uomini di oggi, liberandoli dalle multiformi schiavitù del peccato". Il segretario della Congregazione per il Clero ha poi aggiunto che "al diacono è affidata in modo particolare la missione della carità, che è all'origine dell'istituzione stessa della diaconia". Anche il celibato è stato affrontato dal presule, secondo il quale "chi ha riconosciuto in Cristo il centro, la ragione e il senso della propria vita non può che amarlo con l'amore più grande di cui è capace un cuore umano". Perciò, ha concluso, "il celibato non è una rinuncia ad amare. E' la volontà generosa e magnanima di raccogliere tutti i palpiti del cuore ed offrirli alla famiglia della Chiesa".

© Radio Vaticana 1 luglio 2009
 

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