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V Domenica del tempo di Pasqua - anno C PDF Stampa E-mail
Scritto da Milko   
lastsupper O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l'eredità eterna.


Gv 13, 31-33. 34-35
Dal Vangelo secondo Giovanni


Quando Giuda fu uscito dal cenacolo, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» .




Commento
Questo discorso di Gesù è spesso noto come discorso di addio, ma ben sappiamo che Gesù è sempre con noi, diciamo che potrebbe essere un “addio” nel senso etimologico "a Dio", cioè ribadire con forza che Lui è il principio e la fine di ogni nostro attimo e che è presente soprattutto nei passaggi più significativi della nostra vita. (cf. Mt 28, 20).
Il cuore di questo brano è, comunque, il comandamento nuovo, esso è donato all’uomo, mentre la parte relativa alla glorificazione è dedicata a Dio.
Amarci gli uni gli altri come Gesù ci ha amato, come Gesù ci ama; più di qualcuno questa frase la definirebbe un linguaggio duro, chi potrebbe intenderlo?
Certamente è assai duro per chi non si pone alla sequela di Cristo, duro nel senso che è più difficile riuscire ad applicarlo ed improbo da realizzare se non si guarda a come Cristo ha glorificato Dio e con quale sommo sacrificio e soprattutto se non si tiene conto che Dio quando chiede dona già di compiere.
La Sua Parola, infatti, è già promessa e cammino con l'uomo e nella fatica dell'uomo, perché l'uomo si "trascenda".
Proprio in questo modo Gesù viene glorificato.
Noi ci stiamo perdendo la sua gloria! 
Noi, di dura cervice, non digeriamo, non “ruminiamo” quelle parole di Gesù!
Il comandamento nuovo è anche il cuore di tutta la vita di Cristo.
E come può aver senso la vita di Gesù, per un fedele, così deve aver senso anche il comandamento ultimo che Egli ci dona. È un linguaggio duro, dunque, solo perché non ci lasciamo guidare e non ci abbandoniamo alla grazia della salvezza che “oggi” il Signore ci offre.
Quanti di noi si rendono conto o hanno provato che “amare il prossimo” è il segmento orizzontale della croce: se da un lato può essere sofferenza, anzi è spesso salutare ed indispensabile sofferenza, dall’altro è glorificazione di Dio, come ci mostra Cristo stesso, cioè è salvezza per l’uomo, ma proprio questa salvezza è la glorificazione dell’uomo in Dio per l’eternità.
Proprio in questa "fatica" di amare nella grazia come Gesù c'è già anche la nostra glorificazione; il "già e non ancora" del Paradiso.
Chi entra per questa "porta stretta" comprende che in realtà era ben più larga della strada della perdizione e della durezza di cuore.

 Milko
 
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