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| La diocesi di Milano in Russia |
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| Scritto da Administrator | |
| lunedì 01 settembre 2008 | |
di Alberto Manzoni Nel segno di sant'Ambrogio crescono la conoscenza, la stima e l'amicizia reciproche fra la Chiesa ambrosiana e la Chiesa ortodossa russa: è quanto emerge, in estrema sintesi, dal pellegrinaggio a Mosca compiuto dal cardinale e arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, e da un'ottantina di sacerdoti diocesani. La figura del patrono della comunità cattolica milanese, che è molto venerato anche in Oriente, emerge quale punto di riferimento dell'evento. Il 30 agosto ha avuto luogo l'ultimo appuntamento del programma, la visita a Butovo, luogo-simbolo del martirio in terra russa - dove morirono migliaia di innocenti, vittime della repressione del regime sovietico - prima che i partecipanti si imbarcassero sull'aereo per ritornare in Italia. La terra e la spiritualità russe ora appaiono più "familiari" ai sacerdoti milanesi, che racconteranno alle rispettive comunità locali l'esperienza fatta: è questo, peraltro, uno dei due "frutti" che auspicava il cardinale all'inizio del viaggio, notando l'importanza "dell'immersione in un mondo per tanti versi diverso dal nostro e per altri versi vicino, perché tiene vivo l'anelito all'incontro con Dio e al bisogno della preghiera". Un secondo frutto è che l'attenzione all'aspetto ecumenico, "che le nostre comunità cristiane sentono vivo però in maniera magari episodica, diventi - ha detto il porporato - una costante della pastorale ordinaria delle comunità parrocchiali". Il pellegrinaggio si è svolto con lo sguardo fisso su alcune "radici" spirituali: il monachesimo, la liturgia, l'iconografia, il martirio; e con una costante attenzione al cammino ecumenico. Tra questi, la disponibilità di alcune chiese cattoliche, concessa dall'arcidiocesi, per i sempre più numerosi fedeli ortodossi che vivono a Milano. Questi gesti sono stati apprezzati anche dal Patriarca Alessio ii, che accolse l'arcivescovo di Milano e che questa volta non ha potuto incontrarlo. In ogni caso l'incontro fra le due gerarchie non è mancato: con grande cordialità l'arcivescovo metropolita di Mosca Juvenalij, al termine della divina liturgia, il 28 agosto, nella festa della Dormizione di Maria, presso la chiesa del monastero di Novodevicij, ha presentato ai fedeli ortodossi l'arcivescovo e i sacerdoti. Il metropolita ha poi incontrato il porporato insieme con i due vescovi Carlo Roberto Maria Redaelli - vicario generale - e Franco Giulio Brambilla - vicario per la cultura e l'ecumenismo oltre che preside della facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale. Dei contenuti dell'incontro, subito dopo, lo stesso cardinale ha riferito ai sacerdoti. Il cardinale ha evidenziato: "Sono rimasto colpito dalla dimostrazione di affetto e stima che il metropolita ci ha tributato nel lungo e caloroso saluto rivolto al termine della divina liturgia di fronte a tutti i fedeli". E ha specificato: "Ci ha segnalato, con nostra sorpresa, il fatto che nella chiesa del monastero, dove si è svolta la divina liturgia, uno degli altari più amati dai fedeli è quello dedicato a sant'Ambrogio". Il metropolita ha avuto, poi, parole di stima anche per il predecessore dell'arcivescovo Tettamanzi, il cardinale Carlo Maria Martini (il quale aveva promosso con il Patriarca Alessio ii la prima assemblea ecumenica di Basilea nel 1989). L'attenzione ecumenica del metropolita è scaturita, in particolare, a partire dalla sua esperienza di osservatore per la Chiesa ortodossa russa durante i lavori del Concilio Vaticano ii. Proprio nel 1965, a Roma, fu raggiunto dalla notizia della sua ordinazione a vescovo. Egli, inoltre, è stato uno dei primi esponenti di una Chiesa non cattolica a incontrare il servo di Dio Giovanni Paolo ii poco dopo l'elezione. Anche la biografia del metropolita narra di questo ecumenismo costruito con la forza dello Spirito, da parte delle persone che in modo semplice e sincero si incontrano e dialogano tra di loro, testimoniando la comune fede in Cristo e l'amore fraterno. Il cardinale ha proseguito: "Gli ortodossi di Mosca guardano con simpatia all'Italia. Per loro è un privilegio e una gioia giungere a Bari come pellegrini, per venerare san Nicola, del quale tutti i fedeli russi hanno un'icona in casa". E ha specificato: "Così come in molti si recano a Roma per pregare sulle tombe di san Pietro e san Paolo. L'emigrazione li porta a contatto con la Chiesa cattolica, con le nostre comunità. A Milano sono molto numerosi gli ortodossi russi". Il porporato ha poi rilevato che il metropolita è rimasto felicemente interessato quando gli è stata annunciata l'intenzione di mandare ai fedeli ortodossi, al termine del loro pellegrinaggio, una lettera per condividere con loro questa esperienza spirituale e umana. Inoltre, il porporato ha messo in rilievo che colloquiando con il metropolita ha constatato come la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica - anche ambrosiana - si trovino ad affrontare problemi sociali e culturali simili che le impegnano a rinnovare e rafforzare la loro azione pastorale. Il porporato, da parte sua, ha illustrato la linea pastorale, che insiste sull'aspetto educativo e sulla richiesta che le coppie cristiane offrano la testimonianza di una vita familiare ispirata al Vangelo. I rappresentanti si sono trovati d'accordo nel rilevare l'urgenza di una testimonianza credibile ed efficace, possibile solo se offerta in modo condiviso dalle diverse Chiese. Un altro tema di confronto è stata la santità. Il metropolita di Mosca presiede l'organismo del patriarcato cui spetta la procedura di canonizzazione. L'esperienza di santità degli ortodossi - è stato ricordato - è più legata alla confessione della fede, alla spiritualità monastica e alla considerazione di quanti sono morti per aver subito violenza. Il cardinale ha spiegato invece: "Noi abbiamo ricordato che la Chiesa ambrosiana sta proponendo figure di santità che sono espressione di tutte le condizioni di vita, come testimonia la figura di santa Gianna Beretta Molla, medico, sposa e madre di famiglia". Per quanto concerne gli altri momenti del pellegrinaggio, si possono ricordare la messa nella chiesa del Santo Rosario a Vladimir, dove si è svolto anche l'incontro con l'arcivescovo ortodosso Evloghij. E ancora, la visita alla cattedrale della Trasfigurazione a Suzdal; l'incontro con l'Accademia teologica ortodossa. Infine, quello con l'arcivescovo della Madre di Dio a Mosca, Paolo Pezzi. (©L'Osservatore Romano - 31 agosto 2008) |








