Siracide - Capitolo 1
I. RACCOLTA DI
SENTENZE
L'origine della sapienza
[1]Ogni sapienza viene dal Signore
ed è sempre con lui.
[2]La sabbia del mare, le gocce della pioggia
e i giorni del mondo chi potrà contarli?
[3]L'altezza del cielo, l'estensione della terra,
la profondità dell'abisso chi potrà esplorarle?
[4]Prima di ogni cosa fu creata la sapienza
e la saggia prudenza è da sempre.
[5]A chi fu rivelata la radice della sapienza?
Chi conosce i suoi disegni?
[6]Uno solo è sapiente, molto terribile,
seduto sopra il trono.
[7]Il Signore ha creato la sapienza;
l'ha vista e l'ha misurata,
l'ha diffusa su tutte le sue opere,
[8]su ogni mortale, secondo la sua generosità,
la elargì a quanti lo amano.
Il timore di Dio
[9]Il timore del Signore è
gloria e vanto,
gioia e corona di esultanza.
[10]Il timore del Signore allieta il cuore
e dà contentezza, gioia e lunga vita.
[11]Per chi teme il Signore andrà bene alla fine,
sarà benedetto nel giorno della sua morte.
[12]Principio della sapienza è temere il Signore;
essa fu creata con i fedeli nel seno materno.
[13]Tra gli uomini essa ha posto il nido, fondamento
perenne;
resterà fedelmente con i loro
discendenti.
[14]Pienezza della sapienza è temere
il Signore;
essa inebria di frutti i propri
devoti.
[15]Tutta la loro casa riempirà di cose
desiderabili,
i magazzini dei suoi frutti.
[16]Corona della sapienza è il timore del Signore;
fa fiorire la pace e la salute.
[17]Dio ha visto e misurato la sapienza;
ha fatto piovere la scienza e il lume
dell'intelligenza;
ha esaltato la gloria di quanti
la possiedono.
[18]Radice della sapienza è temere
il Signore;
i suoi rami sono lunga vita.
Pazienza e controllo
di sé
[19]La collera ingiusta non si potrà
giustificare,
poiché il traboccare della sua
passione sarà la sua rovina.
[20]Il paziente
sopporterà per qualche tempo;
alla fine sgorgherà
la sua gioia;
[21]per qualche tempo terrà nascoste
le parole
e le labbra di molti celebreranno la sua
intelligenza.
Sapienza e rettitudine
[22]Fra i tesori della sapienza sono le massime
istruttive,
ma per il peccatore la pietà è un
abominio.
[23]Se desideri la sapienza, osserva i
comandamenti;
allora il Signore te la
concederà.
[24]Il timore del Signore è sapienza e
istruzione,
si compiace della fiducia e della
mansuetudine.
[25]Non essere disobbediente al
timore del Signore
e non avvicinarti ad esso con
doppiezza di cuore.
[26]Non essere finto davanti
agli uomini
e controlla le tue parole.
[27]Non esaltarti per non cadere
e per non attirarti il disonore;
[28]il Signore svelerà i tuoi segreti
e ti umilierà davanti all'assemblea,
[29]perché non hai ricercato il timore del Signore
e il tuo cuore è pieno di inganno.
Siracide - Capitolo
2
Il timore di
Dio nella prova
[1]Figlio, se ti presenti per
servire il Signore,
prepàrati alla tentazione.
[2]Abbi un cuore retto e sii costante,
non ti smarrire nel tempo della seduzione.
[3]Stà unito a lui senza separartene,
perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.
[4]Accetta quanto ti capita,
sii paziente nelle vicende dolorose,
[5]perché con il fuoco si prova l'oro,
e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore.
[6]Affidati a lui ed egli ti aiuterà;
segui la via diritta e spera in lui.
[7]Quanti temete il Signore, aspettate la sua
misericordia;
non deviate per non cadere.
[8]Voi che temete il Signore, confidate in lui;
il vostro salario non verrà meno.
[9]Voi che temete il Signore, sperate i suoi
benefici,
la felicità eterna e la misericordia.
[10]Considerate le generazioni passate e
riflettete:
chi ha confidato nel Signore ed è
rimasto deluso?
O chi ha perseverato nel suo
timore e fu abbandonato?
O chi lo ha invocato ed è
stato da lui trascurato?
[11]Perché il Signore è
clemente e misericordioso,
rimette i peccati e
salva al momento della tribolazione.
[12]Guai ai
cuori pavidi e alle mani indolenti
e al peccatore
che cammina su due strade!
[13]Guai al cuore
indolente perché non ha fede;
per questo non sarà
protetto.
[14]Guai a voi che avete perduto la
pazienza;
che farete quando il Signore verrà a
visitarvi?
[15]Coloro che temono il Signore non
disobbediscono alle sue parole;
e coloro che lo
amano seguono le sue vie.
[16]Coloro che temono il
Signore cercano di piacergli;
e coloro che lo
amano si saziano della legge.
[17]Coloro che
temono il Signore tengono pronti i loro
cuori
e umiliano l'anima loro davanti a lui.
[18]Gettiamoci nelle braccia del Signore
e non nelle braccia degli uomini;
poiché, quale è la sua grandezza,
tale è anche la sua misericordia.
Siracide - Capitolo
3
Doveri verso
i genitori
[1]Figli, ascoltatemi, sono vostro
padre;
agite in modo da essere salvati.
[2]Il Signore vuole che il padre sia onorato dai
figli,
ha stabilito il diritto della madre sulla
prole.
[3]Chi onora il padre espia i peccati;
[4]chi riverisce la madre è come chi accumula
tesori.
[5]Chi onora il padre avrà gioia dai
propri figli
e sarà esaudito nel giorno della sua
preghiera.
[6]Chi riverisce il padre vivrà a
lungo;
chi obbedisce al Signore dà consolazione
alla madre.
[7]Chi teme il Signore rispetta il
padre
e serve come padroni i genitori.
[8]Onora tuo padre a fatti e a parole,
perché scenda su di te la sua benedizione.
[9]La benedizione del padre consolida le case dei
figli,
la maledizione della madre ne scalza le
fondamenta.
[10]Non vantarti del disonore di tuo
padre,
perché il disonore del padre non è gloria
per te;
[11]la gloria di un uomo dipende
dall'onore del padre,
vergogna per i figli è una
madre nel disonore.
[12]Figlio, soccorri tuo padre
nella vecchiaia,
non contristarlo durante la sua
vita.
[13]Anche se perdesse il senno,
compatiscilo
e non disprezzarlo, mentre sei nel
pieno vigore.
[14]Poiché la pietà verso il padre
non sarà dimenticata,
ti sarà computata a sconto
dei peccati.
[15]Nel giorno della tua tribolazione
Dio si ricorderà di te;
come fa il calore sulla
brina, si scioglieranno i tuoi peccati.
[16]Chi
abbandona il padre è come un bestemmiatore,
chi
insulta la madre è maledetto dal Signore.
L'umiltà
[17]Figlio,
nella tua attività sii modesto,
sarai amato
dall'uomo gradito a Dio.
[18]Quanto più sei
grande, tanto più umìliati;
così troverai grazia
davanti al Signore;
[19]perché grande è la potenza
del Signore
[20]e dagli umili egli è
glorificato.
[21]Non cercare le cose troppo
difficili per te,
non indagare le cose per te
troppo grandi.
[22]Bada a quello che ti è stato
comandato,
poiché tu non devi occuparti delle cose
misteriose.
[23]Non sforzarti in ciò che trascende
le tue capacità,
poiché ti è stato mostrato
più di quanto comprende un'intelligenza umana.
[24]Molti ha fatto smarrire la loro presunzione,
una misera illusione ha fuorviato i loro pensieri.
L'orgoglio
[25]Un cuore ostinato alla fine cadrà nel male;
chi ama il pericolo in esso si perderà.
[26]Un cuore ostinato sarà oppresso da affanni,
il peccatore aggiungerà peccato a peccato.
[27]La sventura non guarisce il superbo,
perché la pianta del male si è radicata in lui.
[28]Una mente saggia medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.
Carità verso i poveri
[29]L'acqua spegne un fuoco acceso,
l'elemosina espia i peccati.
[30]Chi ricambia il bene provvede all'avvenire,
al momento della sua caduta troverà un sostegno.
Siracide - Capitolo
4
[1]Figlio,
non rifiutare il sostentamento al povero,
non
essere insensibile allo sguardo dei bisognosi.
[2]Non rattristare un affamato,
non esasperare un uomo gia in difficoltà.
[3]Non turbare un cuore esasperato,
non negare un dono al bisognoso.
[4]Non respingere la supplica di un povero,
non distogliere lo sguardo dall'indigente.
[5]Da chi ti chiede non distogliere lo sguardo,
non offrire a nessuno l'occasione di maledirti,
[6]perché se uno ti maledice con amarezza,
il suo creatore esaudirà la sua preghiera.
[7]Fatti amare dalla comunità, davanti a un grande
abbassa il capo.
Porgi l'orecchio al povero
e rispondigli al saluto con affabilità.
[9]Strappa l'oppresso dal potere dell'oppressore,
non esser pusillanime quando giudichi.
[10]Sii come un padre per gli orfani
e come un marito per la loro madre
e sarai come un figlio dell'Altissimo,
ed egli ti amerà più di tua madre.
La sapienza
educatrice
[11]La sapienza esalta i suoi figli
e si prende cura di quanti la cercano.
[12]Chi la ama ama la vita,
quanti la cercano solleciti saranno ricolmi di
gioia.
[13]Chi la possiede erediterà la gloria,
qualunque cosa intraprenda, il Signore lo
benedice.
[14]Coloro che la venerano rendono culto
al Santo,
e il Signore ama coloro che la amano.
[15]Chi l'ascolta giudica con equità;
chi le presta attenzione vivrà tranquillo.
[16]Chi confida in lei la otterrà in eredità;
i suoi discendenti ne conserveranno il possesso.
