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Instrumentum mensis Iunii pro lectura Magisterii Summi Pontificis Benedicti XVI pro ...
Numerose sono state le udienze concesse dal Santo Padre nel mese di giugno, tra queste meritano una particolare menzione quella del giorno 2, concessa ai pellegrini dell’Arcidiocesi di Torino, guidati dall’Arcivescovo Card. Poletto, durante la quale il Santo Padre ha annunciato una nuova Ostensione della Sindone per la primavera del 2010, “per contemplare quel misterioso Volto, che silenziosamente parla al cuore degli uomini, invitandoli a riconoscervi il volto di Dio”; e quella del giorno 7, durante la quale, ricevendo in udienza i partecipanti al VI Simposio Europeo dei docenti universitari, il Santo Padre ha rinnovato l’invito ad “allargare gli orizzonti della razionalità”, sottolineando la necessità di “promuovere centri accademici di alto profilo, in cui la filosofia possa dialogare con le altre discipline”.
Tra i Messaggi inviati dal Santo Padre si ricordano particolarmente quello rivolto, il giorno 3, alla Conferenza di alto livello sulla sicurezza alimentare mondiale promossa dalla FAO, nel quale ha dichiarato: “La fame e la malnutrizione sono inaccettabili in un mondo che, in realtà, dispone di livelli di produzione, di risorse e di conoscenze sufficienti per mettere fine a tali drammi ed alle loro conseguenze”; la lettera inviata, il giorno 12, ai partecipanti alla settima Assemblea Generale della Federazione Biblica Cattolica: “solo Cristo, Verbo eterno del Dio vivente, attraverso lo Spirito Santo può aprire la nostra mente per comprendere le Scritture”; la lettera in occasione del XXV anniversario di Ordinazione Episcopale del Cardinale Vicario, Camillo Ruini, il giorno 21. Dello stesso giorno è il videomessaggio ai giovani riuniti a Québec in occasione del 49° Congresso Eucaristico Internazionale, nel quale il Papa ha ricordato che nel Pane Eucaristico “Cristo è presente realmente, totalmente e sostanzialmente”, ed ha invitato i giovani ad incontrarLo a Messa e durante l'Adorazione silenziosa.
In occasione della Visita ‘ad Limina Apostolorum’, il Papa ha ricevuto in udienza i Vescovi della Conferenza Episcopale di Malaysia-Singapore-Brunei, del Bangladesh, del Pakistan, dell'Honduras e di Honk Hong e Macau.
Il giorno 9 il Santo Padre ha inaugurato il Convegno annuale della Diocesi di Roma, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, dal titolo: “Gesù è risorto: educare alla speranza nella preghiera, nell’azione, nella sofferenza”. Nei giorni 14 e 15 giugno Benedetto XVI si è recato in Visita Pastorale a Santa Maria di Leuca e a Brindisi.
La sera del 28 giugno, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Santo Padre ha presieduto la Celebrazione dei primi Vespri della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, in occasione dell’apertura dell’Anno Paolino, con la partecipazione del Patriarca Ecumenico Bartolomeo I e dei Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità Cristiane. Il giorno seguente, domenica 29 giugno, Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Basilica Vaticana durante la quale ha imposto il Pallio ai nuovi Arcivescovi Metropoliti.
Accorati sono stati gli appelli del Santo Padre: il giorno 19, per “la sospirata pace e la stabilità sociale nel rispetto dei diritti fondamentali della persona” in Libano ed in Iraq e il giorno 27 per la vita della Chiesa in Cina.
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EUROPA/GERMANIA - Nomina del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie di ...
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 14 giugno 2008 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Germania/Aachen per un quinquennio (2008-2013) il Rev.do Klaus Krämer, del clero diocesano di Rottenburg-Stoccarda.
Il nuovo Direttore nazionale è nato a Stoccarda il 14 gennaio 1964. Dopo la maturità (1983) e il servizio militare, nel 1984 ha iniziato lo studio della giurisprudenza presso le Università di Augsburg, Monaco e Friburgo, contemporaneamente dal 1986 ha studiato teologia alle Università di Friburgo e Tubinga. Nel marzo 1991 è stato ordinato diacono a Stoccarda e nel giugno 1993 è stato ordinato sacerdote a Neresheim. Dopo l’ordinazione è stato: vicario parrocchiale nella parrocchia Heilig Kreuz (Santa Croce) di Rottweil fino all'autunno del 1994, quando è stato chiamato dall’allora Vescovo di Rottenburg-Stoccarda, S.E. Mons. Walter Kasper, alla segreteria della diocesi; nel 1997 ha iniziato il dottorato all’università di Friburgo e ha svolto contemporaneamente l’incarico di cappellano universitario; nell'aprile 1999 è stato richiamato nell’amministrazione diocesana come parroco della Cattedrale e responsabile dell’ufficio delle missioni, dall’ottobre 2004 e stato inoltre responsabile della formazione degli operatori pastorali; dal 2006 ha collaborato al progetto “Futuro del lavoro missionario in Germania”; dal 2006 è consulente della sottocommissione per le missioni della Conferenza Episcopale Tedesca e dal 2007 è portavoce dei responsabili diocesani per la missione. (S.L.) (Agenzia Fides 18/7/2008)
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AMERICA/URUGUAY - A settembre la XXX Giornata Nazionale della Gioventù, alla quale ...
Tacuarembó (Agenzia Fides) – Il 6 e 7 settembre, presso lo stabilimento balneare Iporá di Tacuarembó (che dista 390 km da Montevideo), si celebrerà la XXX Giornata Nazionale di Pastorale Giovanile organizzata dalla Conferenza Episcopale dell’Uruguay (CEU) sul tema “Con Gesù missione e vita in abbondanza”.
