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XVII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca   
giovedì 26 luglio 2007
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O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni.

Lc 11, 1-13
Dal Vangelo secondo Luca

Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione».
Poi aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; e se quegli dall'interno gli risponde: Non m'importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli; vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza.
Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.
Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?
Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» .
Commento

"Signore, insegnaci a pregare . . ."

Siamo sempre discepoli di Gesù e anche oggi gli chiediamo: Signore insegnaci a pregare!

C'è il sospetto, infatti, che tanta ricerca della preghiera sia sotto sotto una forma velata di carnalità e di auto-compiacimento.
Tutte le forme spiritualizzanti, new age, esoteriche non sono altro che una lussuria cammuffata di angelismo. Talvolta anche alcune forme di devozione fai da te ricercate con il "prurito" del magico. Certe affannosità verso le guarigioni; verso i devozionismi.
La preghiera è inanzitutto una presa di coscienza vera, reale e totale che Dio è Padre e nel contempo che è nostro.
Su questi due termini "Padre nostro..." Francesco di Assisi fondava tutto il suo peregrinare orante.
Padre significa, lo spiega lo stesso Gesù con esempi chiari, è uno che ti ama nonostante tutto e che vuole sempre il meglio per te. Sempre ti accoglierà ma nella purezza dello Spirito Santo: non fare dire a Dio bene ciò che invece è male.
Egli piuttosto ti farà capire nello Spirito ciò che è male e ciò che è bene.
Accoglienza amorosa e misericordiosa per trasformarti nell'amore e nella verità.
Però, affinché tu non te lo scordi, è anche "nostro".
Su questo "nostro" si fonda il perdono, la comunione, l'accoglienza, la Chiesa.
Qui Dio ti aspetta.
Non vuole che ti riempi di "gaudio" lo spirito con una pace interiore personale che non sappia di comunione e di Chiesa; che non sia famiglia e fraternità. 
Se così fosse sarebbe alienazione e lussuria coperta di spiritualismo.
Dio desidera che con Lui e per Lui sei responsabile del tuo fratello, delle sue necessità spirituali e materiali. Tutte.
Se infatti dici Padre, fai bene ma Egli ti chiede ancora: "dov'è tuo fratello?"
Non solo. Quando dici "nostro" dici Chiesa.
Come puoi dire "nostro" se non sei in comunione con i tuoi pastori, con il Papa, con il Vescovo, con il tuo parroco?
Anche qui il Signore ti aspetta.
Ed Egli che è un Padre più buono di noi darà sicuramente lo Spirito Santo per comprendere tutta la paternità e tutto il peso del "nostro" a coloro che glielo chiedono disarmati e assetati.


Francesca


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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 14 novembre 2007 )
 

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