[17]Dapprima lo condurrà per luoghi tortuosi,
gli incuterà timore e paura,
lo tormenterà con la sua disciplina,
finché possa fidarsi di lui,
e lo abbia provato con i suoi decreti;
[18]ma poi lo ricondurrà sulla retta via
e gli manifesterà i propri segreti.
[19]Se egli batte una falsa strada, lo lascerà
andare
e l'abbandonerà in balìa del suo destino.
Pudore e rispetto
umano
[20]Figlio, bada alle circostanze e
guàrdati dal male
così non ti vergognerai di te
stesso.
[21]C'è una vergogna che porta al
peccato
e c'è una vergogna che è onore e
grazia.
[22]Non usare riguardi a tuo danno
e non vergognarti a tua rovina.
[23]Non astenerti dal parlare nel momento
opportuno,
non nascondere la tua sapienza.
[24]Difatti dalla parola si riconosce la sapienza
e l'istruzione dai detti della lingua.
[25]Non contraddire alla verità,
ma vergògnati della tua ignoranza.
[26]Non arrossire di confessare i tuoi peccati,
non opporti alla corrente di un fiume.
[27]Non sottometterti a un uomo stolto,
e non essere parziale a favore di un potente.
[28]Lotta sino alla morte per la verità
e il Signore Dio combatterà per te.
[29]Non essere arrogante nel tuo linguaggio,
fiacco e indolente invece nelle opere.
[30]Non essere come un leone in casa tua,
sospettoso con i tuoi dipendenti.
[31]La tua mano non sia tesa per prendere
e chiusa invece nel restituire.
Siracide - Capitolo
5
Ricchezza e
presunzione
[1]Non confidare nelle tue
ricchezze
e non dire: «Questo mi basta».
[2]Non seguire il tuo istinto e la tua forza,
assecondando le passioni del tuo cuore.
[3]Non dire: «Chi mi dominerà?»,
perché il Signore senza dubbio farà giustizia.
[4]Non dire: «Ho peccato, e che cosa mi è
successo?»,
perché il Signore è paziente.
[5]Non esser troppo sicuro del perdono
tanto da aggiungere peccato a peccato.
[6]Non dire: «La sua misericordia è grande;
mi perdonerà i molti peccati»,
perché presso di lui ci sono misericordia e ira,
il suo sdegno si riverserà sui peccatori.
[7]Non aspettare a convertirti al Signore
e non rimandare di giorno in giorno,
poiché improvvisa scoppierà l'ira del Signore
e al tempo del castigo sarai annientato.
[8]Non confidare in ricchezze ingiuste,
perché non ti gioveranno nel giorno della sventura.
Fermezza e
dominio di sé
[9]Non ventilare il grano a
qualsiasi vento
e non camminare su qualsiasi
sentiero.
[10]Sii costante nel tuo sentimento,
e unica sia la tua parola.
[11]Sii pronto nell'ascoltare,
lento nel proferire una risposta.
[12]Se conosci una cosa, rispondi al tuo prossimo;
altrimenti mettiti la mano sulla bocca.
[13]Nel parlare ci può essere onore o disonore;
la lingua dell'uomo è la sua rovina.
[14]Non meritare il titolo di calunniatore
e non tendere insidie con la lingua,
poiché la vergogna è per il ladro
e una condanna severa per l'uomo falso.
[15]Non far male né molto né poco,
e da amico non divenire nemico,
Siracide - Capitolo
6
[1]perché un
cattivo nome si attira vergogna e disprezzo;
così
accade al peccatore, falso nelle sue parole.
[2]Non ti abbandonare alla tua passione,
perché non ti strazi come un toro furioso;
[3]divorerà le tue foglie e tu perderai i tuoi
frutti,
sì da renderti come un legno secco.
[4]Una passione malvagia rovina chi la possiede
e lo fa oggetto di scherno per i nemici.
L'amicizia
[5]Una bocca amabile moltiplica gli amici,
un linguaggio gentile attira i saluti.
[6]Siano in molti coloro che vivono in pace con
te,
ma i tuoi consiglieri uno su mille.
[7]Se intendi farti un amico, mettilo alla prova;
e non fidarti subito di lui.
[8]C'è infatti chi è amico quando gli fa comodo,
ma non resiste nel giorno della tua sventura.
[9]C'è anche l'amico che si cambia in nemico
e scoprirà a tuo disonore i vostri litigi.
[10]C'è l'amico compagno a tavola,
ma non resiste nel giorno della tua sventura.
[11]Nella tua fortuna sarà come un altro te
stesso,
e parlerà liberamente con i tuoi
familiari.
[12]Ma se sarai umiliato, si ergerà
contro di te
e dalla tua presenza si
nasconderà.
[13]Tieniti lontano dai tuoi
nemici,
e dai tuoi amici guàrdati.
[14]Un amico fedele è una protezione potente,
chi lo trova, trova un tesoro.
[15]Per un amico fedele, non c'è prezzo,
non c'è peso per il suo valore.
[16]Un amico fedele è un balsamo di vita,
lo troveranno quanti temono il Signore.
[17]Chi teme il Signore è costante nella sua
amicizia,
perché come uno è, così sarà il suo
amico.
La scuola
della sapienza
[18]Figlio, sin dalla giovinezza
medita la disciplina,
conseguirai la sapienza fino
alla canizie.
[19]Accòstati ad essa come chi ara e
chi semina
e attendi i suoi ottimi frutti;
poiché faticherai un pò per coltivarla,
ma presto mangerai dei suoi prodotti.
[20]Essa è davvero aspra per gli stolti,
l'uomo senza coraggio non ci resiste;
[21]per lui peserà come una pietra di prova,
non tarderà a gettarla via.
[22]La sapienza infatti è come dice il suo nome,
ma non a molti essa è chiara.
[23]Ascolta, figlio, e accetta il mio parere;
non rigettare il mio consiglio.
[24]Introduci i tuoi piedi nei suoi ceppi,
il collo nella sua catena.
[25]Piega la tua spalla e portala,
non disdegnare i suoi legami.
[26]Avvicìnati ad essa con tutta l'anima
e con tutta la tua forza resta nelle sue vie.
[27]Seguine le orme e cercala, ti si manifesterà;
e una volta raggiunta, non lasciarla.
[28]Alla fine troverai in lei il riposo,
ed essa ti si cambierà in gioia.
[29]I suoi ceppi saranno per te una protezione
potente,
le sue catene una veste di gloria.
[30]Un ornamento d'oro ha su di sé,
i suoi legami sono fili di porpora violetta.
[31]Te ne rivestirai come di una veste di gloria,
te ne cingerai come di una corona magnifica.
[32]Se lo vuoi, figlio, diventerai saggio;
applicandoti totalmente, diventerai abile.
[33]Se ti è caro ascoltare, imparerai;
se porgerai l'orecchio, sarai saggio.
[34]Frequenta le riunioni degli anziani;
qualcuno è saggio? Unisciti a lui.
[35]Ascolta volentieri ogni parola divina
e le massime sagge non ti sfuggano.
[36]Se vedi una persona saggia, và presto da lei;
il tuo piede logori i gradini della sua porta.
[37]Rifletti sui precetti del Signore,
medita sempre sui suoi comandamenti;
egli renderà saldo il tuo cuore,
e il tuo desiderio di sapienza sarà soddisfatto.
Siracide - Capitolo
7
Consigli
diversi
[1]Non fare il male, perché il male non
ti prenda.
[2]Allontànati dall'iniquità ed essa si
allontanerà da te.
[3]Figlio, non seminare nei
solchi dell'ingiustizia
per non raccoglierne sette
volte tanto.
[4]Non domandare al Signore il
potere
né al re un posto di onore.
[5]Non farti giusto davanti al Signore
né saggio davanti al re.
[6]Non cercare di divenire giudice,
che poi ti manchi la forza di estirpare
l'ingiustizia;
altrimenti temeresti alla presenza
del potente
e getteresti una macchia sulla tua
dirittura.
[7]Non offendere l'assemblea della
città
e non degradarti in mezzo al popolo.
[8]Non ti impigliare due volte nel peccato,
perché neppure di uno resterai impunito.
[9]Non dire: «Egli guarderà all'abbondanza dei miei
doni,
e quando farò l'offerta al Dio altissimo
egli l'accetterà».
[10]Non mancar di fiducia nella tua preghiera
e non trascurare di fare elemosina.
[11]Non deridere un uomo dall'animo amareggiato,
poiché c'è chi umilia e innalza.
[12]Non fabbricare menzogne contro tuo fratello
e neppure qualcosa di simile contro l'amico.
[13]Non volere in nessun modo ricorrere alla
menzogna,
perché le sue conseguenze non sono
buone.
[14]Non parlar troppo nell'assemblea degli
anziani
e non ripetere le parole della tua
preghiera.
[15]Non disprezzare il lavoro
faticoso,
neppure l'agricoltura creata
dall'Altissimo.
[16]Non unirti alla moltitudine
dei peccatori,
ricòrdati che la collera divina non
tarderà.
[17]Umilia profondamente la tua anima,
perché castigo dell'empio sono fuoco e vermi.
[18]Non cambiare un amico per interesse,
né un fratello fedele per l'oro di Ofir.
[19]Non disdegnare una sposa saggia e buona,
poiché la sua bontà val più dell'oro.
[20]Non maltrattare uno schiavo che lavora
fedelmente
né un mercenario che dà tutto se
stesso.
[21]Ami l'anima tua un servo saggio
e non ricusargli la libertà.
I figli
[22]Hai bestiame? Abbine cura;
se ti è utile, resti in tuo possesso.
[23]Hai figli? Educali e sottomettili fin dalla
giovinezza.
[24]Hai figlie? Vigila sui loro
corpi
e non mostrare loro un volto troppo
indulgente.
[25]Accasa una figlia e avrai compiuto
un grande affare;
ma sposala a un uomo
assennato.
[26]Hai una moglie secondo il tuo
cuore? Non ripudiarla;
ma di quella odiata non
fidarti.
I
genitori
[27]Onora tuo padre con tutto il
cuore
e non dimenticare i dolori di tua madre.