Il Vescovo della Diocesi di Tacuarembó, Mons. Julio Bonino, ha annunciato ufficialmente la celebrazione della Giornata e al tempo stesso ha chiesto il sostegno di tutta la comunità in vista di questa grande festa giovanile. Saranno da organizzare i pasti e le strutture per il pernottamento per circa 4000 giovani provenienti dalle 10 Diocesi del Paese.
Queste Giornate Nazionali della Gioventù si celebrano in Uruguay la prima domenica del mese di settembre nelle rispettive Diocesi; all’incirca ogni 3 anni culminano poi a livello nazionale in un unico Incontro. L’ultimo a livello nazionale è stato quello celebrato nel 2005, nella città di Melo. Quest’anno, trattandosi della XXX Giornata, le celebrazioni assumeranno maggiore solennità.
Secondo il programma, sabato 6 settembre arriveranno a Tacuarembó le delegazioni di tutto il Paese, che saranno ricevute dai giovani della Diocesi di Tacuarembó per raggiungere insieme lo stabilimento balneare Iporá. Giunti sul posto, si organizzeranno raggruppamenti per Diocesi e si darà il benvenuto ufficiale alle delegazioni. Una preghiera darà inizio alla Giornata; a seguire una Veglia. Domenica 7 avrà luogo un momento di preghiera nella mattina ed in seguito ci saranno i lavori di gruppi. Alle 12 è prevista la Celebrazione dell’Eucaristica con la quale culminerà l’incontro. (RG) (Agenzia Fides 18/7/2008)
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AMERICA/VENEZUELA - I Vescovi lanciano il “Piano Pastorale della Chiesa solidale”: “una vera ...
Caracas (Agenzia Fides) - I Vescovi del Venezuela, al termine della loro Assemblea Plenaria, celebrata dal 7 al 12 luglio, oltre all’Esortazione Pastorale finale intitolata “Uniti nella giustizia e nella rettitudine” (vedi Fides 11/7/2008), hanno studiato ed approvato altri documenti importanti per la missione della Chiesa: un Messaggio in occasione dei quaranta anni del Documento Conclusivo di Medellin (1968-2008) (vedi Fides 16/7/2008); una Lettera Pastorale collettiva sulla spiritualità rinnovata che dovrà ispirare il popolo cristiano nell’edificazione di una Chiesa che sia casa, scuola e laboratorio di comunione e solidarietà (vedi Fides 14/7/2008); una Esortazione Pastorale sul sostegno dell’opera evangelizzatrice della Chiesa cattolica in Venezuela per lanciare il “Piano Pastorale della Chiesa solidale”, su cui ci soffermiamo di seguito.
I Vescovi introducono l’Esortazione ricordando che la Chiesa ha ricevuto da sempre il mandato di continuare la Missione evangelizzatrice del Signore, compito al quale tutti sono chiamati. In tal senso, è necessario vivere una comunione di beni, “indispensabile per capire la vita della Chiesa, in quanto implica vivere in comunione con gli altri”. In effetti, “una vera comunità cattolica deve essere partecipe delle gioie, dei dolori e dei bisogni delle altre comunità cristiane”.
Secondo i Vescovi, “il principio della comunione è valido per tutti gli ordini della vita ecclesiale, incluso quello economico” ma non solo, perché “quando parliamo di beni da condividere, in ordine all’evangelizzazione, includiamo le nostre persone, con tutto ciò che siamo ed abbiamo: talento, tempo e tesoro”.
Riguardo all’aspetto economico, si legge che “è necessario che i credenti conoscano l’origine dei fondi economici che la Chiesa utilizza”. Questi provengono da tre fonti principali: contributi dei fedeli, aiuti di Chiese sorelle ed alcuni apporti dello Stato. “Conoscere l’origine dei fondi servirà per assumere meglio le responsabilità a ciascun livello specifico”.
“L’insegnamento di Cristo - continuano i Vescovi - ci rende consapevoli, inoltre, che l’abbondanza di alcuni deve supplire alla povertà di altri, poiché Dio è il padrone assoluto delle ricchezze che ci dà. E ce le dona affinché le amministriamo non solo per il nostro profitto, ma specialmente per condividerle con i più bisognosi”.
Per facilitare questa integrazione dei cristiani nell’opera evangelizzatrice della Chiesa, i Vescovi venezuelani hanno strutturato il “Piano Chiesa solidale”, il cui obiettivo è che ogni fedele venezuelano si senta parte integrante della stessa istituzione. “Coscienti che la nostra Chiesa vive situazioni difficili, particolarmente per quanto riguarda l’ambito economico e sociale, sentiamo l’urgenza di proporre al Popolo di Dio una dottrina ed una pratica della solidarietà attraverso i beni che abbiamo, secondo il proposito di Dio Creatore del mondo”. Questo Piano di solidarietà è ispirato dal Concilio Plenario del Venezuela celebrato lo scorso anno.
Tutti i fedeli sono dunque chiamati a questo “dovere di aiutare economicamente la Chiesa nelle sue necessità”, al quale “corrisponde anche il dovere correlativo dei Pastori di disporre che questi beni siano correttamente amministrati”. I Vescovi concludono la loro Esortazione con un invito a mettere in pratica questo “Piano della Chiesa solidale” in tutte le Circoscrizioni ecclesiastiche del Paese e chiedendo alla Vergine Maria di Coromoto la grazia “di crescere nello spirito di comunione e solidarietà”. (RG) (Agenzia Fides 18/7/2008)
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ASIA/CINA - La scomparsa di Sua Ecc. Mons. ...
