Referendum Fecondazione Assistita 12 - 13 Giugno 2005

da il "Foglio Quotidiano" giovedì 12 Maggio 2005

Le ingannevoli ragioni dei quattro Sì secondo Giorgio Carbone

 

Il Comitato per il sì sta diffondendo da giorni dei volantini e dei testi su siti in­ternet (www.comitatoreferendum.it) e i suoi esponenti sono tutti presi dal recitare il fe­stival dell’inganno. Esaminerò quelle che loro chiamano le “quattro buone ragioni per votare sì ai referendum sulla feconda­zione assistita” e ne dimostrerò l’infonda­tezza e il carattere ingannevole.

 

1) Dicono “vota sì per tutelare la salute delle donne, eliminando il limite dei tre embrioni e l’obbligo di trasferirli tutti con­temporaneamente nell’utero, anche se ma­lati o incapaci di svilupparsi, con la conse­guenza che si espone la donna all’aborto o a parti plurigemellari, rischiosi per lei e per i nascituri”.

Se desiderassi tutelare la salute della donna, farei innanzitutto un’azione preven­tiva a tutela della fertilità e poi metterei in campo tutte le risorse della microchirurgia e della farmacologia per curare realmente la sterilità maschile o femminile e l’inferti­lità. Se desiderassi davvero la salute della donna, non la sottoporrei alle tecniche di fecondazione assistita le quali per se stesse sono pericolose e nocive alla sua salute: ba­sti pensare ai numerosi studi condotti su donne che hanno praticato la fecondazione artificiale e che hanno subito la rottura del­le tube, dell’utero, o la sindrome da iperstimolazione ovarica.

Inoltre, se desiderassi evitare le gravi­danze plurime, il mezzo tecnicamente più sicuro anche se eticamente inaccettabile sarebbe quello di produrre un solo embrione e trasferirlo nell’utero: nel centro medico La Sala di Reggio Emilia in questo modo sono aumentate le gravidanze da fe­condazione in vitro.

 

2) Dicono ancora “vota sì per aiutare co­loro che sono affetti da patologie ereditarie gravi, come la talassemia o la fibrosi cisti­ca, oppure malattie infettive, ad avere bam­bini sani consentendo la diagnosi preimpianto”.

Ma questo “aiutare” chi è affetto da ma­lattie geneticamente trasmissibili ad avere figli sani significa selezionare i suoi figli al­lo stadio embrionale. Ad esempio gli em­brioni talassemici sarebbero buttati e quel­li non talassemici sarebbero trasferiti in utero. Ma che medicina è questa che ucci­de il malato? Da almeno 20 anni è possibi­le curare il feto umano affetto da talassemia con il trapianto di midollo osseo. Que­sto è il vero aiuto che posso dare alle cop­pie talassemiche.

 

3) Dicono “vota sì per cancellare la nor­ma che equipara i diritti del concepito a quelli della madre e del padre. Nessuna legge al mondo prevede che l’embrione sia riconosciuto come persona giuridica”.

L’embrione umano, contrariamente alle opinioni di alcuni pseudo-scienziati, è un organismo vivente della specie umana, è la

Prima fase dell’esistenza di ognuno di noi.  E’ la biologia dello sviluppo che ci offre questa evidenza.

La scienza non si basa sull’opinione di uno o due scienziati, non si fonda su argomenti di autorità, come l’ipse dixit dei discepoli di Pitagora, ma si fonda su migliaia e migliaia di studi sperimentali condotti nei migliori centri di ricerca e con­validati dalla comunità scientifica interna­zionale.

Inoltre, è falso dire che “Nessuna legge al mondo prevede che l’embrione sia rico­nosciuto come persona giuridica”. Basti leggere la Risoluzione del Parlamento Eu­ropeo A2-327/1988 “Anche lo zigote [em­brione unicellulare] deve essere protetto e non deve essere indiscriminatamente usa­to per esperimenti”; la Convenzione Euro­pea di Biomedicina del 1996: “L’embrione e il feto umano vanno trattati nel rispetto del­la dignità umana”.

Certamente l’embrione umano non ha gli stessi diritti del padre e della madre: è evi­dente che non ha i diritti politici, ma ha si­curamente quel diritto che è alla base di tutti gli altri, cioè il diritto alla vita, che nel suo caso si concretizza nel diritto a nascere. Poiché si trova in una condizione di parti­colare debolezza, il suo diritto alla vita me­rita una speciale tutela. Infatti, il diritto è nato storicamente e ha senso per difendere e promuovere gli interessi di chi vive in una situazione di debolezza e non per difendere i diritti del più forte il quale impone la sua volontà con la violenza e con il sopruso.