[28]Ricorda che essi ti hanno generato;
che darai loro in cambio di quanto ti hanno dato?
I sacerdoti
[29]Temi con tutta l'anima il Signore
e riverisci i suoi sacerdoti.
[30]Ama con tutta la forza chi ti ha creato
e non trascurare i suoi ministri.
[31]Temi il Signore e onora il sacerdote,
consegna la sua parte, come ti è stato comandato:
primizie, sacrifici espiatori, offerta delle
spalle,
vittima di santificazione e primizie delle
cose sante.
I
poveri e gli afflitti
[32]Al povero stendi la tua
mano,
perché sia perfetta la tua benedizione.
[33]La tua generosità si estenda a ogni vivente
e al morto non negare la tua grazia.
[34]Non evitare coloro che piangono
e con gli afflitti mòstrati afflitto.
[35]Non indugiare a visitare un malato,
perché per questo sarai amato.
[36]In tutte le tue opere ricordati della tua fine
e non cadrai mai nel peccato.
Siracide - Capitolo
8
Prudenza e
riflessione
[1]Non litigare con un uomo
potente
per non cadere poi nelle sue mani.
[2]Non litigare con un uomo ricco,
perché egli non t'opponga il peso del suo danaro,
poiché l'oro ha corrotto molti
e ha fatto deviare il cuore dei re.
[3]Non litigare con un uomo linguacciuto
e non aggiungere legna sul suo fuoco.
[4]Non scherzare con l'ignorante,
perché non siano disprezzati i tuoi antenati.
[5]Non insultare un uomo convertito dal peccato,
ricòrdati che siamo tutti degni di pena.
[6]Non disprezzare un uomo quando è vecchio,
perché anche di noi alcuni invecchieranno.
[7]Non gioire per la morte di qualcuno;
ricòrdati che tutti moriremo.
La tradizione
[8]Non
disdegnare i discorsi dei saggi,
medita piuttosto
le loro massime,
perché da essi imparerai la
dottrina
e potrai essere a servizio dei grandi.
[9]Non trascurare i discorsi dei vecchi,
perché anch'essi hanno imparato dai loro padri;
da essi imparerai l'accorgimento
e come rispondere a tempo opportuno.
La prudenza
[10]Non attizzare le braci del peccatore,
per non bruciare nel fuoco della sua fiamma.
[11]Non ritirarti dalla presenza del violento,
perché egli non ponga un agguato contro di te.
[12]Non imprestare a un uomo più forte di te;
quello che gli hai prestato, consideralo come
perduto.
[13]Non garantire oltre la tua
possibilità;
se hai garantito, preòccupati di
soddisfare.
[14]Non muovere causa a un giudice,
perché giudicheranno in suo favore secondo il suo
parere.
[15]Con un avventuriero non metterti in
viaggio,
per paura che ti diventi
insopportabile;
egli agirà secondo il suo
capriccio
e andrai con lui in rovina per la sua
insipienza.
[16]Non litigare con un irascibile
e non traversare con lui un luogo solitario,
perché ai suoi occhi il sangue è come nulla,
dove non c'è possibilità di aiuto ti assalirà.
[17]Non consigliarti con lo stolto,
perché non saprà mantenere un segreto.
[18]Davanti a uno straniero non fare nulla di
riservato,
perché non sai che cosa ne seguirà.
[19]Con un uomo qualsiasi non aprire il tuo cuore
ed egli non abbia a portar via il tuo bene.
Siracide - Capitolo
9
Le donne
[1]Non essere geloso della sposa amata,
per non inculcarle malizia a tuo danno.
[2]Non dare l'anima tua alla tua donna,
sì che essa s'imponga sulla tua forza.
[3]Non incontrarti con una donna cortigiana,
che non abbia a cadere nei suoi lacci.
[4]Non frequentare una cantante,
per non esser preso dalle sue moine.
[5]Non fissare il tuo sguardo su una vergine,
per non essere coinvolto nei suoi castighi.
[6]Non dare l'anima tua alle prostitute,
per non perderci il patrimonio.
[7]Non curiosare nelle vie della città,
non aggirarti nei suoi luoghi solitari.
[8]Distogli l'occhio da una donna bella,
non fissare una bellezza che non ti appartiene.
Per la bellezza di una donna molti sono periti;
per essa l'amore brucia come fuoco.
[9]Non sederti mai accanto a una donna sposata,
non frequentarla per bere insieme con lei
perché il tuo cuore non si innamori di lei
e per la tua passione tu non scivoli nella rovina.
Rapporti con gli
uomini
[10]Non abbandonare un vecchio amico,
perché quello recente non è uguale a lui.
Vino nuovo, amico nuovo;
quando sarà invecchiato, lo berrai con piacere.
[11]Non invidiare la gloria del peccatore,
perché non sai quale sarà la sua fine.
[12]Non compiacerti del benessere degli empi,
ricòrdati che non giungeranno agli inferi
impuniti.
[13]Tieniti lontano dall'uomo che ha il
potere di uccidere
e non sperimenterai il timore
della morte.
Se l'avvicini, stà attento a non
sbagliare
perché egli non ti tolga la vita;
sappi che cammini in mezzo ai lacci
e ti muovi sull'orlo delle mura cittadine.
[14]Rispondi come puoi al prossimo
e consìgliati con i saggi.
[15]Conversa con uomini assennati
e ogni tuo colloquio sia sulle leggi
dell'Altissimo.
[16]Tuoi commensali siano gli
uomini giusti,
il tuo vanto sia nel timore del
Signore.
[17]Un lavoro per mano di esperti viene
lodato,
ma il capo del popolo è saggio per il
parlare.
[18]Un uomo linguacciuto è il terrore
della sua città,
chi non sa controllar le parole
sarà detestato.
Siracide -
Capitolo 10
Il
governo
[1]Un governatore saggio educa il suo
popolo,
l'autorità di un uomo assennato sarà ben
ordinata.
[2]Quale il governatore del popolo, tali
i suoi ministri;
quale il capo di una città, tali
tutti gli abitanti.
[3]Un re senza formazione
rovinerà il suo popolo;
una città prospererà per
il senno dei capi.
[4]Il governo del mondo è nelle
mani del Signore;
egli vi susciterà al momento
giusto l'uomo adatto.
[5]Il successo dell'uomo è
nelle mani del Signore,
che investirà il
magistrato della sua autorità.
Contro l'orgoglio
[6]Non crucciarti con il tuo prossimo per un torto
qualsiasi;
non far nulla in preda all'ira.
[7]Odiosa al Signore e agli uomini è la superbia,
all'uno e agli altri è in abominio l'ingiustizia.
[8]L'impero passa da un popolo a un altro
a causa delle ingiustizie, delle violenze e delle
ricchezze.
[9]Perché mai si insuperbisce chi è
terra e cenere?
Anche da vivo le sue viscere sono
ripugnanti.
[10]La malattia è lunga, il medico se
la ride;
chi oggi è re, domani morirà.
[11]Quando l'uomo muore eredita insetti, belve e
vermi.
[12]Principio della superbia umana è
allontanarsi dal Signore,
tenere il proprio cuore
lontano da chi l'ha creato.
[13]Principio della
superbia infatti è il peccato;
chi vi si abbandona
diffonde intorno a sé l'abominio.
Per questo il
Signore rende incredibili i suoi castighi
e lo
flagella sino a finirlo.
[14]Il Signore ha
abbattuto il trono dei potenti,
al loro posto ha
fatto sedere gli umili.
[15]Il Signore ha
estirpato le radici delle nazioni,
al loro posto
ha piantato gli umili.
[16]Il Signore ha sconvolto
le regioni delle nazioni,
e le ha distrutte fin
dalle fondamenta della terra.
[17]Le ha estirpate
e annientate,
ha fatto scomparire dalla terra il
loro ricordo.
[18]Non è fatta per gli uomini la
superbia,
né per i nati di donna l'arroganza.
Gli uomini degni di
onore
[19]Quale stirpe è onorata? La stirpe
dell'uomo.
Quale stirpe è onorata?
Coloro che temono il Signore.
[20]Quale stirpe è ignobile? La stirpe dell'uomo.
Quale stirpe è ignobile?
Coloro che trasgrediscono i comandamenti.
[21]Tra i fratelli è onorato il loro capo,
ma coloro che temono il Signore lo sono ai suoi
occhi.
[22]Uno ricco, onorato o povero,
ponga il proprio vanto nel timore del Signore.
[23]Non è giusto disprezzare un povero assennato
e non conviene esaltare un uomo peccatore.
[24]Il nobile, il giudice e il potente sono
onorati;
ma nessuno di loro è più grande di chi
teme il Signore.
[25]Uomini liberi serviranno un
servo sapiente;
un uomo intelligente non mormora
per questo.
Umiltà e verità
[26]Non fare il saccente nel compiere il tuo
lavoro
e non gloriarti al momento del bisogno.
[27]Meglio uno che lavora e abbonda di tutto
che chi va in giro vantandosi e manca di cibo.
[28]Figlio, con modestia glorifica l'anima tua
e rendile onore secondo che merita.
[29]Chi darà ragione a uno che si dà torto da sé?
Chi stimerà uno che si disprezza?
[30]Un povero è onorato per la sua scienza,
un ricco è onorato per la sua ricchezza.
[31]Chi è onorato nella povertà,
quanto più lo sarà nella ricchezza?
Chi è disprezzato nella ricchezza,
quanto più lo sarà nella povertà?
Siracide - Capitolo
11
Non fidarsi
delle apparenze
[1]La sapienza dell'umile gli
farà tenere alta la testa,
gli permetterà di
sedere tra i grandi.
[2]Non lodare un uomo per la
sua bellezza
e non detestare un uomo per il suo
aspetto.
[3]L'ape è piccola tra gli esseri
alati,
ma il suo prodotto ha il primato fra i
dolci sapori.
[4]Non ti vantare per le vesti che
indossi
e non insuperbirti nel giorno della
gloria,
poiché stupende sono le opere del
Signore,
eppure sono nascoste agli uomini le opere
sue.