Biancun (Agenzia Fides) - Il 13 luglio è deceduto, all’età di 77 anni, Sua Ecc. Mons. Giuseppe Jiang Mingyuan, Vescovo di Chaohsien (Zhaoxian) e Amministratore di Xingtai, nella provincia di Hebei (Cina Continentale). Il Presule è mancato alle ore 3 e trenta del mattino nella Casa per il clero anziano a Biancun. Nel dicembre 2001 era stato colpito da un primo ictus cerebrale, dal quale era poi riuscito a riprendersi. Nel 2007 un nuovo colpo apoplettico lo costrinse ad abbandonare la pastorale attiva e ad affidare nuovamente il governo della Diocesi alle cure del suo predecessore. Il 19 marzo scorso era stato colpito da due infarti, che lo portarono dapprima al ricovero in ospedale e poi, il 7 luglio, alla Casa per il clero anziano della Diocesi a Biancun.
Il Presule era nato il 21 febbraio 1931 in una famiglia cattolica da generazioni, nel villaggio di Dacaozhuang, contea di Ningjin. Dopo aver frequentato la scuola elementare, nel 1944 iniziò la vita di seminarista nella scuola media “Heng Yi” (in memoria di Mons. Celso Costantini) a Xuanhua. Dal 1953 al 1958 studiò Filosofia e Teologia nell’istituto “Wen Sheng”. A partire dal mese di ottobre del 1958, in seguito alla nuova situazione politica del Paese lavorò come operaio in una fonderia, poi in una fabbrica di vetro ed, infine, in una scuola d’arte. Arrestato a Pechino il 18 settembre 1961, fu recluso nel Centro di Detenzione N. 1 della capitale e fu condannato ai lavori forzati e alla “rieducazione”: nel 1966 fu trasferito a Daqingyan in Datong, dove continuò ad espiare la pena fino al 1969, quando fu liberato e poté ritornare a casa, ma sempre sotto lo stretto controllo degli organi di sicurezza.
Ordinato sacerdote l’8 dicembre 1981, entrò nella Congregazione religiosa dei Discepoli del Signore. Svolse il suo lavoro pastorale prima a Pechino, poi a Gaoyi, a Longyao, a Boxiang e a Lincheng. Costruì la cattedrale a Jiazhuang e fondò la Casa di riabilitazione “An Ya” a Longyao. A Taixinshan, su un terreno di oltre 2.000 mu, edificò diverse case e una residenza per l’assistenza sanitaria.
L’8 agosto 2000 Mons. Jiang ricevette la consacrazione episcopale dalle mani di Sua Ecc. Mons. Raimondo Wang Chonglin, Vescovo di Zhaoxian, del quale divenne Coadiutore. Appena ordinato Vescovo, fu arrestato per un periodo di 10 giorni e, dopo la canonizzazione dei Martiri Cinesi (1 ottobre 2000), venne di nuovo posto agli arresti insieme con Mons. Wang per altri 5 mesi e costretto a sessioni di “rieducazione”.
Mons. Jiang è ricordato dal clero, dalle religiose e dai fedeli laici di Zhaoxian come un sacerdote zelante e un pastore santo, esempio luminoso di testimonianza fedele e sincera al Signore e alla sua Chiesa in tempi difficili e burrascosi. È vissuto sempre con pietà e perseveranza, in povertà di spirito. Era un uomo gioioso, umile e paziente, che ha saputo soffrire ed offrire incondizionatamente la sua esistenza per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime.
La diocesi di Zhaoxian, oggi strettamente legata con quella di Xingtai, conta più di 60.000 cattolici: ha una quarantina di sacerdoti, quasi tutti giovani, e 120 chiese, inclusi i luoghi d’attività cultuale. Il Seminario Maggiore ospita una trentina di giovani, e quello minore 84 alunni. Le religiose della Congregazione di Santa Teresa sono più di cento. La Diocesi ha varie associazioni di laici e diverse opere sociali, fra cui il brefotrofio “Casa Alba” con 80 bambini handicappati, il giornale “Seme di senape”, una stamperia per attività religiose e culturali, un centro audiovisivo, ecc.
I solenni funerali si svolgeranno il 19 luglio nella chiesa di Biancun, nella contea di Ningjin. Di fronte alla morte di Mons. Jiang viene spontaneo ricordare le parole con le quali Sua Santità Benedetto XVI, nella Lettera dello scorso anno alla Chiesa in Cina, saluta i cattolici cinesi: “Intensa è la gioia per la vostra fedeltà a Cristo Signore e alla Chiesa, […] poiché «per Cristo vi è stato dato il dono non solo di credere in lui, ma anche di patire per lui» (Fil 1, 29)”. (Agenzia Fides 18/7/2008)
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ASIA/TAIWAN - I bambini della parrocchia di San Giovanni Bosco ricevono la Prima Comunione ...
Tai Pei (Agenzia Fides) – Ci sono tre cose a cui San Giovanni Bosco teneva tanto: i bambini devono frequentare il Sacramento della Riconciliazione, essere ben preparati per il Sacramento della Riconciliazione, ricevere il Corpo di Gesù con devozione. Quindi seguendo l’insegnamento del Patrono dei giovani, 5 bambini della parrocchia di San Giovanni Bosco di Tai Pei hanno ricevuto nei giorni scorsi la Prima Comunione dopo una lunga e accurata preparazione, guidata da sacerdoti, catechisti e genitori. Secondo quanto riferisce Christian Life Weekly, bollettino settimanale dell’Arcidiocesi di Tai Pei, durante l’omelia della Santa Messa di Prima Comunione, il Vice parroco ha sottolineato l’importanza dell'accompagnamento spirituale dei bambini nella quotidianità da parte dei genitori e di tutti. Inoltre ha preso ad esempio don Bosco e Francesco Besucco, uno dei primi ragazzi di Don Bosco morto a soli 14 anni, che hanno ricevuto la prima Comunione rispettivamente all’età di 11 e 7 anni, ed entrambi “hanno voluto volontariamente pregare e prepararsi spiritualmente”. Quindi il sacerdote ha incoraggiato i bambini a seguire l’insegnamento di vita di don Bosco: frequentare il Sacramento della Riconciliazione e della Comunione, partecipare alla Santa Messa domenicale, vedere in Gesù e nella Madonna i migliori amici, non commettere peccati. “Così possiamo prepararci alla Cresima diventando cattolici migliori” ha concluso il sacerdote. (NZ) (Agenzia Fides 18/07/2008)
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ASIA/CINA - “Dobbiamo incidere questa frase di San Paolo nella nostra testa, per sempre: ‘guai ...
