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A TARSO TANTI PELLEGRINI MA NON C’È ANCORA LA CHIESA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
giovedì 04 settembre 2008
"Dal 22 giugno scorso è un continuo susseguirsi di pellegrini provenienti da diversi Paesi, Italia, Germania, Spagna e Francia su tutti. Non c'è giorno in cui non arrivino gruppi di fedeli a Tarso, un movimento incredibile rispetto al passato. Purtroppo non c'è ancora la chiesa richiesta". Nelle parole di mons. Luigi Padovese, vicario apostolico di Anatolia e presidente dei vescovi turchi, tutta la soddisfazione di un Anno Paolino partito con il piede giusto ma anche la delusione di non poter avere, nonostante le promesse, un luogo di culto per i fedeli. "La presenza dei pellegrini - commenta al Sir - dà visibilità anche alla chiesa turca e ai cristiani in genere. I fedeli vengono qui per pregare e ciò è una grande testimonianza verso il mondo musulmano che così si rende conto che anche i cristiani pregano, credono in Dio e hanno un atteggiamento di fede. Aggiungo, poi, che per coloro che vivono qui non manca anche il vantaggio economico che questi gruppi portano e che aiuta anche la vita del luogo". Tra le note positive, per il vescovo, anche l'abolizione del biglietto per entrare nella chiesa-museo di Tarso, "ora i pellegrini hanno l'idea di entrare in chiesa e non in un museo". Su questa chiesa, tuttavia, resta ancora in sospeso la decisione delle istituzioni di concederla permanentemente come luogo di culto. "Da parte delle autorità, a più livelli, ho raccolto l'intenzione di concederci questa chiesa ma fino ad ora non è stato fatto nulla - spiega mons. Padovese - aspettiamo che alle parole seguano i fatti. Sulla vicenda sono intervenuti pochi giorni fa anche alcuni deputati tedeschi che in visita a Tarso hanno voluto incontrare il vice-prefetto della città per ribadire la necessità per i fedeli di avere un luogo di culto. In attesa di risposta anche la richiesta di un centro per i pellegrini che dovrebbe nascere nei locali di una vecchia fabbrica di lana, adiacente alla chiesa, così come proposto dallo stesso ministro del Turismo e della Cultura turco".
Fonte SIR
 

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