[5]Molti sovrani sedettero sulla polvere
e uno sconosciuto cinse il loro diadema.
[6]Molti potenti furono umiliati profondamente;
uomini illustri furono consegnati in potere altrui.
Riflessione e
lentezza
[7]Non biasimare prima di avere
indagato,
prima rifletti e quindi condanna.
[8]Non rispondere prima di avere ascoltato,
in mezzo ai discorsi non intrometterti.
[9]Per una cosa di cui non hai bisogno non
litigare,
non immischiarti nelle liti dei
peccatori.
[10]Figlio, la tua attività non
abbracci troppe cose;
se esageri, non sarai esente
da colpa;
anche se corri, non arriverai e non
riuscirai a scampare con la fuga.
[11]C'è chi
lavora, fatica e si affanna:
eppure resta tanto
più indietro.
Fiducia in Dio solo
[12]C'è chi è debole e ha bisogno di soccorso,
chi è privo di beni e ricco di miseria:
eppure il Signore lo guarda con benevolenza,
lo solleva dalla sua bassezza
[13]e lo fa stare a testa alta, sì che molti ne sono
stupiti.
[14]Bene e male, vita e morte,
povertà e ricchezza, tutto proviene dal Signore.
[15]Sapienza, senno e conoscenza della legge vengono
dal Signore;
carità e rettitudine sono dono del
Signore.
[16]Errore e tenebre sono per gli empi
e il male resta per i malvagi.
[17]Il dono del Signore è assicurato ai pii
e il suo favore li rende felici per sempre.
[18]C'è chi è ricco a forza di attenzione e di
risparmio;
ed ecco la parte della sua
ricompensa:
[19]mentre dice: «Ho trovato riposo;
ora mi godrò i miei beni»,
non sa quanto tempo
ancora trascorrerà;
lascerà tutto ad altri e
morirà.
[20]Stà fermo al tuo impegno e fanne la
tua vita,
invecchia compiendo il tuo lavoro.
[21]Non ammirare le opere del peccatore,
confida nel Signore e persevera nella fatica,
perché è facile per il Signore
arricchire un povero all'improvviso.
[22]La benedizione del Signore è la ricompensa del
pio;
in un istante Dio farà sbocciare la sua
benedizione.
[23]Non dire: «Di che cosa ho
bisogno
e di quali beni disporrò d'ora
innanzi?».
[24]Non dire: «Ho quanto mi occorre;
che cosa potrà ormai capitarmi di male?».
[25]Nel tempo della prosperità si dimentica la
sventura;
nel tempo della sventura non si ricorda
la prosperità.
[26]E' facile per il Signore nel
giorno della morte
rendere all'uomo secondo la sua
condotta.
[27]L'infelicità di un'ora fa
dimenticare il benessere;
alla morte di un uomo si
rivelano le sue opere.
[28]Prima della fine non
chiamare nessuno beato;
un uomo si conosce
veramente alla fine.
Diffidare del cattivo
[29]Non portare in casa qualsiasi persona,
perché sono molte le insidie del fraudolento.
[30]Una pernice da richiamo in gabbia, tale il cuore
del superbo;
come una spia egli attende la tua
caduta.
[31]Cambiando il bene in male tende
insidie,
troverà difetti anche nelle cose
migliori.
[32]Con una scintilla di fuoco si
riempie il braciere,
il peccatore sta in agguato
per spargere sangue.
[33]Guàrdati dal malvagio,
poiché egli il male prepara,
che non contamini per
sempre anche te.
[34]Ospita un estraneo, ti
metterà sottosopra ogni cosa
e ti renderà estraneo
ai tuoi.
Siracide - Capitolo
12
I benefici
[1]Se fai il bene, sappi a chi lo fai;
così avrai una ricompensa per i tuoi benefici.
[2]Fà il bene al pio e ne avrai il contraccambio,
se non da lui, certo dall'Altissimo.
[3]Nessun beneficio a chi si ostina nel male
né a chi rifiuta di fare l'elemosina.
[4]Dà al pio e non aiutare il peccatore.
[5]Benefica il misero e non dare all'empio,
impedisci che gli diano il pane e tu non
dargliene,
perché egli non ne usi per
dominarti;
difatti tu riceverai il male in doppia
misura
per tutti i benefici che gli avrai
fatto.
[6]Poiché anche l'Altissimo odia i
peccatori
e farà giustizia degli empi.
[7]Dà al buono e non aiutare il peccatore.
Veri e falsi amici
[8]L'amico non si può riconoscere nella
prosperità,
ma nell'avversità il nemico non si
nasconderà.
[9]Quando uno prospera, i suoi nemici
sono nel dolore;
ma quando uno è infelice, anche
l'amico se ne separa.
[10]Non fidarti mai del tuo
nemico,
poiché, come il metallo s'arrugginisce,
così la sua malvagità.
[11]Anche se si abbassa e
cammina curvo,
stà attento e guardati da lui;
compòrtati con lui come chi pulisce uno specchio
e ti accorgerai che la sua ruggine non resiste a
lungo.
[12]Non metterlo al tuo fianco, perché non
ti rovesci e si ponga al tuo posto,
non farlo
sedere alla tua destra,
perché non ricerchi la tua
sedia, e alla fine tu conosca la verità delle mie parole e senta rimorso per i
miei detti.
[13]Chi avrà pietà di un incantatore
morso da un serpente e di quanti si avvicinano alle belve?
[14]Così capita a chi si associa a un peccatore
e s'imbratta dei suoi misfatti.
[15]Per un momento rimarrà con te, ma se cadi, egli
non reggerà più.
[16]Il nemico ha il dolce sulle
labbra,
ma in cuore medita di gettarti in una
fossa.
Il nemico avrà lacrime agli occhi,
ma se troverà l'occasione, non si sazierà del tuo
sangue.
[17]Se ti capiterà il male, egli sarà là
per il primo
e, con il pretesto di aiutarti, ti
prenderà per il tallone.
[18]Scuoterà il capo e
batterà le mani,
poi bisbigliando a lungo cambierà
faccia.
Siracide - Capitolo
13
Frequentare
i propri uguali
[1]Chi maneggia la pece si
sporca,
chi frequenta il superbo diviene simile a
lui.
[2]Non portare un peso troppo grave,
non associarti ad uno più forte e più ricco di te.
Come una pentola di coccio farà società con una
caldaia?
Questa l'urterà e quella andrà in
frantumi.
[3]Il ricco commette ingiustizia e per
di più grida forte,
il povero riceve ingiustizia e
per di più deve scusarsi.
[4]Se puoi essergli
utile, approfitterà di te;
se hai bisogno, ti
abbandonerà.
[5]Se possiedi, vivrà con te;
ti spoglierà e non ne avrà alcuna pena.
[6]Ha bisogno di te? Ti imbroglierà, ti sorriderà
e ti darà una speranza, ti rivolgerà belle parole
e domanderà: «Di che cosa hai bisogno?».
[7]Ti farà arrossire con i suoi banchetti,
finché non ti avrà spremuto due o tre volte.
Alla fine ti deriderà; poi vedendoti ti eviterà
e scuoterà il capo davanti a te.
[8]Stà attento a non lasciarti imbrogliare
né umiliare per la tua stoltezza.
[9]Quando un potente ti chiama, allontànati;
egli ti chiamerà sempre di più.
[10]Non essere invadente per non essere respinto,
ma non allontanarti troppo per non essere
dimenticato.
[11]Non credere di trattare alla pari
con lui
e non fidarti delle sue molte parole;
[12]con la sua molta loquacità ti metterà alla
prova
e quasi sorridendo ti esaminerà.
[13]Spietato chi non mantiene le parole,
non ti risparmierà maltrattamenti e catene.
[14]Guardati e stà attento, perché cammini insieme
alla tua rovina.
[15]Ogni creatura vivente ama il
suo simile,
ogni uomo il suo vicino.
[16]Ogni essere si accoppia secondo la sua specie;
l'uomo si associa a chi gli è simile.
[17]Che cosa vi può essere in comune tra il lupo e
l'agnello?
Lo stesso accade fra il peccatore e il
pio.
[18]Quale pace può esservi fra la iena e il
cane?
Quale intesa tra il ricco e il povero?
[19]Sono preda dei leoni gli ònagri nel deserto;
così pascolo dei ricchi sono i poveri.
[20]La condizione umile è in abominio al superbo,
così il povero è in abominio al ricco.
[21]Se il ricco vacilla, è sostenuto dagli amici;
se il povero cade, anche dagli amici è respinto.
[22]Se cade il ricco, molti lo aiutano;
dice cose insulse? Eppure lo si felicita.
Se cade il povero, lo si rimprovera;
se dice cose assennate, non ci si bada.
[23]Parla il ricco, tutti tacciono
ed esaltano fino alle nuvole il suo discorso.
Parla il povero e dicono: «Chi è costui?».
Se inciampa, l'aiutano a cadere.
[24]La ricchezza è buona, se è senza peccato;
la povertà è cattiva a detta dell'empio.
[25]Il cuore dell'uomo cambia il suo volto
o in bene o in male.
[26]Indice di un cuore buono è una faccia gioiosa,
ma la scoperta di proverbi è un lavoro ben faticoso.
Siracide - Capitolo
14
La vera
felicità
[1]Beato l'uomo che non ha peccato con
le parole
e non è tormentato dal rimorso dei
peccati.
[2]Beato chi non ha nulla da
rimproverarsi
e chi non ha perduto la sua
speranza.
Invidia
e avarizia
[3]A un uomo gretto non conviene la
ricchezza,
a che servono gli averi a un uomo
avaro?
[4]Chi accumula a forza di privazioni
accumula per altri,
con i suoi beni faran festa
gli estranei.
[5]Chi è cattivo con se stesso con
chi si mostrerà buono?
Non sa godere delle sue
ricchezze.
[6]Nessuno è peggiore di chi tormenta
se stesso;
questa è la ricompensa della sua
malizia.
