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XXVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno C |
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Scritto da Barbra
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mercoledì 26 settembre 2007 |
O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi, diventiamo partecipi della felicità eterna.
Lc 16, 19-31
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.
E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro.
E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi» .
Commento
In questo brano vi sono tre persone “il ricco” che non ha nome,“il povero” di nome Lazzaro (che significa Dio aiuta) e Abramo(il seno di Abramo è la fonte della vita).
Il ricco rappresenta appunto la ricchezza, l’avidità , l’egoismo mentre il povero rappresenta la solitudine l’emarginazione in poche parole il popolo di Dio che sipone in asvcolto del Salvatore e che accoglie di buon grado le Sue parole.
Il ricco è colui che guarda solo a se stesso e non riconosce né Dio né il povero come un aiuto per la sua salvezza, quando esso muore, muore la sua possibilità di ravvedersi e dall’inferno può solo ascoltare la voce di Abramo che ricorda ciò che era già stato annunciato in Lc 6,24 "Ma guai a voi ricchi, perchè avete già la vostra consolazione".
Chi siamo, come viviamo e dove sta andando la nostra vita?
Ascoltoiamo il Signore? Ascoltimao la Sua Chiesa? Abbiamo realmente fede?
Il Vangelo di questa domenica ci da le risposte ed è un fortissimo richiamo alla conversione.
Se la nostra direzione non è la casa del Padre, l'ascolto di Dio nella nostra storia personale,
nulla sarà la vita futura!
Se i beni materiali ci danno consolazione mettendo a silenzio il vero bisogno che è quello di Dio dobbiamo sapere che essi non vivono in eterno. Soldi, benessere, stima, successo. Tutto passa con il suo vuoto.
Dio solo resta e basta.
Ogni giorno che ci viene dato è una possibilità di salvezza.
L’errore non è nell’essere ricco ma nel vivere ogni cosa ripiegati su se stessi, nel non saper fare buon uso di ciò che ci è stato donato, nell’essere ciechi, indifferenti e incapaci di ascolto.
Incapaci di ascoltare Dio che grida una precisa parola vocazionale nella nostra vita.
Alla luce di questa parola ciò che possiamo fare è pregare e chiedere a Dio il dono della fede per essere ogni giorno illuminati e pronti a scegliere di donarci oltre il nostro piccolo cortile di egoismo e piccinerie con il cuore rattrappito dal risentimento e dalla paura.
Liberarsi da queste catene sarebbe una ricca povertà... che come Lazzaro ci aprirebbe realmente all'aiuto di Dio.
Barbra
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