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Il Patriarca di Gerusalemme dei Latini invoca la Madonna per fermare la guerra PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdì 02 gennaio 2009
"L'anno è appena terminato ed è giunto il momento di fare bilanci. L'abbiamo voluto o no, Cristo si è presentato ai nostri cuori durante il 2008 assumendo diversi volti:  quello dell'amicizia, della solidarietà, della pace e della speranza. A volte anche quello della sofferenza, il viso dell'inquietudine, della paura e dell'angoscia davanti alla nostra impotenza a fermare la macchina infernale della morte. Cristo mostra i volti di tutte queste immagini felici e infelici. Ci rassomiglia è uno di noi al quale affidiamo il cammino della nostra vita in questo nuovo anno". Sono le parole pronunciate dal Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, durante la santa messa per la solennità di Maria Santissima Madre di Dio, celebrata giovedì 1 gennaio, nella Concattedrale del Patriarcato.
"In questo primo giorno dell'anno, dedicato alla Santa Vergine madre di Dio - ha aggiunto il Patriarca di Gerusalemme dei Latini - preghiamo la patrona di Palestina, di proteggere questo Paese con tutti i suoi abitanti, di fermare la guerra selvaggia già in corso, di instaurare la pace tra i popoli e di proteggere le nostre famiglie umane e anche i religiosi. Monsignor Twal ha più volte chiesto la fine del cessate il fuoco sulla Striscia di Gaza, dove da alcuni giorni sono in corso attacchi armati da parte di Israele in risposta alla tregua non rispettata da parte di Hamas. Un fine anno, dunque, segnato dalla violenza con oltre trecento morti e centinaia di feriti.
Il Patriarca, inoltre, ha commentato il messaggio di Papa Benedetto XVI dal titolo:  "Combattere la povertà, costruire la Pace", in cui il Santo Padre parla delle malattie pandemiche di cui alcuni si servono per condizionare gli aiuti economici e la messa in atto di politiche contrarie alla vita. Dell'indebolimento della famiglia con relativo danno per i figli, del disarmo, della crisi alimentare e del fatto che la mondializzazione non basta a creare le condizioni per una vera comunione.
"A voi tutti - ha concluso monsignor Fouad Twal, rivolgendosi ai presenti - ai membri delle vostre congregazioni e delle comunità e a tutti gli uomini di buona volontà, va la nostra gratitudine, la nostra benedizione e la certezza delle nostre preghiere, per tutto il bene che fate. Conto molto sul vostro sostegno spirituale e sulla vostra amicizia".

(©L'Osservatore Romano - 2-3 gennaio 2009)
Ultimo aggiornamento ( venerdì 02 gennaio 2009 )
 

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