[7]Se fa il bene, lo fa per
distrazione;
ma alla fine mostrerà la sua
malizia.
[8]E' malvagio l'uomo dall'occhio
invidioso;
volge altrove lo sguardo e disprezza la
vita altrui.
[9]L'occhio dell'avaro non si
accontenta di una parte,
l'insana cupidigia
inaridisce l'anima sua.
[10]Un occhio cattivo è
invidioso anche del pane
e sulla sua tavola esso
manca.
[11]Figlio, per quanto ti è possibile,
tràttati bene
e presenta al Signore le offerte
dovute.
[12]Ricòrdati che la morte non tarderà
e il decreto degli inferi non t'è stato rivelato.
[13]Prima di morire fà del bene all'amico,
secondo le tue possibilità sii con lui generoso.
[14]Non privarti di un giorno felice;
non ti sfugga alcuna parte di un buon desiderio.
[15]Forse non lascerai a un altro le tue sostanze
e le tue fatiche per esser divise fra gli eredi?
[16]Regala e accetta regali, distrai l'anima tua,
perché negli inferi non c'è gioia da ricercare.
[17]Ogni corpo invecchia come un abito,
è una legge da sempre: «Certo si muore!».
[18]Come foglie verdi su un albero frondoso:
le une lascia cadere, altre ne fa spuntare,
lo stesso avviene per le generazioni di carne e di
sangue:
le une muoiono, altre ne nascono.
[19]Ogni opera corruttibile scompare;
chi la compie se ne andrà con essa.
Felicità del saggio
[20]Beato l'uomo che medita sulla sapienza e
ragiona con l'intelligenza,
[21]che considera nel
cuore le sue vie:
ne penetrerà con la mente i
segreti.
[22]La insegue come uno che segue una
pista,
si apposta sui suoi sentieri.
[23]Egli spia alle sue finestre e starà ad ascoltare
alla sua porta.
[24]Fa sosta vicino alla sua
casa
e fisserà un chiodo nelle sue pareti;
[25]alzerà la propria tenda presso di essa
e si riparerà in un rifugio di benessere;
[26]metterà i propri figli sotto la sua protezione
e sotto i suoi rami soggiornerà;
[27]da essa sarà protetto contro il caldo,
egli abiterà all'ombra della sua gloria.
Siracide - Capitolo 15
[1]Così agirà chi
teme il Signore;
chi è fedele alla legge otterrà
anche la sapienza.
[2]Essa gli andrà incontro come
una madre,
l'accoglierà come una vergine sposa;
[3]lo nutrirà con il pane dell'intelligenza,
e l'acqua della sapienza gli darà da bere.
[4]Egli si appoggerà su di lei e non vacillerà,
si affiderà a lei e non resterà confuso.
[5]Essa l'innalzerà sopra i suoi compagni
e gli farà aprir bocca in mezzo all'assemblea;
[6]egli troverà contentezza e una corona di gioia
e otterrà fama perenne.
[7]Gli insensati non conseguiranno mai la
sapienza,
i peccatori non la contempleranno
mai.
[8]Essa sta lontana dalla superbia,
i bugiardi non pensano ad essa.
[9]La sua lode non s'addice alla bocca del
peccatore,
perché non gli è stata concessa dal
Signore.
[10]La lode infatti va celebrata con
sapienza;
è il Signore che la dirigerà.
La libertà umana
[11]Non dire: «Mi son ribellato per colpa del
Signore»,
perché ciò che egli detesta, non devi
farlo.
[12]Non dire: «Egli mi ha sviato»,
perché egli non ha bisogno di un peccatore.
[13]Il Signore odia ogni abominio,
esso non è voluto da chi teme Dio.
[14]Egli da principio creò l'uomo
e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.
[15]Se vuoi, osserverai i comandamenti;
l'essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere.
[16]Egli ti ha posto davanti il fuoco e l'acqua;
là dove vuoi stenderai la tua mano.
[17]Davanti agli uomini stanno la vita e la morte;
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
[18]Grande infatti è la sapienza del Signore,
egli è onnipotente e vede tutto.
[19]I suoi occhi su coloro che lo temono,
egli conosce ogni azione degli uomini.
[20]Egli non ha comandato a nessuno di essere
empio
e non ha dato a nessuno il permesso di
peccare.
Siracide - Capitolo
16
Maledizione
degli empi
[1]Non desiderare una moltitudine di
figli buoni a nulla,
non gioire per figli empi.
[2]Se aumentano di numero non gioire,
se sono privi del timore del Signore.
[3]Non confidare su una loro vita lunga
e non fondarti sul loro numero,
poiché è preferibile uno a mille
e morir senza figli che averne degli empi.
[4]La città potrà ripopolarsi per opera di un solo
assennato,
mentre la stirpe degli iniqui sarà
distrutta.
[5]Il mio occhio ha visto molte simili
cose;
il mio orecchio ne ha sentite ancora più
gravi.
[6]Nell'assemblea dei peccatori un fuoco si
accende,
contro un popolo ribelle è divampata
l'ira.
[7]Dio non perdonò agli antichi giganti,
che si erano ribellati per la loro forza.
[8]Non risparmiò i concittadini di Lot,
che egli aveva in orrore per la loro superbia.
[9]Non ebbe pietà di nazioni di perdizione,
che si erano esaltate per i loro peccati.
[10]Così trattò i seicentomila uomini
che sono periti per l'ostinazione del loro cuore.
[11]Ci fosse un solo uomo di dura cervice,
sarebbe strano se restasse impunito,
[12]poiché misericordia e ira sono in Dio,
potente quando perdona e quando riversa l'ira.
[13]Tanto grande la sua misericordia,
quanto grande la sua severità;
egli giudicherà l'uomo secondo le sue opere.
[14]Non sfuggirà il peccatore con la sua rapina,
ma neppure la pazienza del pio sarà delusa.
[15]Egli farà posto a tutta la sua generosità;
ciascuno sarà trattato secondo le sue opere.
La ricompensa è certa
[16]Non dire: «Mi terrò celato al Signore!
Chi penserà a me lassù?
[17]Non sarò riconosciuto fra un popolo numeroso,
chi sarò io in mezzo a una creazione senza
numero?».
[18]Ecco il cielo e il cielo dei
cieli,
l'abisso e la terra sussultano quando egli
appare.
[19]Anche i monti e le fondamenta della
terra
si scuotono di spavento quando egli li
guarda.
[20]Ma nessuno riflette su queste cose;
al suo modo di agire chi ci bada?
[21]Anche la bufera che nessuno contempla,
e la maggior parte delle sue opere, sono nel
mistero.
[22]«Chi a Dio annunzierà le opere di
giustizia?
Ovvero chi le attende? L'alleanza
infatti è lontana».
[23]Tali cose pensa chi ha il
cuore perverso;
lo stolto, appunto errando, pensa
sciocchezze.
L'uomo nella creazione
[24]Ascoltami, figlio, e impara la scienza;
e sii attento nel tuo cuore alle mie parole.
[25]Manifesterò con esattezza la mia dottrina;
con cura annunzierò la scienza.
[26]Nella creazione del Signore le sue opere sono fin
dal principio,
e dalla loro origine ne separò le
parti.
[27]Egli ordinò per l'eternità le sue
opere,
ne stabilì l'attività per le generazioni
future.
Non hanno fame né si stancano,
eppure non interrompono il loro lavoro.
[28]Nessuna di loro urta la sua vicina,
mai disubbidiranno ad un suo comando.
[29]Dopo ciò il Signore riguardò sulla terra
e la riempì dei suoi doni.
[30]Ne ricoprì la superficie con ogni genere di
viventi
e ad essa faranno ritorno.
Siracide - Capitolo
17
[1]Il
Signore creò l'uomo dalla terra
e ad essa lo fa
tornare di nuovo.
[2]Egli assegnò agli uomini
giorni contati e un tempo fissato,
diede loro il
dominio di quanto è sulla terra.
[3]Secondo la sua
natura li rivestì di forza,
e a sua immagine li
formò.
[4]Egli infuse in ogni essere vivente il
timore dell'uomo,
perché l'uomo dominasse sulle
bestie e sugli uccelli.
[5]Discernimento, lingua,
occhi, orecchi e cuore
diede loro perché
ragionassero.
[6]Li riempì di dottrina e
d'intelligenza,
e indicò loro anche il bene e il
male.
[7]Pose lo sguardo nei loro cuori
per mostrar loro la grandezza delle sue opere.
[8]Loderanno il suo santo nome
per narrare la grandezza delle sue opere.
[9]Inoltre pose davanti a loro la scienza
e diede loro in eredità la legge della vita.
[10]Stabilì con loro un'alleanza eterna
e fece loro conoscere i suoi decreti.
[11]I loro occhi contemplarono la grandezza della sua
gloria,
i loro orecchi sentirono la magnificenza
della sua voce.
[12]Disse loro: «Guardatevi da
ogni ingiustizia!»
e diede a ciascuno precetti
verso il prossimo.
Il giudice divino
[13]Le loro vie sono sempre davanti a lui,
non restano nascoste ai suoi occhi.
[14]Su ogni popolo mise un capo,
ma Israele è la porzione del Signore.
[15]Tutte le loro opere sono davanti a lui come il
sole,
i suoi occhi osservano sempre la loro
condotta.
[16]A lui non sono nascoste le loro
ingiustizie,
tutti i loro peccati sono davanti al
Signore.
[17]La beneficenza dell'uomo è per lui
come un sigillo,
egli serberà la generosità come
la propria pupilla.
[18]Alla fine si leverà e
renderà loro la ricompensa,
riverserà su di loro
il contraccambio.
[19]Ma a chi si pente egli offre
il ritorno,
consola quanti vengono meno nella
pazienza.
Invito
alla penitenza
[20]Ritorna al Signore e cessa di
peccare,
prega davanti a lui e cessa di
offendere.
[21]Fà ritorno all'Altissimo e volta le
spalle all'ingiustizia;
detesta interamente
l'iniquità.
