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XXXIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca   
teofania-5.jpg Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere la felicità piena e duratura.

PRIMA LETTURA

Ml 3, 19-20

Dal libro del profeta Malachia.
Così dice il Signore:
«Ecco, sta per venire il giorno rovente come un forno; allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà dice il Signore degli eserciti in modo da non lasciar loro né radice né germoglio.
Per voi invece, cultori del mio nome, sorgerà il sole di giustizia».


SALMO RESPONSORIALE 

Sal 97

RIT: Vieni, Signore, a giudicare il mondo.

Cantate inni al Signore con l'arpa,
con l'arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.

Frema il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne.

Esultino davanti al Signore che viene,
che viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.


SECONDA LETTURA

2 Ts 3, 7-12

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi.
Fratelli, sapete come dovete imitarci: poiché noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darvi noi stessi come esempio da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

Vegliate e state pronti,
perché non sapete in quale giorno verrà il Signore.

Alleluia.

VANGELO

Lc 21, 5-19
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?». Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine». Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime».


Commento

"Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa".
La differenza tra essere fondamentalisti e credenti è nel distacco da se stessi.
Il fondamentalista o, in maniera opposta, il progressista, in fin dei conti, più che difendere Cristo e la Chiesa difende la sua idea di Cristo e della Chiesa.
Al contrario, il credente non difende ma vive e testimonia ciò che vive spesso con il silenzio talvolta con la parola.
A volte in condizioni opportune e talvolta inopportune. L'opportunità o la non opportunità è data dall'ascolto che il credente vive costantemente nella sua vita dello Spirito Santo e dei pastori della Chiesa.
Il credente, al contrario del fondamentalista e del progressista, obbedisce, cioè ascolta.
Gesù dunque con questa parola non intende spaventarci ma ribadire che se non ascoltiamo sempre la sua voce non saremo pronti a "portare" Lui ma rischiamo di portare noi stessi.
Eppure Egli, e ce lo assicura con questa Parola, è sempre con noi. Sempre ci custodisce e ci nutre.
Sempre ci assiste con la luce e la sapienza del Suo Spirito. Il distacco da se stessi, da quella parte di noi narcisista e malata.
Da quella parte ferita dal peccato che non ci consente di "vedere" con gli occhi di Dio la storia, nostra e dei fratelli.
Da quella parte impaurita perchè non fiduciosa in Cristo.
Questa parte va pulita, purificata e talvolta zittita.
Questo significa rendere culto al nome di Dio. Far parlare Lui, in umiltà e ascolto.
Se non impariamo a riconoscere la nostra parte malata come potremo amare veramente i fratelli distaccandoci dalle morbosità, dalle gelosie, dalle ansie, dai possessivismi, ridimensionando alla luce del vangelo i legami parentali?
Come potremo sostenere la prova, magari della persecuzione o dell'emarginazione, se non abbiamo il cuore limpido?
La persecuzione per il credente fa parte, per così dire, "del pacchetto" di gioia che Dio in Cristo ci consegna.
La persecuzione a volte avviene per la malvagità. A volte per la gelosia; a volte per la miseria umana.
A volte per invincibili incomprensioni. Altre volte per un mistero di iniquità che tocca la storia.
Ma tutto, proprio tutto è nella mani di Dio che volge ogni cosa, anche ingiusta, al bene.
Bene nostro, bene dei fratelli e bene della Chiesa.
Anzi, spesso, dove abbonda la malvagità e l'ingiustizia, trionfa la luminosità della Sapienza.
Ma per vedere il "sole anche di notte" occorre allenare il proprio cuore all'ascolto che fa realmente cogliere che "nemmeno un capo del nostro capo perisce". Egli ne ha cura.
Morire a se stessi, dunque, è il principio della testimonianza.
Non è tanto la parola che converte noi e i fratelli ma il peso dell'offerta; dell'offerta di sé in nome di Cristo.

Francesca
 
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