Roma (Agenzia Fides) – Tutte le comunità cattoliche cinesi stanno vivendo intensamente l’Anno Paolino in comunione con il Papa e con la Chiesa Universale. Secondo le informazioni pervenute all'Agenzia Fides, l’Anno Paolino indetto dal Santo Padre Benedetto XVI sta penetrando nella vita dei cattolici cinesi e delle comunità.
Nonostante i disastri naturali subiti nei mesi scorsi, l'ondata di gelo ed il tremendo terremoto, le parrocchie della diocesi di Gui Yang stanno vivendo attivamente l’Anno Paolino. Oltre alle consuete normali attività che scandiscono la vita parrocchiale, è stata aggiunta, ogni giovedì, la condivisione della Sacra Scrittura con un occhio particolare alle Lettere di San Paolo; ogni venerdì i giovani si riuniscono per provare i canti gregoriani e per l'Incontro di condivisione settimanale per aggiornare le iniziative paoline.
La diocesi di Ning Xia si è mobilitata in maniera “sconvolgente” (secondo il termine usato dai cattolici locali) sotto la guida di Mons. Li Jing, nominato di recente Coadiutore, con l'approvazione del Papa. Mons. Li Jing, durante la riunione per l'Anno Paolino, ha detto: “dobbiamo incidere questa frase di San Paolo nella nostra testa, per sempre: ‘guai a me, se non evangelizzassi’! Quindi dobbiamo approfittare al massimo dell’Anno Paolino per rilanciare l’evangelizzazione in tutti i campi. Ognuno di noi è un missionario. Ed ognuno di noi ha il dovere a portare almeno una persona alla casa del Padre seguendo le orme di S. Paolo”.
La parrocchia di Xiao Dian della diocesi di Tai Yuan, ha celebrato il VI° Congresso dell’evangelizzazione all’apertura dell’Anno Paolino, sul tema della missione di Gesù. I partecipanti hanno condiviso ed individuato l’urgenza e la necessità della missione, quindi hanno lanciato un nuovo e forte appello all'evangelizzazione perché “tutti imitino S. Paolo nell'esercizio del proprio dovere cristiano”. (NZ) (Agenzia Fides 18/07/2008)
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EUROPA/SPAGNA - Denuncia dell’Istituto di Politica Familiare: “Se entra in vigore la legge ...
Madrid (Agenzia Fides) - Secondo Eduardo Hertfelder, Presidente dell’Istituto di Politica Familiare (IPF), la nuova legge sull’aborto libero che il Governo intende approvare, trasformerà la Spagna nel 2015 nel Paese dell’Unione Europea con il maggior numero di aborti, in quanto si supereranno i 230.000 aborti annuali.
In effetti, per il 2015, considerando i dati storici attuali e le conseguenze dell’entrata in vigore dell’annunciata legge sull’aborto libero nelle prime 12 settimane di gravidanza, secondo le stime realizzate dall’IPF è previsto che si procureranno in Spagna più di 232.000 aborti annuali, il che significherà che più di 637 bambini smetteranno di nascere ogni giorno (un aborto ogni 2, 3 minuti). Pertanto in Spagna non solo continuerà a crescere il numero di aborti al ritmo attuale (un 10 per cento annuale negli ultimi 10 anni), ma con la futura legge sull’aborto libero questa crescita sarà ancora più veloce.
La situazione è ancora peggiore se si confronta con il resto dell’Europa, continua il Presidente dell’IPF, perché mentre negli ultimi dieci anni, nei diversi Paesi dell’Unione Europea, gli aborti sono diminuiti o quasi eliminati, in Spagna la crescita in questo stesso periodo (1996-2006) è stata del 99 per cento (una crescita media annuale del 10 per cento). Per Eduardo Hertfelder, la legalizzazione dell’aborto libero fino alle 12 settimane, insieme alla legge attuale sugli aborti permessi fino all’ultima settimana di gestazione a motivo del cosiddetto “rischio psicologico per la madre”, e al decreto legge recentemente approvato che non prevede la registrazione di alcun dato aumentando la beffa della legge attuale, provocherà un “effetto chiamata” nel resto dei Paesi dell’UE. Per questo, l’IPF rivolge un appello urgente al Governo per rettificare la sua proposta sull’aborto libero. (RG) (Agenzia Fides 18/7/2008)
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VATICANO - “Vi fu detto, ma io vi dico…” - Alcune precisazioni del prof. Michele Loconsole
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – In risposta ad alcune osservazioni pervenuteci, pubblichiamo le precisazioni del prof. Michele Loconsole relative al suo ultimo contributo pubblicato dall'Agenzia Fides il 27 giugno scorso, intitolato “Gesù ebreo: vera riscoperta storica o riduzione storicistica?” (vedi Fides 27/06/2008).
