English Chinese (Simplified) French German Japanese Portuguese Russian Spanish
 
 

Zammerù Maskil
sito cattolico
catechesi
formazione
spiritualità

Zeta Emme Mailing iscriviti

I vostri dati sono archiviati al solo scopo dell'invio di una newsletter pastorale. In ottemperanza al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali,
in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.






fai una donazione, sostieni il sito
ingrandisci diminuisci
Dopo 60 anni a Pechino celebrata la Santa Messa da un sacerdote straniero PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 11 agosto 2008
Facebook!
Del.icio.us!
Google!
In questi giorni, segnati in Cina dallo straordinario appuntamento dei Giochi Olimpici, Pechino è teatro di un altro evento di grande rilievo: tre sacerdoti hanno ottenuto il permesso di celebrare la Messa in lingua straniera. Don Carlo D’Imporzano domenica 27 luglio ha presieduto la Santa Messa in lingua italiana e spagnola. Altri due sacerdoti celebreranno in tedesco, francese e coreano. Si andrà avanti – rende noto l’Osservatore Romano – fino al 20 settembre, cioè fino al termine della Paralimpiadi, i giochi per le persone disabili, che seguiranno le Olimpiadi. Dopo circa 60 anni – spiega padre Carlo D’Imporzano in un’intervista rilasciata a sussidiario.net - un sacerdote straniero può celebrare nella chiesa più centrale di Pechino, a 800 metri dalla piazza Tienammen e a circa un chilometro dalla residenza del presidente cinese. “A noi – aggiunge – sembra un fatto di relativa importanza, mentre nella mentalità cinese è un episodio assolutamente straordinario”. “Anche perché – afferma il sacerdote – Pechino è sempre stata la città dell’imperatore, dove dimoravano solo i suoi fedelissimi: la corte e i cortigiani”. Per spiegare i fattori che consentito questa apertura, don Carlo D’Imporzano parla in primo luogo di fiducia: “Grazie ai rapporti sviluppati in quest’ultimo decennio – fa notare il sacerdote – si è creato un clima di fiducia reciproca per cui si possono anche rischiare gesti in altri periodi impensabili”. Si dà credito alla Chiesa - aggiunge – e ai suoi rappresentanti di volere un rapporto sincero, costruttivo e positivo”. La seconda parola è collaborazione: “Si è riconosciuto che ciascuno, nel proprio ambito e nel rispetto della propria identità e autonomia, cerca il bene comune”. C’è la coscienza chiara – conclude padre Carlo D’Imporzano – di essere all’alba di una nuova era: come quel piccolo rigonfiamento nel ramo che precede l’apparire della gemma, si vede un nuovo momento storico e la Chiesa è il nuovo virgulto nel mondo”.
News by RV


Aggiungi questa pagina al tuo social network preferito
Reddit! Del.icio.us! Mixx! Free and Open Source Software News Google! Live! Facebook! StumbleUpon! Yahoo! Joomla Free PHP
 

go to the top