[22]Negli inferi infatti chi loderà
l'Altissimo,
al posto dei viventi e di quanti gli
rendono lode?
[23]Da un morto, che non è più, la
riconoscenza si perde,
chi è vivo e sano loda il
Signore.
[24]Quanto è grande la misericordia del
Signore,
il suo perdono per quanti si convertono a
lui!
[25]L'uomo non può avere tutto,
poiché un figlio dell'uomo non è immortale.
[26]Che c'è di più luminoso del sole? Anch'esso
scompare.
Così carne e sangue pensano al male.
[27]Esso sorveglia le schiere dell'alto cielo,
ma gli uomini sono tutti terra e cenere.
Siracide - Capitolo
18
Grandezza di
Dio
[1]Colui che vive per sempre ha creato
l'intero universo.
[2]Il Signore soltanto è
riconosciuto giusto.
[3]A nessuno è possibile
svelare le sue opere
e chi può indagare le sue
grandezze?
[4]La potenza della sua maestà chi
potrà misurarla?
Chi riuscirà a narrare le sue
misericordie?
[5]Non c'è nulla da togliere e nulla
da aggiungere;
non è possibile indagare le
meraviglie del Signore.
[6]Quando uno ha finito,
allora comincia;
quando si ferma, allora rimane
perplesso.
L'uomo
è un nulla
[7]Che è l'uomo? E a che può
servire?
Qual è il suo bene e qual è il suo
male?
[8]Quanto al numero dei giorni dell'uomo,
cento anni sono gia molti.
[9]Come una goccia d'acqua nel mare e un grano di
sabbia
così questi pochi anni in un giorno
dell'eternità.
[10]Per questo il Signore è
paziente con gli uomini
e riversa su di essi la
sua misericordia.
[11]Vede e conosce che la loro
sorte è misera,
per questo moltiplica il
perdono.
[12]La misericordia dell'uomo riguarda il
prossimo,
la misericordia del Signore ogni essere
vivente.
[13]Egli rimprovera, corregge,
ammaestra
e guida come un pastore il suo
gregge.
[14]Ha pietà di quanti accettano la
dottrina
e di quanti sono zelanti per le sue
decisioni.
Il
modo di dare
[15]Figlio, ai benefici non
aggiungere il rimprovero,
e a ogni dono parole
amare.
[16]La rugiada non mitiga forse il
calore?
Così una parola è più pregiata del
dono.
[17]Ecco, non vale una parola più di un
ricco dono?
L'uomo caritatevole offre l'una e
l'altro.
[18]Lo stolto rimprovera senza
riguardo,
il dono dell'invidioso fa languire gli
occhi.
Riflessione e previsione
[19]Prima di parlare, impara;
curati ancor prima di ammalarti.
[20]Prima del giudizio esamina te stesso,
così al momento del verdetto troverai perdono.
[21]Umìliati, prima di cadere malato,
e quando hai peccato, mostra il pentimento.
[22]Nulla ti impedisca di soddisfare a tempo un
voto,
non aspettare fino alla morte per
sdebitarti.
[23]Prima di fare un voto prepara te
stesso,
non fare come un uomo che tenta il
Signore.
[24]Pensa all'ira del giorno della
morte,
al tempo della vendetta,
quando egli distoglierà lo sguardo da te.
[25]Pensa alla carestia nel tempo dell'abbondanza;
alla povertà e all'indigenza nei giorni di
ricchezza.
[26]Dal mattino alla sera il tempo
cambia;
e tutto è effimero davanti al Signore.
[27]Un uomo saggio è circospetto in ogni cosa;
nei giorni del peccato si astiene dalla colpa.
[28]Ogni uomo assennato conosce la sapienza
e a colui che l'ha trovata rende omaggio.
[29]Quelli istruiti nel parlare anch'essi diventano
saggi,
fanno piovere massime eccellenti.
Dominio di sè
[30]Non seguire le passioni;
poni un freno ai tuoi desideri.
[31]Se ti concedi la soddisfazione della passione,
essa ti renderà oggetto di scherno ai tuoi nemici.
[32]Non godere una vita di piaceri,
sua conseguenza è una doppia povertà.
[33]Non impoverire scialacquando con denaro preso a
prestito,
quando non hai nulla nella borsa.
Siracide - Capitolo
19
[1]Un
operaio ubriacone non arricchirà;
chi disprezza il
poco cadrà presto.
[2]Vino e donne traviano anche
i saggi,
ancor più temerario è chi frequenta
prostitute.
[3]Tarli e vermi lo erediteranno,
il temerario sarà eliminato.
Contro le chiacchiere
[4]Chi si fida con troppa facilità è di animo
leggero,
chi pecca danneggia se stesso.
[5]Chi si compiace del male sarà condannato;
[6]chi odia la loquacità sfugge al male.
[7]Non riferire mai una diceria
e non ne avrai alcun danno;
[8]non parlarne né all'amico né al nemico,
e se puoi farlo senza colpa, non svelar nulla.
[9]Altrimenti chi ti ascolta diffiderà di te
e all'occasione ti avrà in odio.
[10]Hai udito una parola? Muoia con te!
Stà sicuro, non ti farà scoppiare.
[11]Per una parola lo stolto ha i dolori,
come la partoriente per un bambino.
[12]Una freccia confitta nella carne della coscia:
tale una parola in seno allo stolto.
Verificare le dicerie
[13]Interroga l'amico: forse non ha fatto
nulla,
e se qualcosa ha fatto, perché non continui
più.
[14]Interroga il prossimo: forse non ha detto
nulla,
e se qualcosa ha detto, perché non lo
ripeta.
[15]Interroga l'amico, perché spesso si
tratta di calunnia;
non credere a ogni parola.
[16]C'è chi sdrucciola, ma non di proposito;
e chi non ha peccato con la sua lingua?
[17]Interroga il tuo prossimo, prima di
minacciarlo;
fà intervenire la legge
dell'Altissimo.
Vera e falsa sapienza
[18]Tutta la sapienza è timore di Dio
e in ogni sapienza è la pratica della legge.
[19]Non c'è sapienza nella conoscenza del male;
non è mai prudenza il consiglio dei peccatori.
[20]V'è un'abilità che è abominevole,
c'è uno stolto cui manca solo la saggezza.
[21]Meglio uno di scarsa intelligenza ma timorato,
che uno molto intelligente ma trasgressore della
legge.
[22]Esiste un'abilità scaltra, ma
ingiusta;
c'è chi intriga per prevalere in
giudizio.
[23]C'è il malvagio curvo nella sua
tristezza,
ma il suo intimo è pieno di inganno;
[24]abbassa il volto e finge di essere sordo,
ma, quando non è osservato, avrà il sopravvento.
[25]E se per mancanza di forza gli è impedito di
peccare,
all'occasione propizia farà del male.
[26]Dall'aspetto si conosce l'uomo;
dal volto si conosce l'uomo di senno.
[27]Il vestito di un uomo, la bocca sorridente
e la sua andatura rivelano quello che è.
Siracide - Capitolo
20
Silenzio e
parola
[1]C'è un rimprovero che è fuori tempo,
c'è chi tace ed è prudente.
[2]Quanto è meglio rimproverare che covare l'ira!
[3]Chi si confessa colpevole evita l'umiliazione.
[4]Un eunuco che vuol deflorare una ragazza,
così chi vuol rendere giustizia con la violenza.
[5]C'è chi tace ed è ritenuto saggio,
e c'è chi è odiato per la sua loquacità.
[6]C'è chi tace, perché non sa che cosa
rispondere,
e c'è chi tace, perché conosce il
momento propizio.
[7]L'uomo saggio sta zitto fino
al momento opportuno,
il millantatore e lo stolto
lo trascurano.
[8]Chi abbonda nel parlare si
renderà abominevole;
chi vuole assolutamente
imporsi sarà odiato.
Paradossi
[9]Nelle
disgrazie può trovarsi la fortuna per un uomo,
mentre un profitto può essere una perdita.
[10]C'è una generosità, che non ti arreca vantaggi
e c'è chi dall'umiliazione alza la testa.
[12]C'è chi compra molte cose con poco,
e chi le paga sette volte il loro valore.
[13]Il saggio si rende amabile con le sue parole,
le cortesie degli stolti sono sciupate.
[14]Il dono di uno stolto non ti gioverà,
perché i suoi occhi bramano ricevere più di quanto ha
dato.
[15]Egli darà poco, ma rinfaccerà molto;
aprirà la sua bocca come un banditore.
Oggi darà un prestito e domani richiederà; uomo
odioso è costui.
[16]Lo stolto dice: «Non ho un
amico,
non c'è gratitudine per i miei benefici.
[17]Quelli che mangiano il mio pane sono lingue
cattive».
Quanto spesso e quanti si burleranno di
lui!
Parole
maldestre
[18]Meglio scivolare sul pavimento che
con la lingua;
per questo la caduta dei cattivi
giunge rapida.
[19]Un uomo senza grazia è un
discorso inopportuno:
è sempre sulla bocca dei
maleducati.
[20]Non si accetta una massima dalla
bocca dello stolto,
perché non è mai detta a
proposito.
[21]C'è chi è impedito di peccare dalla
miseria
e durante il riposo non avrà rimorsi.
[22]C'è chi si rovina per rispetto umano
e si rovina per la faccia di uno stolto.
[23]C'è chi per rispetto umano fa promesse a un
amico;
in tal modo se lo rende gratuitamente
nemico.
La
menzogna
[24]Brutta macchia nell'uomo la
menzogna,
si trova sempre sulla bocca degli
ignoranti.
[25]Meglio un ladro che un mentitore
abituale,
ma tutti e due condivideranno la
rovina.
[26]L'abitudine del bugiardo è un
disonore,
la vergogna lo accompagnerà sempre.
Sulla sapienza
[27]Il saggio si fa onore con i discorsi,
l'uomo prudente piace ai grandi.
[28]Chi lavora la terra accrescerà il raccolto;
chi piace ai grandi si fa perdonare l'ingiustizia.