1) In lingua ebraica il termine “maestro” di dice Rav o Rab. Quando nel Vangelo si parla di Rabbì questo termine vuole significare “Maestro mio”; mentre il termine “rabbino” significa “maestro nostro”. Detto questo non è del tutto sbagliato dire di Gesù che era un “rabbino”, nel senso che era riconosciuto dai suoi seguaci come il “loro maestro”. È evidente che questo titolo dato a Gesù non ha nulla a che fare con il titolo che è derivato dal rabbinato, che nasce all’indomani della caduta del Tempio e della scuola di Javne; comunque soprattutto in epoca altomedievale. Lo stesso Papa Benedetto XVI in “Molte religioni, un'unica speranza” (Ed. San Paolo 2007), dice a p 6 "se Cristo fu solo un rabbino ebreo incompreso..."
2) Quanto al tema dell'Incarnazione, quando ho detto che “Gesù ha affermato...” non intendevo dire in senso letterale - infatti mancano le virgolette tipiche della citazione diretta - ma mi riferivo al contenuto del suo messaggio, quando per esempio ha, questa volta sì, affermato: “Io vengo dal Padre...” etc. Inoltre l’esplicitazione della divinità di Gesù in senso trinitario segue i due punti: ancora una volta non una sua (di Gesù) diretta affermazione letterale, ma quanto il Nuovo Testamento, i Padri e i Concili hanno affermato sulla natura della Trinità e sul mistero dell’Incarnazione. Per farsi un’idea di quanto dico è sufficiente leggere il capitolo “Le affermazioni di Gesù su se stesso” e soprattutto il paragrafo “Io sono” nel libro “Gesù di Nazaret” di Benedetto XVI.
3) Sulla verginità di Maria credo sia sufficiente richiamarmi al Simbolo che trae la sua teologia da Luca. Tuttavia le frasi pubblicate possono essere modificate come segue:
a) Gesù è stato certamente un ebreo e lo sarà per sempre, ma proprio per questo ha criticato, da autorevole maestro quale era, il giudaismo del suo tempo, portando a compimento e a perfezione quanto già i profeti di Israele avevano detto…
b) Da quanto egli ha insegnato e testimoniato possiamo affermate che lui è l’incarnazione della seconda persona della Trinità: vero uomo, ma anche vero Dio, e pertanto Dio stesso
c) Infine, su questo argomento, da una parte il dogma dell’Immacolata Concezione e dall’altra il fatto che per la Chiesa Maria è vergine prima, durante e dopo il parto, sono enunciazioni più che sufficienti a ribadire che quanto ho scritto è del tutto conforme alla Teologia cattolica. (Michele Loconsole) (Agenzia Fides 18/7/2008)
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VATICANO - Papa Benedetto XVI a Sydney (4) - “In un mondo minacciato da sinistre e ...
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Concluso l’incontro ecumenico, la mattina del 18 luglio, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato nella Sala Capitolare della St. Mary’s Cathedral dove ha avuto luogo l’incontro con i rappresentanti di altre religioni. Dopo gli indirizzi di saluto del Card. George Pell; del Rabbino Capo della Grande Sinagoga di Sydney, Jeremy Lawrence e dello Sceicco Shardy, il Papa ha pronunciato un discorso nel quale ha ricordato anzitutto come l’Australia sia una nazione “che tiene in grande considerazione la libertà di religione”.
“Il vostro Paese – ha detto il Santo Padre - riconosce che il rispetto di questo diritto fondamentale dà a uomini e donne la possibilità di adorare Dio secondo coscienza, di educare lo spirito e di agire secondo le convinzioni etiche derivanti dal loro credo”. Quindi Benedetto XVI ha sottolineato l'importanza di una “armoniosa correlazione tra religione e vita pubblica” soprattutto nella nostra epoca, in cui alcuni ritengono la religione “causa di divisione piuttosto che forza di unità”. Il Santo Padre ha quindi proseguito: “In un mondo minacciato da sinistre e indiscriminate forme di violenza, la voce concorde di quanti hanno spirito religioso stimola le nazioni e le comunità a risolvere i conflitti con strumenti pacifici nel pieno rispetto della dignità umana”. La religione si pone dunque al servizio dell’umanità in modi diversi, uno di questi “consiste nell’offrire una visione della persona umana che evidenzi la nostra innata aspirazione a vivere con magnanimità, intessendo legami di amicizia con il nostro prossimo” ha sottolineato il Santo Padre. Inoltre il senso religioso apre gli uomini e le donne verso Dio “e li guida a scoprire che la realizzazione personale non consiste nella gratificazione egoistica di desideri effimeri. Esso, piuttosto, ci guida a venire incontro alle necessità degli altri e a cercare vie concrete per contribuire al bene comune”. Il Santo Padre ha poi ricordato che le religioni insegnano alle persone “che l’autentico servizio richiede sacrificio e autodisciplina, che a loro volta si devono coltivare attraverso l’abnegazione, la temperanza e l’uso moderato dei beni naturali”. Così “uomini e donne sono portati a considerare l’ambiente come una cosa meravigliosa da ammirare e rispettare piuttosto che come una cosa utile semplicemente da consumare. È un dovere che si impone a chi ha spirito religioso dimostrare che è possibile trovare gioia in una vita semplice e modesta, condividendo con generosità il proprio superfluo con chi è nel bisogno”.
Benedetto XVI ha messo in evidenza come tali valori siano “particolarmente importanti per un’adeguata formazione dei giovani”. Anche se spesso sono tentati di considerare la vita “come un prodotto di consumo”, i giovani posseggono anche la capacità dell’autocontrollo, e quando si presentano loro ideali elevati, “molti giovani sono attratti all’ascetismo e alla pratica della virtù morale attraverso il rispetto di sé e l’attenzione verso gli altri”. Ha quindi esortato le scuole confessionali e statali a fare di più “per sviluppare la dimensione spirituale di ogni giovane”, considerando che in Australia “la religione è stata un fattore motivante nella fondazione di molte istituzioni educative, e a buon diritto continua oggi ad occupare un suo posto nei curricoli scolastici”.
