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Mons. Sako: il voto sul ritiro delle truppe Usa nasconde il “fragile equilibrio” iracheno PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdì 28 novembre 2008
Parlare di largo consenso in merito all'approvazione del piano di ritiro delle truppe irachene  "non è corretto". Il presidente aveva chiesto una larga maggioranza, ma chi non era d'accordo sulla proposta di legge "ha preferito disertare la seduta andando in pellegrinaggio alla Mecca", lasciando ai colleghi deputati "il compito di votare". È il commento fatto ad AsiaNews da mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk - in merito al piano di ritiro delle truppe Usa dall'Iraq.

Ieri il parlamento iracheno con 148 voti favorevoli su 198 deputati presenti - 35 i voti contrari, 86 gli assenti - ha ratificato lo Status of Forces Agreement (Sofa): esso prevede che l'esercito Usa in Iraq - composto da 150mila soldati - entro il giugno 2009 dovrà ritirarsi nelle città e rimanere a disposizione per eventuali interventi di emergenza. La partenza definitiva è fissata per la fine del 2011. Ora la legge dovrà essere ratificata dal Consiglio di presidenza iracheno, composto dal capo di Stato Jalal Talabani (curdo) e dai vice-presidenti Tareq Al Hashemi (sunnita) e Adel Abdul-Mahdi (sciita). Spetterà poi ai cittadini iracheni la parola finale sulla normativa, mediante referendum popolare - invocato a gran voce dalla minoranza sunnita, come merce di scambio per il voto parlamentare - che dovrebbe svolgersi entro il luglio del 2009.
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