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| Guerra aperta tra Georgia e Russia |
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| Scritto da Administrator | |
| lunedì 11 agosto 2008 | |
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La battaglia fra l'esercito di Tbilisi e i separatisti della provincia georgiana dell'Ossezia del Sud si è trasformata con il passare delle ore in una sanguinosa guerra fra la Georgia e la Russia. Il conflitto - Mosca parla di oltre milleseicento vittime, ma Tbilisi afferma che la notizia è falsa - rischia di allargarsi alla polveriera del Caucaso. Il presidente georgiano, Mikhail Saakashvili, ha proclamato lo "stato di guerra" accusando la Russia di aver bombardato diverse città georgiane. Saakashvili ha chiesto "un immediato cessate il fuoco". Il Parlamento georgiano ha approvato all'unanimità il decreto presidenziale sull'introduzione dello stato di guerra e introduce la legge marziale su tutto il territorio del Paese per 15 giorni a partire da oggi.
Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha detto oggi a Radio Vaticana che il Papa segue "con grande preoccupazione" le drammatiche notizie. "Purtroppo - ha detto padre Lombardi - siamo tutti colpiti da queste vicende. Sono sempre i fatti di guerra, di violenza, di morte, anche se non sappiamo con precisione quali possano essere i numeri delle persone cadute, che addolorano e preoccupano moltissimo. Purtroppo il Caucaso è una di quelle regioni del mondo in cui ci sono tante tensioni, che magari rivengono alla luce dopo un certo numero di anni di relativa calma. Questo è un momento molto preoccupante. Speriamo proprio che la ragionevolezza, la volontà di pace e di trattativa possano prevalere rispetto all'uso delle armi, che non sono mai la via migliore per costruire la pace". Il presidente statunitense, George W. Bush, da Pechino dove ha telefonato sia a Saakashvili che al leader del Cremlino, ha ribadito che l'integrità territoriale della Georgia va rispettata e ha chiesto la fine "immediata" delle ostilità e la "sospensione dei bombardamenti russi che segnano una pericolosa escalation della crisi". Il presidente russo Dmitri Medvedev ha detto che le forze russe stanno conducendo un'operazione militare per "costringere la parte georgiana alla pace". Medveded ha poi detto al presidente statunitense, George W. Bush - riferisce l'agenzia Itar-Tass - che l'unica soluzione alla crisi è che Tbilisi ritiri le sue formazioni armate dalla zona del conflitto. Sulla crisi in atto non hanno rilasciato dichiarazioni il primo ministro russo Vladimir Putin e il presidente cinese Hu Jintao, al termine del loro incontro oggi a Pechino. Il commento cinese è stato affidato a un comunicato del ministero degli Esteri che chiede un cessate il fuoco e raccomanda il dialogo a Russia e Georgia. L'appoggio politico e da ieri armato della Russia ai separatisti dell'Ossezia del Sud rischia dunque di infiammare la regione del Caucaso, un mosaico etnico e religioso. A differenza di altre Repubbliche del Mar Nero e del Caucaso, la Georgia non possiede particolari risorse energetiche o minerarie, ma ha girato la prua verso Occidente senza farsi intimidire dalle sempre più insistenti pressioni della Russia che non accetta l'aspirazione delle autorità di Tbilisi di entrare nella Nato. Inoltre il Cremlino ha ritenuto uno sgarbo la costruzione, completata nel 2006, di un oleodotto che scavalcando il monopolio della Russia porta il greggio dal Mar Caspio verso i mercati occidentali. Sul fronte militare le forze russe avrebbero assunto il pieno controllo di Tskhinvali, il capoluogo dell'Ossezia del Sud. Caccia russi - Mosca ha ammesso che due aerei sono stati abbattuti nella zona delle ostilità - avrebbero distrutto le infrastrutture del porto di Poti sul Mar Nero, e avrebbero lanciato bombe sull'area residenziale di Gori uccidendo venti civili. La televisione georgiana "Roustavi 2" ha diffuso immagini che mostrano quella che è stata presentata come la salma di un pilota russo ucciso, e la carta di identità di un altro pilota arrestato dalle autorità e in questo momento, secondo l'agenzia Interfax, sottoposto a un interrogatorio da parte dei georgiani. (©L'Osservatore Romano - 10 agosto 2008) |