Tutte le religioni rivolgono costante attenzione alla meraviglia dell’esistenza umana, alle capacità della mente, alla possibilità di delineare una visione del futuro, alla capacità non solo di immaginare in che modo le cose potrebbero essere migliori, ma anche di investire le loro energie per renderle tali. “La religione, tuttavia, nel rammentarci la limitatezza e la debolezza dell’uomo, ci spinge anche a non riporre le nostre speranze ultime in questo mondo che passa” ha affermato il Santo Padre, sottolineando che “la Chiesa condivide queste considerazioni con le altre religioni” e “stimolata dalla carità, essa si accosta al dialogo nella convinzione che la vera sorgente della libertà si trova nella persona di Gesù di Nazaret. I cristiani credono che è lui che ci rivela appieno le potenzialità umane per la virtù e il bene; è Lui che ci libera dal peccato e dalle tenebre”.
“Cari amici, sono venuto in Australia come ambasciatore di pace – ha concluso il Papa -. Per questo, sono lieto di incontrare voi che parimenti condividete questo anelito e insieme il desiderio di aiutare il mondo a conseguire la pace... Il nostro sforzo per arrivare alla riconciliazione tra i popoli sgorga da, ed è diretto verso, quella verità che dà alla vita uno scopo. La religione offre la pace, ma - ancor più importante - suscita nello spirito umano la sete della verità e la fame della virtù”. (S.L.) (Agenzia Fides 18/7/2008)
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VATICANO - Papa Benedetto XVI a Sydney (3) - “Nel promuovere i valori cristiani, non dobbiamo ...
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Alle ore 10.30 del 18 luglio, nella Cripta della St. Mary’s Cathedral di Sydney, ha luogo l’incontro ecumenico del Santo Padre Benedetto XVI con alcuni leader di altre Chiese e Confessioni cristiane ed i membri del New South Wales Ecumenical Council. “L’Australia è un Paese contrassegnato da grande diversità etnica e religiosa – ha detto il Papa dopo aver salutato e ringraziato i presenti -. Anche la vostra è una Nazione che riconosce l’importanza della libertà religiosa. Questo è un diritto fondamentale che, se rispettato, consente ai cittadini di agire sulla base di valori radicati nelle loro più profonde convinzioni, contribuendo così al benessere dell’intera società. In questo modo i cristiani contribuiscono, insieme con i membri delle altre religioni, alla promozione della dignità umana e all’amicizia fra le nazioni”.
Dopo aver riconosciuto i risultati positivi raggiunti dal cammino ecumenico in Australia, che dimostrano “non solo che è possibile trovare risoluzioni concrete per una collaborazione fruttuosa nel presente, ma anche che abbiamo bisogno di continuare pazienti discussioni sui punti teologici di divergenza”, Benedetto XVI ha ricordato che quest’anno celebriamo il bimillenario della nascita di san Paolo, “lavoratore instancabile a favore dell’unità nella Chiesa primitiva”. “Il cammino dell’Ecumenismo – ha sottolineato il Papa - mira in definitiva ad una comune celebrazione dell’Eucaristia, che Cristo ha affidato ai suoi Apostoli come il Sacramento per eccellenza dell’unità della Chiesa. Anche se vi sono ancora ostacoli da superare, noi possiamo essere sicuri che un giorno una comune Eucaristia non farà che sottolineare la nostra decisione di amarci e servirci gli uni gli altri a imitazione del nostro Signore... Per questa ragione un sincero dialogo concernente il posto dell’Eucaristia – stimolato da un rinnovato ed attento studio della Scrittura, degli scritti patristici e dei documenti dei due millenni della storia cristiana – gioverà indubbiamente a far avanzare il movimento ecumenico e ad unificare la nostra testimonianza davanti al mondo”.
Il Papa ha quindi proseguito: “Cari amici in Cristo, penso sarete d’accordo nel ritenere che il movimento ecumenico sia giunto ad un punto critico. Per andare avanti, dobbiamo continuamente chiedere a Dio di rinnovare le nostre menti con la grazia dello Spirito Santo, che ci parla attraverso le Scritture e ci guida alla verità tutta intera. Dobbiamo stare in guardia contro ogni tentazione di considerare la dottrina come fonte di divisione e perciò come impedimento a quello che sembra essere il più urgente ed immediato compito per migliorare il mondo nel quale viviamo”. Benedetto XVI, dopo aver sottolineato “l’interconnessione tra il dono della conoscenza e la virtù della carità” ben espressa da Sant'Agostino, ha sottolineato che “il dialogo ecumenico avanza non soltanto mediante uno scambio di idee, ma condividendo doni che ci arricchiscono mutuamente. Un’‘idea’ è finalizzata al raggiungimento della verità; un ‘dono’ esprime l’amore. Ambedue sono essenziali al dialogo. L’aprire noi stessi ad accettare doni spirituali da altri cristiani stimola la nostra capacità di percepire la luce della verità che viene dallo Spirito Santo”.
