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Vescovi cattolici: fra “speranza e paura”, l’Iraq assiste al ritiro delle truppe Usa PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 30 giugno 2009
Baghdad (AsiaNews) - Speranza e preoccupazione. Così l'Iraq vive il ritiro delle truppe statunitensi dalle città, a sei anni dal conflitto che ha portato alla caduta di Saddam Hussein e a una sanguinosa guerra civile. La speranza è che la popolazione irakena sappia "costruire un futuro all'insegna della riconciliazione nazionale". Restano le preoccupazioni, per una situazione che al momento è caratterizzata da "divisioni etniche e confessionali" e per "l'influenza negativa di forze esterne al Paese". Fra queste, le milizie fondamentalista di al Qaeda o il vicino Iran, segnato anch'esso da una profonda crisi politica e da una lotta interna per il potere.   Oggi inizia il ritiro ufficiale dell'esercito Usa dall'Iraq, che dovrebbe essere completato entro la fine del 2011. Per capire con quale spirito la popolazione vive il ritiro delle truppe Usa, AsiaNews ha interpellato mons. Louis Sako - arcivescovo caldeo di Kirkuk, nel nord del Paese - e mons. Sleimon Warduni, vescovo ausiliare di Baghdad.
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