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VI Domenica del tempo di Pasqua - anno C |
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Scritto da Maria
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venerdì 11 maggio 2007 |
Dio onnipotente, fa' che viviamo con rinnovato impegno questi giorni di
letizia in onore del Cristo risorto, per testimoniare nelle opere il
memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede.
Gv 14, 23-29
Dal Vangelo secondo Giovanni
In
quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno mi ama, osserverà la
mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo
dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; la
parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore,
lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà
ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio
la pace, vi do la mia pace. Non come la dá il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi
ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io
vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto
adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.
Commento
La Parola di Gesù, la Parola di Dio ha la peculiarità di tasformare la realtà a misura del divino. Con la Parola Dio crea e crea continuamente.
E' semplice per Dio creare qualcosa dal nulla o cambiarlo, ma è meraviglioso per l'Onnipotente cambiare l'uomo con il suo assenso e portarlo ad essere pienamente se stesso.
Non basta dunque "sapere" la Parola, "conoscerla" ma è fondamentale viverla.
E' proprio vivendola che la si comprende; è nell'abbandono fiducioso che la Parola da luce all'intelletto e al cuore.
E' vivendola che la Parola apre sempre una via nuova nella storia.
Infatti il non fiorire di una vocazione spesso, quasi sempre, è dovuto al fatto che non ci si gioca su una Parola di Gesù ma si rimane paralizzati dalla paura e dal peccato; dalle proprie abitudini e dalle catene di morte.
Più si rimane paralizzati e meno si comprende Dio e più si è piccoli nella capacità di Amare.
Rischiando su Dio, invece, si vince sempre; anche quando si perde. Proprio perché Dio prende dimora presso il tuo cuore. Nonostante l'esperienza della Chiesa e dei santi e di tanti uomini e donne di Dio siamo invece restii a tuffarci e dire:
Gesù mi fido di te. Farò ciò che mi chiedi.
Dire sì a Dio e mettere in pratica la Parola, in realtà non è altro che permettere allo Spirito che è nel nostro cuore di sgorgare e rendere il nostro deserto un'oasi. Dio veramente cambia la storia, la tua storia.
Qui, in questa fiducia che si fa carne; in questo rendere viva la parola nei propri passi si compie la Pace e non altrove.
Nulla è impossibile a Dio.
E tutto è possibile all'uomo in Cristo.
Scegliere di abbandonarsi è l'atto più adulto e maturo che possiamo compiere. Ed è anche l'atto più attivo, più fecondo.
Infatti dietro il voler, talvolta, comprendere a tutti i costi prima di rischiare, c'è ancora l'uomo vecchio che con la scusa della "ragione" (che poi ragione non è) sta uccidendo l'uomo nuovo che tenta di germogliare.
Qui si consuma il primo aborto nella,
nostra incapacità di fidarci di Dio fino in fondo, come potremmo e come dovremmo.
Ma Egli ci ripete:
"Se uno mi ama, osserverà la
mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo
dimora presso di lui."
Maria
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 11 maggio 2007 )
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