[29]Regali e doni accecano gli occhi dei saggi,
come bavaglio sulla bocca, soffocano i rimproveri.
[30]Sapienza nascosta e tesoro invisibile:
a che servono l'una e l'altro?
[31]Fa meglio chi nasconde la stoltezza
che colui che nasconde la sapienza.
Siracide - Capitolo
21
Peccati
diversi
[1]Figlio, hai peccato? Non farlo più
e prega per le colpe passate.
[2]Come alla vista del serpente fuggi il peccato:
se ti avvicini, ti morderà.
Denti di leone sono i suoi denti,
capaci di distruggere vite umane.
[3]Ogni trasgressione è come spada a doppio
taglio:
non c'è rimedio per la sua ferita.
[4]Spavento e violenza fanno svanire la ricchezza;
così la casa del superbo sarà devastata.
[5]La preghiera del povero va dalla sua bocca agli
orecchi di Dio,
il giudizio di lui verrà a suo
favore.
[6]Chi odia il rimprovero segue le orme
del peccatore,
ma chi teme il Signore si
convertirà di cuore.
[7]Da lontano si riconosce il
linguacciuto,
ma l'assennato conosce il suo
scivolare.
[8]Chi costruisce la sua casa con
ricchezze altrui
è come chi ammucchia pietre per
l'inverno.
[9]Mucchio di stoppa è una riunione di
iniqui;
la loro fine è una fiammata di fuoco.
[10]La via dei peccatori è appianata e senza
pietre;
ma al suo termine c'è il baratro degli
inferi.
Il saggio
e lo stolto
[11]Chi osserva la legge domina il
suo istinto,
il risultato del timore del Signore è
la sapienza.
[12]Non diventerà educato chi manca
di capacità,
ma c'è anche una capacità che aumenta
l'amarezza.
[13]La scienza del saggio cresce come
una piena;
il suo consiglio è come una sorgente di
vita.
[14]L'interno dello stolto è come un vaso
rotto,
non potrà contenere alcuna scienza.
[15]Se un assennato ascolta un discorso
intelligente,
l'approverà e lo completerà;
se l'ascolta un dissoluto, se ne dispiace
e lo getta via dietro la schiena.
[16]Il parlare dello stolto è come un fardello nel
cammino,
ma sulle labbra dell'intelligente si
trova la grazia.
[17]La parola del prudente è
ricercata nell'assemblea;
si rifletterà seriamente
sui suoi discorsi.
[18]Come casa in rovina, così
la sapienza per lo stolto;
scienza dell'insensato
i discorsi incomprensibili.
[19]Ceppi ai piedi è
la disciplina per l'insensato
e come manette nella
sua destra.
[20]Lo stolto alza la voce mentre
ride;
ma l'uomo saggio sorride appena in
silenzio.
[21]Ornamento d'oro è la disciplina per
l'assennato;
è come un monile al braccio
destro.
[22]Il piede dello stolto si precipita
verso una casa;
l'uomo sperimentato si mostrerà
rispettoso.
[23]Lo stolto spia dalla porta
l'interno della casa;
l'uomo educato se ne starà
fuori.
[24]E' cattiva educazione d'un uomo
origliare alla porta;
l'uomo prudente ne
resterebbe confuso.
[25]Le labbra degli stolti
ripetono sciocchezze,
le parole dei prudenti sono
pesate sulla bilancia.
[26]Sulla bocca degli
stolti è il loro cuore,
i saggi invece hanno la
bocca nel cuore.
[27]Quando un empio maledice
l'avversario, maledice se stesso.
[28]Il
maldicente danneggia se stesso
e sarà detestato
dal suo ambiente.
Siracide - Capitolo 22
Il pigro
[1]Il pigro è simile a una pietra imbrattata,
ognuno fischia in suo disprezzo.
[2]Il pigro è simile a una palla di sterco,
chi la raccoglie scuote la mano.
I figli degeneri
[3]Vergogna per un padre avere un figlio
maleducato,
se si tratta di una figlia, è la sua
rovina.
[4]Una figlia prudente sarà un tesoro per
il marito,
quella disonorevole un dolore per chi
l'ha generata.
[5]La sfacciata disonora il padre e
il marito,
e dall'uno e dall'altro sarà
disprezzata.
[6]Come musica durante il lutto i
discorsi fuori tempo,
ma frusta e correzione in
ogni tempo sono saggezza.
Saggezza e follia
[7]Incolla cocci chi ammaestra uno stolto,
sveglia un dormiglione dal sonno profondo.
[8]Ragiona con un insonnolito chi ragiona con lo
stolto;
alla fine egli dirà: «Che cosa c'è?».
[9]Piangi per un morto, poiché ha perduto la luce;
piangi per uno stolto, poiché ha perduto il senno.
[10]Piangi meno tristemente per un morto, chè ora
riposa,
ma la vita dello stolto è peggiore della
morte.
[11]Il lutto per un morto, sette giorni;
per uno stolto ed empio tutti i giorni della sua
vita.
[12]Con un insensato non prolungare il
discorso,
non frequentare l'insipiente;
[13]guàrdati da lui, per non avere noie
e per non contaminarti al suo contatto.
Allontànati da lui e troverai pace,
non sarai seccato dalla sua insipienza.
[14]Che c'è di più pesante del piombo?
E qual è il suo nome, se non «lo stolto»?
[15]Sabbia, sale, palla di ferro
sono più facili a portare che un insensato.
[16]Una travatura di legno ben connessa in una
casa
non si scompagina in un terremoto,
così un cuore deciso dopo matura riflessione
non verrà meno al momento del pericolo.
[17]Un cuore basato su sagge riflessioni
è come un intonaco su un muro rifinito.
[18]Una palizzata posta su un'altura
di fronte al vento non resiste,
così un cuore meschino, basato sulle sue fantasie,
di fronte a qualsiasi timore non resiste.
L'amicizia
[19]Chi punge un occhio lo farà lacrimare;
chi punge un cuore ne scopre il sentimento.
[20]Chi scaglia pietre contro uccelli li mette in
fuga,
chi offende un amico rompe l'amicizia.
[21]Se hai sguainato la spada contro un amico,
non disperare, può esserci un ritorno.
[22]Se hai aperto la bocca contro un amico,
non temere, può esserci riconciliazione,
tranne il caso di insulto e di arroganza,
di segreti svelati e di un colpo a tradimento;
in questi casi ogni amico scomparirà.
[23]Conquìstati la fiducia del prossimo nella sua
povertà
per godere con lui nella sua
prosperità.
Nel tempo della tribolazione restagli
vicino,
per aver parte alla sua eredità.
[24]Prima del fuoco vapore e fumo nel camino,
così prima dello spargimento del sangue le
ingiurie.
[25]Non mi vergognerò di proteggere un
amico,
non mi nasconderò davanti a lui.
[26]Se mi succederà il male a causa sua,
chiunque lo venga a sapere si guarderà da lui.
Vigilanza
[27]Chi porrà una guardia sulla mia bocca,
sulle mie labbra un sigillo prudente,
perché io non cada per colpa loro
e la mia lingua non sia la mia rovina?
Siracide - Capitolo
23
[1]Signore,
padre e padrone della mia vita,
non abbandonarmi
al loro volere,
non lasciarmi cadere a causa
loro.
[2]Chi applicherà la frusta ai miei
pensieri,
al mio cuore la disciplina della
sapienza?
Perché non siano risparmiati i miei
errori
e i miei peccati non restino impuniti,
[3]perché non si moltiplichino i miei errori
e non aumentino di numero i miei peccati,
io non cada davanti ai miei avversari
e il nemico non gioisca sul mio conto.
[4]Signore, padre e Dio della mia vita,
non mettermi in balìa di sguardi sfrontati
[5]e allontana da me la concupiscenza.
[6]Sensualità e libidine non s'impadroniscano di
me;
a desideri vergognosi non mi abbandonare.
I giuramenti
[7]Figli, ascoltate l'educazione della bocca,
chi l'osserva non si perderà.
[8]Il peccatore è vittima delle proprie labbra,
il maldicente e il superbo vi trovano inciampo.
[9]Non abituare la bocca al giuramento,
non abituarti a nominare il nome del Santo.
[10]Come uno schiavo interrogato di continuo
non sarà senza lividure,
così chi giura e ha sempre in bocca Dio
non sarà esente da peccato.
[11]Un uomo dai molti giuramenti si riempie di
iniquità;
il flagello non si allontanerà dalla sua
casa.
Se cade in fallo, il suo peccato è su di
lui;
se non ne tiene conto, pecca due volte.
Se giura il falso non sarà giustificato,
la sua casa si riempirà di sventure.
Le parole impure
[12]C'è un modo di parlare che si può paragonare alla
morte;
non si trovi nella discendenza di
Giacobbe.
Dagli uomini pii tutto ciò sia
respinto,
così non si rotoleranno nei peccati.
[13]La tua bocca non si abitui a volgarità
grossolane,
in esse infatti c'è motivo di
peccato.
[14]Ricorda tuo padre e tua madre, quando
siedi tra i grandi,
non dimenticarli mai davanti a
costoro,
e per abitudine non dire sciocchezze;
potresti desiderare di non essere nato
e maledire il giorno della tua nascita.
[15]Un uomo abituato a discorsi ingiuriosi
non si correggerà in tutta la sua vita.
[16]Due specie di colpe moltiplicano i peccati, la
terza provoca l'ira:
[17]una passione ardente come
fuoco acceso
non si calmerà finché non sarà
consumata;
un uomo impudico nel suo corpo
non smetterà finché non lo divori il fuoco;
per l'uomo impuro ogni pane è appetitoso,
non si stancherà finché non muoia.
[18]L'uomo infedele al proprio letto
dice fra sé: «Chi mi vede?
Tenebra intorno a me e le mura mi nascondono;
nessuno mi vede, che devo temere?
Dei miei peccati non si ricorderà l'Altissimo».
[19]Il suo timore riguarda solo gli occhi degli
uomini;
non sa che gli occhi del Signore
sono miriadi di volte più luminosi del sole;
essi vedono tutte le azioni degli uomini
e penetrano fin nei luoghi più segreti.
