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Da chi contamina la fede il pericolo più grande PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 27 luglio 2010

 Santiago de Compostela, 27. "Che i governanti abbiano la forza, la generosità e la costanza nella ricerca del bene comune e del rinnovamento etico e morale della società":  è l'auspicio rivolto domenica scorsa dall'arcivescovo di Santiago de Compostela, Julián Barrio Barrio, nell'omelia dell'Offerta nazionale all'apostolo celebrata in occasione della festa di san Giacomo il Maggiore, patrono di Spagna. Rivolgendosi  direttamente al re Juan Carlos i di Borbone - che quest'anno ha condotto l'offerta - monsignor Barrio Barrio ha ricordato i "due millenni di storia della Chiesa" per indicare che "mai sono mancate le prove per i cristiani", segnalando che "il pericolo più grave" per le istituzioni e il "danno peggiore" vengono "da ciò che contamina la fede e la vita cristiana dei suoi membri e delle sue comunità".
 

Nell'omelia - della quale l'agenzia Aci Prensa riporta alcuni passaggi - l'arcivescovo di Santiago de Compostela si è augurato che, con l'intercessione dell'apostolo Giacomo, il popolo spagnolo mantenga una convivenza solidale, non dimenticando le proprie radici. "Non c'è posto per un conflitto tra la legge divina e la libertà umana", ha sottolineato, e "il rispetto per la dignità della persona deve essere la norma ispiratrice di ogni autentico progresso sociale, economico, culturale e scientifico". In ogni caso - ha detto ancora Barrio Barrio - quando il pessimismo prende il sopravvento, non si devono ignorare "gli imperativi della fede":  le sfide dell'epoca attuale "sono certamente al di sopra delle capacità umane; lo sono le sfide storiche e sociali e a maggior ragione quelle spirituali". È con Cristo che si possono affrontare queste sfide, "animando un profondo rinnovamento culturale cristiano e recuperando valori essenziali come l'austerità, il coraggio e la solidarietà, senza dimenticare la carità", al fine di offrire a tutti - ha sottolineato il presule - la speranza di un domani migliore e degno dell'uomo, soprattutto nei momenti non facili. Secondo l'arcivescovo di Santiago de Compostela, "evitare la ricerca del senso della vita o rassegnarsi alla mancanza di speranza, impoverisce la qualità della vita di se stessi e degli altri". L'uomo è "un pellegrino aperto al trascendente" e, in particolare, il cattolico "considera sempre possibile il dialogo e la collaborazione, anche nelle situazioni più difficili". Il cristiano deve interpretare la propria vita in chiave di servizio, poiché "nelle relazioni sociali l'individualismo porta con frequenza ad atteggiamenti non solidali", ha concluso monsignor Barrio Barrio.
Alla concelebrazione eucaristica ha partecipato, fra gli altri, il cardinale Antonio María Rouco Varela, arcivescovo di Madrid e presidente della Conferenza episcopale spagnola. Al termine della messa alcuni addetti hanno fatto volare, come tradizione, il grande incensiere, spingendolo fino al tetto della cattedrale.

(©L'Osservatore Romano - 28 luglio 2010)


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