 

3) Dicono vota sì per consentire la ricerca scientifica sulle cellule staminali di origine embrionale

Da queste ricerche di­pende gran parte del futuro della biomedicina e la possibilità di trovare cure per ma­lattie oggi molto diffuse, come il Parkinson, l’Alzheimer, il diabete, i tumori. Da esse può derivare una speranza per milioni di persone. Perché impedirlo, lasciando che gli embrioni attualmente congelati e non utilizzati deperiscano, quando potrebbero essere utili per la ricerca per scoprire nuo­ve cure? Non è questo un modo più giusto di valorizzare la dignità umana che ricono­sciamo all’embrione destinandolo a un’a­zione di solidarietà con chi soffre?”.

Anche in questo caso sono le evidenze scientifiche convalidate a livello interna­zionale che ci vengono incontro. Da anni si sa che le staminali prelevate da viventi al­lo stadio embrionale provocano crisi di ri­getto e forme tumorali nei pazienti che le ricevono (Vogel, in “Science” 2000, p. 1418). Inoltre, oltre che nocivo, è anche inutile usare per la ricerca gli embrioni umani che sono attualmente congelati perché esistono da anni delle banche di staminali embrio­nali secondarie, il cui uso non comporta nessun problema etico, perché non implica la soppressione di nessun embrione.

Faccio notare che la terza citazione ammetta implicitamente la dignita umana dell’embrione umano e come affermi uno strano concetto di solidarietà: l’uomo allo stato embrionale sarebbe destinato ad un’azione di solidarietà con chi soffre. Ma perché un’azione possa dirsi solidale è ne­cessario che chi la compie paghi di persona e non che faccia pagare ad altri. Ora nel ca­so proposto sono dei biologi o dei ginecolo­gi che destinerebbero alla ricerca dei pro­pri simili allo stadio embrionale, senza che questi ultimi possano dire nulla.

 

4) Dicono “vota sì per consentire la fe­condazione eterologa e permettere, anche alle coppie con problemi gravi di sterilità, di avere figli”.

E’ una formulazione accattivante: sem­brerebbe che la legge sia proprio cattiva perché vieta di avere figli a chi li desidera e vieta un atto di generosità come la dona­zione di gameti.

Ma nessuno ha diritto ad avere un figlio per il semplice motivo che i diritti si eser­citano solo sulle cose e mai sui propri simi­li, altrimenti li riduciamo a cose o a schiavi dei nostri desideri.

Una coppia può avere il nobilissimo de­siderio di avere un figlio, ma questo desi­derio non potrà mai trasformarsi in un di­ritto al figlio.

La legge, vietando la fecondazione eterologa, vuole tutelare il bambino perché abbia un padre e una madre che, biologicamente ed effettivamente siano identificabili. Difende il diritto del minore di sapere chi sono i genitori che lo hanno generato.

Quindi, gli slogan usati dal comitato per il sì si reggono su due gambe.

La prima è l’infondatezza medico-scientifica: sembra che non conoscano la letteratura scientifi­ca più recente su questa complessa materia. La seconda è l’inganno fraudolento dietro il quale – e non c’è bisogno della zinga­ra per indovinarlo – ci sono gli ingenti interessi economici dei laboratori che praticano la fecondazione extracorporea (il costo di un ciclo di fecondazione oscilla dai 5000 euro ai 10.000 euro). Sono gambe traballanti. Speriamo che non reggano più.

Io non andrò a votare per questi tre motivi:

1) l’onere della prova spetta a chi ha promosso i referendum. Sarà lui a dover dimostrare che il 51 per cento degli italiani è contrario alla legge vigente;

2) se anche andassi a votare no, farei il gioco dei sì: am­mettiamo che su 100 italiani 51 vadano a votare, e che questi 51 si dividano in 31 sì e 20 no; allora i 20 no avrebbero aiutato il sì, perché se fossero stati a casa il referendum non sarebbe passato; 3) non voglio peggiorare la legge attuale.

Giorgio M. Carbone

Professore di Bioetica a Bologna presso la Facoltà di Teologia dell’Emilia Romagna

 

altre fonti utili:

¤ Guida completa al Referendum del 12 -13 Giugno 2005

sulla Fecondazione Assistita ¤

A Sostegno della Vita

www.impegnoreferendum.it

www.fecondazioneartificiale.info

 

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