[20]Tutte le cose, prima che fossero create, gli
erano note;
allo stesso modo anche dopo la
creazione.
[21]Quest'uomo sarà punito nelle piazze
della città,
sarà preso dove meno se l'aspetta.
La donna adultera
[22]Così della donna che abbandona suo marito,
e gli presenta eredi avuti da un estraneo.
[23]Prima di tutto ha disobbedito alle leggi
dell'Altissimo,
in secondo luogo ha commesso un
torto verso il marito,
in terzo luogo si è
macchiata di adulterio
e ha introdotto in casa
figli di un estraneo.
[24]Costei sarà trascinata
davanti all'assemblea
e si procederà a
un'inchiesta sui suoi figli.
[25]I suoi figli non
avranno radici,
i suoi rami non porteranno
frutto.
[26]Lascerà il suo ricordo in
maledizione,
la sua infamia non sarà
cancellata.
[27]I superstiti sapranno
che nulla è meglio del timore del Signore,
nulla più dolce dell'osservare i suoi comandamenti.
Siracide - Capitolo
24
Discorso
della sapienza
[1]La sapienza loda se stessa,
si vanta in mezzo al suo popolo.
[2]Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca,
si glorifica davanti alla sua potenza:
[3]«Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo
e ho ricoperto come nube la terra.
[4]Ho posto la mia dimora lassù,
il mio trono era su una colonna di nubi.
[5]Il giro del cielo da sola ho percorso,
ho passeggiato nelle profondità degli abissi.
[6]Sulle onde del mare e su tutta la terra,
su ogni popolo e nazione ho preso dominio.
[7]Fra tutti questi cercai un luogo di riposo,
in quale possedimento stabilirmi.
[8]Allora il creatore dell'universo mi diede un
ordine,
il mio creatore mi fece posare la tenda
e mi disse: Fissa la tenda in Giacobbe
e prendi in eredità Israele.
[9]Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi
creò;
per tutta l'eternità non verrò meno.
[10]Ho officiato nella tenda santa davanti a lui,
e così mi sono stabilita in Sion.
[11]Nella città amata mi ha fatto abitare;
in Gerusalemme è il mio potere.
[12]Ho posto le radici in mezzo a un popolo
glorioso,
nella porzione del Signore, sua
eredità.
[13]Sono cresciuta come un cedro sul
Libano,
come un cipresso sui monti dell'Ermon.
[14]Sono cresciuta come una palma in Engaddi,
come le piante di rose in Gerico,
come un ulivo maestoso nella pianura;
sono cresciuta come un platano.
[15]Come cinnamòmo e balsamo ho diffuso profumo;
come mirra scelta ho sparso buon odore;
come gàlbano, ònice e storàce,
come nuvola di incenso nella tenda.
[16]Come un terebinto ho esteso i rami
e i miei rami son rami di maestà e di bellezza.
[17]Io come una vite ho prodotto germogli graziosi
e i miei fiori, frutti di gloria e ricchezza.
[18]Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate,
e saziatevi dei miei prodotti.
[19]Poiché il ricordo di me è più dolce del miele,
il possedermi è più dolce del favo di miele.
[20]Quanti si nutrono di me avranno ancora fame
e quanti bevono di me, avranno ancora sete.
[21]Chi mi obbedisce non si vergognerà,
chi compie le mie opere non peccherà».
La sapienza e la
legge
[22]Tutto questo è il libro dell'alleanza
del Dio altissimo,
la legge che ci ha imposto
Mosè,
l'eredità delle assemblee di Giacobbe.
[23]Essa trabocca di sapienza come il Pison
e come il Tigri nella stagione dei frutti nuovi;
[24]fa traboccare l'intelligenza come l'Eufrate
e come il Giordano nei giorni della mietitura;
[25]espande la dottrina come il Nilo,
come il Ghicon nei giorni della vendemmia.
[26]Il primo non ne esaurisce la conoscenza
né l'ultimo la può pienamente indagare.
[27]Il suo pensiero infatti è più vasto del mare
e il suo consiglio più del grande abisso.
[28]Io sono come un canale derivante da un fiume
e come un corso d'acqua sono uscita verso un
giardino.
[29]Ho detto: «Innaffierò il mio
giardino
e irrigherò la mia aiuola».
Ed ecco il mio canale è diventato un fiume,
il mio fiume è diventato un mare.
[30]Farò ancora splendere la mia dottrina come
l'aurora;
la farò brillare molto lontano.
[31]Riverserò ancora l'insegnamento come una
profezia,
lo lascerò per le generazioni future.
[32]Vedete, non ho lavorato solo per me,
ma per quanti cercano la dottrina.
Siracide - Capitolo
25
Proverbi
[1]Di tre cose mi compiaccio e mi faccio bella,
di fronte al Signore e agli uomini:
concordia di fratelli, amicizia tra vicini,
moglie e marito che vivono in piena armonia.
[2]Tre tipi di persone io detesto,
la loro vita è per me un grande orrore:
un povero superbo, un ricco bugiardo,
un vecchio adultero privo di senno.
I vecchi
[3]Nella giovinezza non hai raccolto;
come potresti procurarti qualcosa nella vecchiaia?
[4]Come s'addice il giudicare ai capelli bianchi,
e agli anziani intendersi di consigli!
[5]Come s'addice la sapienza ai vecchi,
il discernimento e il consiglio alle persone
eminenti!
[6]Corona dei vecchi è un'esperienza
molteplice,
loro vanto il timore del Signore.
Proverbio numerico
[7]Nove situazioni io ritengo felici nel mio
cuore,
la decima la dirò con le parole:
un uomo allietato dai figli,
chi vede da vivo la caduta dei suoi nemici;
[8]felice chi vive con una moglie assennata,
colui che non pecca con la sua lingua,
chi non deve servire a uno indegno di lui;
[9]fortunato chi ha trovato la prudenza,
chi si rivolge a orecchi attenti;
[10]quanto è grande chi ha trovato la sapienza,
ma nessuno supera chi teme il Signore.
[11]Il timore del Signore è più di ogni cosa;
chi lo possiede a chi potrà esser paragonato?
Le donne
[12]Qualunque ferita, ma non la ferita del cuore;
qualunque malvagità, ma non la malvagità di una
donna;
[13]qualunque sventura, ma non la
sventura
causata dagli avversari;
qualunque vendetta, ma non la vendetta dei nemici.
[14]Non c'è veleno peggiore del veleno di un
serpente,
non c'è ira peggiore dell'ira di un
nemico.
[15]Preferirei abitare con un leone e con
un drago
piuttosto che abitare con una donna
malvagia.
[16]La malvagità di una donna ne àltera
l'aspetto,
ne rende il volto tetro come quello di
un orso.
[17]Suo marito siede in mezzo ai suoi
vicini
e ascoltandoli geme amaramente.
[18]Ogni malizia è nulla, di fronte alla malizia di
una donna,
possa piombarle addosso la sorte del
peccatore!
[19]Come una salita sabbiosa per i
piedi di un vecchio,
tale la donna linguacciuta
per un uomo pacifico.
[20]Non soccombere al
fascino di una donna,
per una donna non ardere di
passione.
[21]Motivo di sdegno, di rimprovero e di
grande disprezzo
è una donna che mantiene il
proprio marito.
[22]Animo abbattuto e volto
triste
e ferita al cuore è una donna malvagia;
[23]mani inerti e ginocchia infiacchite,
tale colei che non rende felice il proprio marito.
[24]Dalla donna ha avuto inizio il peccato,
per causa sua tutti moriamo.
[25]Non dare all'acqua un'uscita
né libertà di parlare a una donna malvagia.
[26]Se non cammina al cenno della tua mano,
toglila dalla tua presenza.
Siracide - Capitolo
26
[1]Beato il
marito di una donna virtuosa;
il numero dei suoi
giorni sarà doppio.
[2]Una brava moglie è la gioia
del marito,
questi trascorrerà gli anni in
pace.
[3]Una donna virtuosa è una buona sorte,
viene assegnata a chi teme il Signore.
[4]Ricco o povero il cuore di lui ne gioisce,
in ogni tempo il suo volto appare sereno.
[5]Tre cose teme il mio cuore,
per la quarta sono spaventato:
una calunnia diffusa in città, un tumulto di
popolo
e una falsa accusa: tutto questo è peggiore
della morte;
[6]ma crepacuore e lutto è una donna
gelosa di un'altra
e il flagello della sua lingua
si lega con tutti.
[7]Giogo di buoi sconnesso è
una donna malvagia,
colui che la domina è come chi
acchiappa uno scorpione.
[8]Gran motivo di sdegno
una donna ubriaca,
non riuscirà a nascondere la
vergogna.
[9]La scostumatezza di una donna è
nell'eccitazione degli sguardi,
si riconosce dalle
sue occhiate.
[10]Fà buona guardia a una figlia
libertina,
perché non ne approfitti, se trova
indulgenza.
[11]Guàrdati dal seguire un occhio
impudente,
non meravigliarti se ti spinge verso il
male.
[12]Come un viandante assetato apre la
bocca
e beve qualsiasi acqua a lui vicina,
così essa siede davanti a ogni palo
e apre a qualsiasi freccia la faretra.
[13]La grazia di una donna allieta il marito,
la sua scienza gli rinvigorisce le ossa.
[14]E' un dono del Signore una donna silenziosa,
non c'è compenso per una donna educata.
[15]Grazia su grazia è una donna pudica,
non si può valutare il peso di un'anima modesta.
[16]Il sole risplende sulle montagne del Signore,
la bellezza di una donna virtuosa adorna la sua
casa.
[17]Lampada che arde sul candelabro
santo,
così la bellezza del volto su giusta
statura.
[18]Colonne d'oro su base d'argento,
tali sono gambe graziose su solidi piedi.
Cose tristi
[19]Due cose mi serrano il cuore, la terza mi provoca
all'ira:
un guerriero che languisca nella
miseria,
uomini saggi trattati c |