English Chinese (Simplified) French German Japanese Portuguese Russian Spanish
Zammerù Maskil
sito cattolico
catechesi
formazione
spiritualità

Zeta Emme Mailing iscriviti

I vostri dati sono archiviati al solo scopo dell'invio di una newsletter pastorale. In ottemperanza al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali,
in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.






 
 

fai una donazione, sostieni il sito
ingrandisci diminuisci
A Kirkuk, cattolici e musulmani pregano insieme per la pace PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 02 settembre 2008
Kirkuk (AsiaNews) - Una preghiera in comune per la pace e la convivenza ha visto nella cattedrale di Kirkuk, nel nord dell'Iraq, inni, salmi,suppliche e lettura delle Sacre Scritture presentate da cristiani e musulmani: sunniti e sciiti; arabi, curdi e turcomanni. Le preghiere sono state ascoltate da leader religiosi, capi tribali, responsabili politici e militari, anche due donne musulmane hanno letto preghiere per la pace.   Numerosi gli interventi. "Con la preghiera - ha detto l'arcivescovo Louis Sako - possiamo realizzare la riconciliazione e stabilire la pace; la preghiera cambia i nostri cuori e le nostre menti e ci aiuta ad essere disponibili ad accettare in modo positivo le differenze. Questo incontro alla vigilia del Ramadan è un appello a digiunare, a pregare, ad essere aperti alla conversione ed a lavorare per la pace e la riconciliazione. Con questo speciale cammino spirituale, noi possiamo vincere la violenza e con ciò rinforzare l'armonia e la fraternità". Apprezzamento per l'iniziativa cattolica è stato espresso dal sindaco di Kirkuk che ha invitato alla pace e ad una reale convivenza. Un imam sunnita, dal canto suo, ha ricordato che "nell'antico califfato islamico, c'erano numerosi cristiani che collaboravano con i musulmani in vari modi ed oggi abbiamo bisogno di questo. Ringraziamo la Chiesa cattolica per averci riunito".   Più tardi, un giovane musulmano mi ha detto: "non ero mai stato in una chiesa cattolica. Non sapevo cosa aspettarmi. Non appena il nostro comune proposito si è chiarito - pregare per una pace profonda e durevole per il nostro amato Iraq - un'altra esperienza ha unito tutti noi. I canti del piccolo coro, le parole degli intervenuti, il bell'edificio della chiesa... e la gente seduta fianco a fianco insegnano che una pace sincera e durevole è il solo potente scopo che rende gli estranei capaci di sedere fianco a fianco e pregare".   Al termine della cerimonia religiosa, ci siamo seduti allo stesso tavolo per un semplice rinfresco, persone che rappresentano gruppi etnici, culturali e linguistici mi hanno detto: "siamo tutte persone che credono nella bontà di Dio, perché non possiamo riunirci a pregare per l'unica cosa che tutti noi vogliamo e della quale sentiamo profondamente il bisogno: la pace la benedizione che questa pace sarebbe per la nostra amata nazione irachena
 

go to the top