Prendendo in considerazione le immagini bibliche complementari di "corpo" e di "tempio" usate per descrivere la Chiesa, il Santo Padre ha evidenziato che “ogni elemento della struttura della Chiesa è importante; ma tutti vacillerebbero e crollerebbero senza la pietra angolare che è Cristo. Quali 'concittadini' di questa 'casa di Dio', i cristiani devono operare insieme per far sì che l’edificio rimanga saldo così che altre persone siano attratte ad entrarvi e a scoprire gli abbondanti tesori di grazia che si trovano al suo interno. Nel promuovere i valori cristiani, non dobbiamo trascurare di proclamarne la fonte dando comune testimonianza a Gesù Cristo Signore. È Lui che ha affidato la missione agli apostoli, è Lui del quale i profeti hanno parlato, ed è Lui che noi offriamo al mondo.”(S.L.) (Agenzia Fides 18/7/2008)
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OCEANIA/AUSTRALIA - Ecumenismo, dialogo e Via Crucis per le strade di Sydney alla XXIII GMG
Sydney (Agenzia Fides) – Giornata intensa, ricca di appuntamenti e di incontri significativi, quella vissuta oggi, 18 luglio, da Benedetto XVI alla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù. Fra gli incontri che l’hanno caratterizzata, l’assemblea con i leader di altre comunità religiose presenti in Australia, un meeting ecumenico, la solenne Via Crucis celebrata con le migliaia di pellegrini presenti a Sydney.
Ha riscosso grande consenso in tutta l’Australia l’approccio dato da Benedetto XVI all’incontro con i capi religiosi di una terra che si connota per pluralismo e varietà di religioni e culture. Il Papa ha voluto riflettere sul ruolo delle religioni, ha nuovamente posto il tema della tutela dell'ambiente, ha sottolineato il valore della “temperanza” (vedi altro articolo di Fides del 18/7/2008), muovendosi su un terreno che ha suscitato piena condivisione da parte di tutti gli altri leader. Non è mancato, durante l’incontro, un cenno significativo al valore della libertà religiosa, diritto fondamentale di ogni credente, che l’Australia ha il merito di tutelare pienamente.
Benedetto XVI ha poi incontrato, in un meeting ecumenico, i rappresentanti di altre confessioni cristiane, invitando a non rinunciare mai al dialogo e al confronto (vedi altro articolo di Fides del 18/7/2008)
Il Santo Padre ha avuto incontri con le autorità civili e, come da tradizione delle GMG, ha condiviso il pranzo con 12 giovani provenienti da Stati Uniti, Nuova Zelanda, Spagna, Papua Nuova Guinea, Nigeria, Congo, Brasile, Francia, Corea.
Successivamente Benedetto XVI, dalla Cripta della St.Mary's Cathedral, ha dato il via alla solenne Via Crucis dei giovani, presiedendone la Prima Stazione. A essere condotta per le vie della città è stata la Croce della GMG, che mesi mesi scorsi ha fatto il giro del mondo, tra i giovani dei cinque continenti.
Migliaia di giovani presenti a Sydney hanno partecipato all’evento, che ha voluto essere anche un segno tangibile di testimonianza per tutta la cittadinanza della capitale australiana: sono stati tanti i luoghi della città toccati dalla cerimonia, come il Domain, l’Art gallery, il molo Barangaroo, l’Harbour Bridge e l’Opera House.
La Via Crucis, annunciano gli organizzatori della GMG, è stata seguita globalmente, attraverso i canali televisivi e del web, da 500 milioni di persone.
Intanto i giovani pellegrini della GMG stano continuando il loro programma giornaliero, ritmato dalla preghiera, dalle catechesi dei Vescovi, da incontri di condivisione, da concerti serali. Grande successo stanno riscuotendo due iniziative che fanno da contorno alla GMG: il “World Youth Festival”, kermesse che prevede manifestazioni teatrali, performance e concerti in diversi luoghi della città; la “Vocation Expo”, mostra realizzata con contributi da tutti i continenti, che fa riflettere sul senso della vocazione al sacerdozio, alla vita religiosa, al matrimonio e alla vita famigliare.
(PA) (Agenzia Fides 18/7/2008 righe 28 parole 286)
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ASIA/INDIA - Per l’Anno Paolino pubblicata e diffusa una nuova versione della Bibbia
Ahmedabad (Agenzia Fides) – Non è sempre facile annunciare Cristo e portare la Parola di Dio alle popolazioni del Gujarat, stato dell’India Nordoccidentale in cui vi è larga diffusione di movimenti radicali indù che spesso hanno attaccato le minoranze cristiane e musulmane. L’Anno di San Paolo sarà comunque per la comunità locale un momento di incontro, di dialogo e di missione, in cui i fedeli cattolici cercheranno di portare il Vangelo soprattutto a quanti non hanno ancora ricevuto l’annuncio cristiano, nonostante le difficoltà, prendendo esempio dal coraggio e dalla dedizione dell’Apostolo delle genti.
A tale scopo S. Ecc. Mons. Thomas Macwan, Vescovo di Ahmedabad, capitale dello stato, ha annunciato la pubblicazione di una nuova versione della Sacra Bibbia, pubblicata dalla Società San Paolo, che per l’Anno di San Paolo sarà diffusa in tutte le parrocchie e le realtà ecclesiali.
E’ stata la Superiora della comunità locale delle Figlie di San Paolo, Suor Rita Joseph, a presentare il nuovo testo, preparato grazie al contributo e alla revisione di numerosi esperti e teologi indiani. La particolarità del volume è quella di contenere commenti, note, contestualizzazioni e riferimenti che affondano le radici nella tradizione culturale e religiosa dell’India, così da rendere più agevole e famigliare la lettura ai fedeli indiani.
Mons. Macwan, nella celebrazione in cui ha presentato la nuova Bibbia come impulso per vivere l’Anno Paolino, ha sottolineato il contributo degli Apostoli Pietro e Paolo non solo nella fondazione della Chiesa, ma anche nella crescita e nello sviluppo del cristianesimo lungo i secoli e nei diversi continenti.
“Leggete la Bibbia e nutritevi della Parola di Dio”, ha detto il Vescovo ai fedeli, notando come il cibo spirituale sia indispensabile alla vita dell’uomo quanto quello materiale. (PA) (Agenzia Fides 18/7/2008 righe 26 parole 261)
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AFRICA/TANZANIA - Le prospettive pastorali della globalizzazione e le sue ripercussioni sulle ...
