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Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell'Universo PDF Stampa E-mail
Scritto da Paul   
mercoledì 21 novembre 2007
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cristo_re.jpg Dio onnipotente ed eterno, che hai voluto rinnovare tutte le cose in Cristo tuo Figlio, Re dell'universo, fà che ogni creatura, libera dalla schiavitù del peccato, ti serva e ti lodi senza fine.

PRIMA LETTURA

2 Sam 5, 1-3

Dal secondo libro di Samuele.
In quei giorni, tutte le tribù d'Israele da Davide in Ebron e gli dissero: «Ecco noi ci consideriamo come tue ossa e tua carne. Gia prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele.
Il Signore ti ha detto: Tu pascerai Israele mio popolo, tu sarai capo in Israele».
Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re in Ebron e il re Davide fece alleanza con loro in Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re sopra Israele.


SALMO RESPONSORIALE 

Sal 121

RIT: Regna la pace dove regna il Signore.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore» .
E ora i nostri piedi si fermano
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge di Israele,
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio,
i seggi della casa di Davide.
Domandate pace per Gerusalemme:
sia pace a coloro che ti amano.


SECONDA LETTURA

Col 1, 12-20

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi.
Fratelli, ringraziamo con gioia il Padre che ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
E' lui infatti che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati.
Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui.
Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose.
Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza
e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.


CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
benedetto il suo regno che viene.

Alleluia.


VANGELO

Lc 23, 35-43
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il popolo stava a vedere, i capi invece schernivano Gesù dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».


papa-mondo.jpg Commento

"Per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli".
In questa solenne giornata nella persona di Gesù si fondono diversi ruoli e carismi. Egli è Re, ma anche sacerdote.
Egli è altare e vittima. Egli è il creatore di ogni cosa ma anche l'innocente che viene ucciso come un malfattore fuori da Gerusalemme.
Egli è la voce e la parola, il senso e il significato eppure, nel contempo, pochi lo ascoltano.
Questi paradossi che appaiono antitetici sono uniti perfettamente in Lui che ci dona i "criteria" con cui Egli è, e con cui noi possiamo essere suoi, se lo desideriamo.
Egli è Re ma esercita il suo potere servendo, mediando e offrendo se stesso per il bene di ciascuno. Una goccia del suo sangue sarebbe bastata a togliere il peccato e a salvare l'uomo. Eppure Egli, com'è nella Sapienza, ha sovrabbondato nella scarnificazione di sè per testimoniare che tutto aveva dato e nulla aveva tenuto per sé.
Egli è la luce eppure ha sperimentato le tenebre che nessuno uomo potrà mai affrontare.
Egli dunque è presente in ogni ingiustizia, in ogni sopruso, in ogni vittima dando il senso a quella specifica violenza.
Egli è presente in ogni cuore malato dalla poca fede o dall'assenza della fede perché Egli sa che significa, più di ogni altro, il buio e la lontananza da Dio. Qui Egli dona la luce e la speranza.
Egli sostiene tutto nell'essere eppure permette all'uomo di tradirlo, rinnegarlo, negarlo. Ha troppo a cuore la libertà assoluta della scelta dell'uomo. Ha troppo a cuore la maturità dell'uomo per piegarlo con l'evidenza e lo attende bussando umilmente alle porte del suo cuore.
Egli stesso è promessa e compimento della promessa eppure l'uomo fa finta di non aver bisogno di nulla.
Egli è il capo della Chiesa ed è la sintesi di tutta la Chiesa: Pastori, oranti, missionari, apologeti, catechisti, carismatici eppure talvolta non lo riconosciamo.
Egli obbedisce al Padre e all'uomo eppure noi non siamo capaci neanche di ascoltare il Santo Padre e conserviamo il verme maligno di una coscienza ferita.
Egli è la gioia eppure noi impegniamo tutto noi stessi per cercare vita nelle "cisterne vuote e screpolate" e nella schiavitù delle passioni ferite.
Senza di Lui non possiamo far nulla eppure ci ostiniamo a vivere come se Lui non ci fosse.
Ecco il prezzo della Sua regalità, un amore che non conosce confini e che chiama l'uomo sempre al centro di sé stesso, alla verità e all'autenticità.
Un amore che regna in punta di piedi e che nel Suo respiro sostiene ogni cosa.
Un amore che rende "re" e toglie la schiavitu costante del "nemico dell'uomo".
Dire dunque Cristo Re dell'Universo non significa solo riconoscere che Egli è Re e come Egli è Re.
Ma che io ho deciso, ora, di riconoscerlo tale e di recuperare il tempo perduto in cui l'ho amato poco e male. Decido di riconoscerlo nella Chiesa ed in Lui essere Chiesa. anche in quelle ombre della Chiesa che sembrano nasconderlo.
Che aspetti mio cuore? Svegliati perchè fin'ora hai dormito e fatto incubi disumani,
apriti alla gioia!

Paul


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Ultimo aggiornamento ( lunedì 17 novembre 2008 )
 

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