Bagamoyo (Agenzia Fides)- I Membri e i Consultori africani del Pontificio Consiglio della Cultura si riuniranno dal 23 al 26 luglio a Bagamoyo, in Tanzania, con l'obiettivo di dare un nuovo impulso alla pastorale della cultura. Il tema dell'incontro sarà “Prospettive Pastorali per la nuova evangelizzazione nel contesto della globalizzazione e le sue ripercussioni sulle culture africane”. All'incontro parteciperanno anche i Vescovi di diverse Conferenze episcopali che hanno la responsabilità della pastorale della cultura.
Questo incontro fa parte di una serie di iniziative che intendono promuovere la pastorale della cultura in varie parti del mondo. L'ultima riunione di questo tipo in Africa si è tenuta a Johannesburg nel 2004, e ha offerto ai Vescovi dell'Africa meridionale, l'opportunità di riflettere sul tema: “Un solo popolo di Dio nella diversità delle culture”. Nell'incontro di quest'anno, particolare attenzione sarà rivolta alle evangelizzazione delle culture, con un accento particolare sulle questioni relative alla secolarizzazione.
Nel contesto attuale, con l'ambiente culturale e stili di vita fortemente influenzati dagli effetti della globalizzazione, la Chiesa si sforza di promuovere l'inculturazione della fede insieme a un nuovo umanesimo cristiano che consentirà agli uomini ed alle donne in Africa di essere pienamente africani e pienamente cristiani. Sua Eminenza il Cardinale Polycarp Pengo, Membro del Pontificio Consiglio della Cultura e presidente del SECAM (Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar), esporrà la relazione conclusiva sul tema: “La Chiesa, Famiglia di Dio: rispondere alle sfide poste dalla globalizzazione e dalla diffusione di modelli culturali estranei alle culture africane”.
L'incontro si terrà presso il Centro Culturale cattolico "Bagamoyo" gestito dai Padri Spiritani . Bagamoyo, che in swahili significa "lascia il tuo cuore", è stato uno dei principali porti di commercio di schiavi che arrivavano dal'Africa centrale e orientale, da inviare ai mercati di Zanzibar. Centinaia di migliaia di persone furono catturate nelle zone interne del continente e poi imbarcate da questo porto. Una missione è stata aperta nel 1868 per coloro che erano fuggiti dai mercanti di schiavi, o che erano stati riscattati dai missionari. Scegliendo questo tema, gli organizzatori non hanno trascurato il fatto che la secolarizzazione comporta una moderna forma di schiavitù, né meno oppressiva né meno dannosa per la dignità della persona umana.
La Chiesa è consapevole della fondamentale dimensione culturale di uno sviluppo sostenibile, indispensabile per il futuro del continente africano. Pertanto, particolare attenzione sarà data ai valori culturali presenti in Africa, che sono al servizio della dignità della persona umana. (L.M.) (Agenzia Fides 18/7/2008 righe 32 parole 416)
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AFRICA/LIBERIA - L'Amministratore Apostolico di Monrovia chiede la costituzione di un tribunale ...
Monrovia (Agenzia Fides)- "Dobbiamo garantire che coloro che hanno le responsabilità maggiori per gli orrori in Liberia rispondano dei crimini commessi," ha affermato Mons. Andrew J. Karnley, Amministratore Apostolico di Monrovia, capitale della Liberia, alla commemorazione delle oltre 700 vittime del massacro avvenuto nella chiesa luterana di San Pietro il 29 luglio 1990, commesso dalla truppe dell'allora Presidente Samuel Doe.
Mons. Karnley ha invitato i liberiani a far sì che non accadano più massacri simili a quelli commessi dalle varie fazioni nella guerra civile.
In Liberia è stata costituita una Commissione per la Verità e la Riconciliazione, sul modello di quella adottata dal Sudafrica dopo la fine dell'apartheid, per indagare sui crimini commessi durante la guerra civile. Ma nel Paese si sono levate diverse voci che chiedono l'istituzione di un vero e proprio tribunale per i crimini di guerra, come quello stabilito nella confinante Sierra Leone. Il conflitto nella Sierra Leone e quello liberiano sono strettamente intrecciati, tanto è vero che l'ex Presidente liberiano, Charles Taylor, viene giudicato dalla Corte internazionale sui crimini di guerra in Sierra Leone, per il ruolo avuto nel finanziare la guerriglia sierraleonese, responsabile di numerose atrocità contro la popolazione civile.
L'Amministratore Apostolico di Monrovia ha affermato che anche la Chiesa cattolica intende chiedere la costituzione di un tribunale per i crimini di guerra in Liberia. “Che cosa succede dopo la Commissione per la Verità e la Riconciliazione? Dobbiamo batterci per la giustizia. Se non riusciamo a far giudicare per i loro crimini coloro che li hanno commessi, alcuni di noi un giorno rischieranno di diventare ancora una volta vittime”
Mons. Karnley ha ricordato il massacro dei cittadini inermi che avevano cercato rifugio nella chiesa luterana: "queste persone erano venute nella casa di Dio a cercare rifugio sotto i suoi vigili occhi, ma vennero gli uomini malvagi che le uccisero al cospetto di Dio. "
Padre Karnley ha anche chiesto l'erezione di speciali monumenti dedicati alle vittime del conflitto da collocare in tutto il Paese. “Raccontare la verità- ha sottolineato- è un processo terapeutico, pensiamo che appositi memoriali devono essere costruiti alle entrare delle nostre città principali come ricordo per tutti coloro che hanno perso la vita nel corso di questo orrore nazionale". (L.M.) (Agenzia Fides 18/7/2008 righe 30 parole 389)
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